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Scritto Lunedì 14 giugno 2021 alle 18:12

Replica al Vs. articolo 'Lecco: Rinasceremo con le cure ma...'

Spettabile Redazione,
 
abbiamo letto con interesse l'ampio servizio che avete dedicato alla conferenza "Rinasceremo con le cure" svoltasi venerdì 11 giugno 2021 a Lecco in Piazza Cermenati.
Si è trattato di un evento informativo in merito alla delicata questione delle cure domiciliari precoci contro la Covid-19 e l'argomento ha suscitato grande interesse.
Del resto, Lecco è una delle prime 10 province italiane per aumento della mortalità nell'anno 2020 e addirittura a maggio 2020 è risultata essere quella con l'incremento di mortalità più elevato.
Un ben triste primato.
Quali azioni concrete furono messe in campo allora? Davvero dobbiamo rassegnarci a pensare che le cose non sarebbero potute andare diversamente?
 
Noi del pubblico non eravamo "sospettosi", come insinuate, ma persone attente e interessate; alcuni di noi sono stati curati e sono guariti proprio grazie alle terapie domiciliari, altri purtroppo hanno perso un congiunto e provano a dare forma concreta a una dolorosa verità che hanno intuito.
 
Adesso iniziano a uscire studi e articoli che confermano la validità delle terapie domiciliari precoci (https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2021/06/11/covid-curare-precocemente-a-domicilio-puo-evitare-ospedale_f1fd5b62-2f2d-4fbc-ba99-c39b26c6233b.html), ma quante persone nel frattempo sono venute a mancare? A quanti ancora sono e saranno negate le cure?
L'appello al ministro della Salute da parte di 41 medici e scienziati in cui si chiedeva l'adozione tempestiva e precoce di una semplice terapia antinfiammatoria - come quella cortisonica - risale ad aprile 2020 (https://www.informazionelibera.org/images/news/2020/Appello_al_Ministro_della_Salute_agg_30-4.pdf).
Aprile 2020, 14 mesi fa!
 
È, pertanto, evidente che concludere un articolo, peraltro accurato, scrivendo "Così, lo stesso tema delle cure domiciliari – su cui qualche riflessione andrà pur fatta – viene risucchiato nel vortice di una contestazione generale" è semplicemente vergognoso ed inaccettabile. Chi ha perso un proprio caro, nella maniera straziante che ben conosciamo, non se ne fa nulla di queste tardive riflessioni e ha tutto il diritto di voler capire.
 
Da comuni cittadini, cerchiamo almeno di informarci e informare per evitare il ripetersi della tragedia che abbiamo vissuto in prima persona.
 
Ci appelliamo alla Vostra onestà deontologica di giornalisti affinché la nostra replica venga integralmente pubblicata.
 
Distinti saluti,
 
Un gruppo di cittadini lecchesi presenti alla conferenza

Sarà anche vergognoso e inaccettabile, ma è la realtá. E probabilmente motivo per cui certe istanze restano inascoltate. In quanto al pubblico sospettoso, se a chi ci scrive danno fastidio gli applausi antivaccini e alcune esternazioni fanatiche a dir poco, il problema non è del giornalista ma dei compagni di viaggio. Parlatene

D.C.
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