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Scritto Giovedì 17 giugno 2021 alle 14:08

70 anni per Francesco Moser: i ricordi lecchesi del ciclista

Francesco Moser festeggia sabato 19 giugno il suo settantesimo compleanno, essendo nato quel giorno del 1951 in frazione Palù del Comune Giovo, municipio trentino di 2.500 abitanti, a circa 500 metri di quota. I festeggiamenti sono già iniziati, ricordando le 273 vittorie da professionista ottenute nel corso della sua eccezionale carriera. Moser, infatti, ha vinto un Giro d’Italia, tutte le classiche nazionali, dalla Milano-Sanremo al Giro di Lombardia, tre Parigi-Roubaix e una Freccia Vallone, oltre ad un campionato del mondo su strada e uno su pista nell'inseguimento individuale. E’ il ciclista italiano con il maggior numero di successi, precedendo Giuseppe Saronni (193) e Mario Cipollini (189).


Francesco Moser festeggiato dal Club Lecco: si riconoscono i fedelissimi Bodega, Maglia e Castelli
 In piedi, l'ex corridore Attilio Milani di Garlate

Nel 1984 Moser ha conquistato sulla pista del velodromo olimpico di Città del Messico il primato della velocità in un’ora andando oltre la soglia dei 51 chilometri.  Era presente una rappresentanza di tifosi lecchesi con Giovanni Bodega, Luigi Bonaiti e Nino Casari, che organizzarono poi un pullman per raggiungere Riva del Garda, dove andò in scena una serata di festa per la straordinaria impresa. I ritrovi nella nostra città dei "supporter" di Francesco Moser erano in particolare il Bar della Vittoria, nella piazza omonima del vecchio nucleo di Acquate, e il Bar Stadio in quartiere Castello, lungo via Papa Giovanni.
L’eccezionale carriera del ciclista passa anche sulle strade lecchesi. Nel 1984 era maglia rosa quando il Giro passò da via dell’Eremo, a Germanedo, nell'edizione in cui Moser trionfò con il grande successo dell’ultima tappa a cronometro con arrivo nella storica Arena di Verona. Ma c'è una vittoria anche sulle vie cittadine "nostrane": si tratta del Gran premio Banca Popolare di Lecco, circuito di cento chilometri con anello di partenza e di arrivo in viale Turati, nel 1980.


Un gruppo di Pescate in Trentino con Francesco Moser

Moser è più giovane di tre fratelli, Aldo, Enzo e Diego, tutti corridori professionisti che hanno vestito anche la maglia rosa al Giro d’Italia; in particolare il primo, recentemente scomparso, era fortissimo nelle prove a cronometro, come confermano le sue vittorie nel trofeo delle Nazioni a Parigi e nel Baracchi sulle strade lombarde, da Bergamo a Milano. La dinastia ciclistica dei Moser, iniziata nel 1954, quando il ventenne Aldo si impose come solitario vincitore del Piccolo Giro di Lombardia, è continuata a lungo, per oltre mezzo secolo. Si è scritto, infatti: “I Moser nel ciclismo non finiscono mai...”. Ora si è in attesa di un nuovo erede.
Intanto c’è da ricordare che per i 70 anni di Francesco esce un libro a lui dedicato: autore è Beppe Conti, giornalista, noto commentatore delle due ruote a pedale di casa a Lecco, presso il Guanella con don “bici”, ovvero don Agostino Frasson.
A.B.
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