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Scritto Domenica 20 giugno 2021 alle 18:16

Apriamoci alla bellezza: alcune delle tappe lecchesi proposte

Una giornata all'insegna della bellezza, una bellezza "popolare" in quanto frutto di tradizioni e storie profondamente radicate nel territorio e nei suoi abitanti, tutte da (ri)scoprire percorrendo da cima a fondo "quel ramo del Lago di Como che volge a mezzogiorno" (e non solo). Si è svolta oggi, domenica 20 giugno, la maxi iniziativa promossa grazie alla sinergia tra Lario Reti Holding e Fondazione Comunitaria del Lecchese Onlus, che ha visto l'apertura gratuita di 54 siti di interesse storico, artistico e naturalistico distribuiti sull'intera provincia per un totale di oltre 80 ore, grazie alla collaborazione di circa 120 volontari, perlopiù molto giovani. Dall'Alto Lago fino alla Brianza, passando per il capoluogo e la Valle San Martino, musei, chiese e giardini si sono quindi messi "in mostra" in tutta la loro unicità con visite guidate, laboratori e ulteriori eventi per adulti e bambini, in una giornata - dal titolo emblematico "Apriamoci alla bellezza" - pensata anche per affermare il nostro territorio come eccellenza turistica, in un momento di ripartenza e di ritorno alla normalità.

GARLATE - MUSEO DELLA SETA


Protagonista a Garlate il Museo della Seta Abegg, sempre più frequentato anche da visitatori provenienti da fuori provincia e apprezzato tanto per la sua funzione di "contenitore di memoria", di testimonianza di un mondo ormai scomparso, quanto per la sua capacità di presentarsi come un polo scientifico e tecnologico in grado di intessere un dialogo diretto e partecipato con le persone di ogni età, in un'atmosfera fatta di oggetti, attrezzi, macchinari, suoni, rumori e anche odori.



Atmosfera in cui quest'oggi hanno potuto immergersi i visitatori giunti nella struttura affacciata sul lago per effettuare un breve "giro" in autonomia - magari soffermandosi a guardare i video esplicativi al primo piano - o per partecipare a uno dei due tour guidati promossi nell'ambito della più ampia iniziativa odierna.


Ad accogliere il pubblico gli esponenti dell'associazione BRIG - Cultura e Territorio, capofila del progetto "Abegg. Un museo da vivere" lanciato proprio nelle scorse settimane in partnership con il Comune di Garlate - e finanziato per il 2021 da Lario Reti Holding e Fondazione Comunitaria del Lecchese - per offrire un piano di azioni integrato e "rilanciare" il polo dopo le chiusure dei mesi scorsi, potenziando le aperture e ampliando il calendario di eventi culturali e di intrattenimento.


In questo quadro si è dunque inserita perfettamente la proposta di "Apriamoci alla bellezza", sostenuta e "sponsorizzata" con entusiasmo anche dallo stesso sindaco di Garlate Giuseppe Conti intervenuto, dieci giorni fa, alla conferenza stampa di presentazione.

LECCO - IL MATITONE DI SAN NICOLO' E IL CONVENTO DEI CAPPUCCINI

Tutto esaurito a Lecco per salire sul "Matitone". Il campanile della basilica di San Nicolò è stato accessibile questa domenica pomeriggio in quattro diversi orari e tutti gli slot sono stati prenotati. I gruppi, ridotti a otto persone per via delle misure di contenimento in vigore, hanno potuto salire sul campanile accompagnati da una guida in un tour di circa un'ora, oltre che, visitare la basilica del capoluogo.

Più timida la ripresa delle visite al museo del Beato Serafino a Chiuso, anche in questo caso i tour guidati sono stati disponibili in quattro diversi momenti della domenica pomeriggio e qualche persona ha approfittato dell'occasione per scoprire le bellezze nascoste nel museo della chiesa del rione lecchese.

A Pescarenico non hanno avuto tregua le guide che si sono date il cambio nell'accompagnare i visitatori alla scoperta dell'antica storia della chiesa e del convento dei Cappuccini. Diversi i gruppi che si sono avvicendati nel corso del pomeriggio tra altare, chiostro e stanza dell'abate Stoppani, fino alla visita del finale del bookshop riaperto per l'occasione.

CIVATE E VALMADRERA - ORTO BOTANICO E CASA DEL PELLEGRINO

Da sinistra l'assessore Marcello Butti, Carlo Cantoni, Giuseppe Mattioli

Una delle prime visite proposte nel programma di oggi è stata quella all'orto botanico di Valmadrera, una realtà antichissima che è tornata ad essere accessibile al pubblico grazie alla passione e all'impegno di Giuseppe Mattioli, dal 2007 di fatto curatore di questo angolo di verde nel cuore del paese.

Una decina gli iscritti al giro di Valmadrera, che ha compreso la visita all'orto botanico ma anche al Santuario di San Martino, cui ha fatto seguito nel pomeriggio la visita alla Casa del Pellegrino a Civate. Tre luoghi cardine, più o meno conosciuti, di due paesi limitrofi: su questo hanno voluto puntare le amministrazioni e gli organizzatori dell'evento odierno, le cui visite sono state organizzate e portate avanti dai volontari di "Luce Nascosta".
"Sia su Valmadrera che su Civate il nostro progetto sarà semplificando su visite virtuali in loco. L'obiettivo, entro l'autunno è quella di avere pronta una web app attraverso puntatori consenta al visitatore casuale di conoscerne la storia anche se non c'è una visita guidata in quel momento. A seconda del luogo saranno semplici video ma anche realtà aumentata, con le informazioni che escono mentre si visita" ci racconta Carlo Cantoni, presidente di Luce Nascosta.

"Il luogo è quello dove i Fatebenefratelli fin dal 1700 avevano l'orto dove coltivavano le erbe essenziali; già all'epoca avevano come vocazione l'assistenza ai malati. Qui a Valmadrera avevano ereditato molte proprietà: in questa zona avevano probabilmente assistito un piccolo ospedale per le persone". Una finalità medica che in parte è stata mantenuta: negli anni '80, infatti, i volontari che l'hanno fatto rinascere hanno scelto di mantenere una destinazione di orto botanico e non giardino botanico. Di fatto, nessuna pianta decorativa ma solo piante che hanno o hanno avuto un'utilità medica. "All'epoca erano le poche essenze locali, adesso l'orto raccoglie migliaia di essenze medicinali ma da tutto il mondo".
A sfruttare l'occasione di questa visita anche una signora di Oggiono insieme alla figlia, le quali hanno deciso di non farsi scappare questa opportunità: "è la prima volta che siamo qui: non siamo originari di Oggiono e quindi non conosciamo le amenità locali. Abbiamo però conosciuto l'iniziativa tramite il nostro comune e non ci siamo fatte scappare l'occasione". Presente anche come "comune cittadino" anche l'assessore alla cultura e allo sport Marcello Butti, il quale ha deciso di approfondire qualche aspetto in più di questo piccolo gioiello valmadrerese.

Una trentina, invece, gli iscritti per la visita alla Casa del Pellegrino a Civate. Un gruppo eterogeneo, proveniente sia dai paesi vicini (Lecco, Abbadia Lariana ma anche Valmadrera) così come dalla Brianza (Besana, Suello le più gettonate). La visita, di cinquanta minuti circa, è stata gestita di nuovo dall'associazione Luce Nascosta, che ha tracciato le direttive della nascita di questa struttura - antichissima - restituita alla comunità e ai visitatori.
"Civate ha una storia più antica rispetto a Valmadrera. È un luogo di una certa rilevanza già all'epoca del tardo Impero Romano. in seguito, già a metà del IX secolo qui sorgeva già un monastero con almeno 35 monaci".

Ed è proprio per via dei monaci che nasce la Casa del Pellegrino: "La regola di San Benedetto prevede l'accoglienza del viandante o del pellegrino, ma prevede anche che il visitatore non dorma e non mangi nel monastero perché questo avrebbe compromesso la vita dei monaci fatta di regole molto rigide". Per questa ragione, quindi, cominciano a nascere strutture come quella visitata quest'oggi: "i monasteri realizzavano delle strutture esterne dove i pellegrini avrebbero potuto stare. Civate ne ebbe almeno due, uno a Scola e uno qui".

Diverse - almeno 3 - le repliche ipotizzate per il pomeriggio per far fronte al numero di visitatori che ha deciso di prenotarsi. Un po' di lavoro in più, compensato sicuramente da una soddisfazione maggiore per gli organizzatori.

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