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Scritto Giovedì 24 giugno 2021 alle 08:36

UP-Un Percorso/11: alla scoperta della Val Biandino, un 'paradiso' naturale

Una verde vallata, scavata da un rigoglioso ruscello, ricca di fiori, abitata da marmotte e camosci, costellata da rifugi: no, non stiamo parlando di qualche paradiso della Valle d’Aosta o del Trentino Alto-Adige, ma della lecchesissima Val Biandino. Si tratta di una valle laterale della Valsassina, il cui imbocco si trova a Introbio, e che, scavata dal torrente Troggia, si stende ai piedi del maestoso Pizzo Tre Signori. In questo numero della rubrica UP – Un Percorso presentiamo il semplice itinerario per arrivare alla "soglia" della Val Biandino. Da lì, poi, è possibile proseguire per molte destinazioni diverse.

Partenza: Introbio (564m slm)
Arrivo: Bocca di Biandino (1.493m slm)
Sentiero: 40 – Via del Bitto
Difficoltà CAI: E
Durata: 2h30m
Dislivello: 929m
Adatto ai bambini: sì

L’escursione inizia a Introbio, in Valsassina, facilmente raggiungibile in auto o con i mezzi pubblici. Possiamo lasciare il mezzo in un ampio parcheggio in Via Vittorio Emanuele. Da qui svoltiamo a destra verso il centro del paese, fino a incrociare Via delle Ville che, a sinistra, sale a gomito. La strada va seguita fino alla fine del tratto asfaltato, dove si trova una stanga, nei cui pressi si nota un cartellone in legno con le informazioni sulle aperture dei rifugi della Val Biandino.






Superata questa, la via diventa in cemento. Bisogna seguirla per un pezzo abbondante, ignorando tutte le prime indicazioni che si trovano per il Rifugio Tavecchia su cartelli lignei. Dopo 45 minuti dalla partenza, si raggiunge uno spiazzo dove, sulla destra, ben indicato, parte il sentiero 40 per la Val Biandino. Chi vuole, può invece proseguire sulla strada, che arriva fino all’imbocco della valle, abbordabile anche in mountain bike o con passeggini.





Il sentiero 40 non presenta difficoltà ed è anzi abbastanza monotono. Dopo aver attraversato un ponticello sul torrente Troggia, si taglia la strada prima di reimmettersi nel bosco. Si prosegue così per diversi minuti, finché non si sbuca nuovamente sull'arteria principale, da seguire per un centinaio di metri, superando la Fontana San Carlo (1.060m slm). Proseguendo sempre sulla carrabile, a breve distanza, sulla sinistra, riparte il sentiero (sempre ben segnalato) con le indicazioni per un agriturismo, a cui si arriva dopo un’ora e venti circa di cammino dalla partenza.






Da questo momento il tracciato prosegue senza particolari scossoni, sempre nel bosco e attraversando alcuni pietrai. Passata un’ora da quando si è superato l’agriturismo, si raggiunge una stele dedicata ai partigiani della Brigata Rosselli, attiva in Valsassina e Valtellina durante la guerra di Resistenza. A questo punto, in dieci minuti, si risbuca sulla strada e si raggiunge la Bocca di Biandino (1.493m slm), al cospetto di una lussureggiante cascata. A breve distanza si trovano i rifugi Tavecchia (a sinistra) e Valbiandino (a destra). Fin qui, dalla partenza a Introbio, ci vogliono circa due ore e mezza.






Siamo ora giunti all’imbocco della Val Biandino vera e propria, un paradiso naturale d’alta montagna. Qui ci si può fermare alle strutture presenti, oppure avviarsi per numerosi altri itinerari: ad esempio, si può raggiungere il Rifugio Grassi presso la Bocchetta di Camisolo (1.987m slm, 1h15m dalla Bocca di Biandino), oppure si può proseguire lungo il largo sentiero nel fondo valle fino al Santuario Madonna della Neve (1.595m slm, 30min) e all’adiacente rifugio omonimo. Da qui, poi, si può continuare fino al Lago di Sasso (1.922m slm), ai piedi del Pizzo Tre Signori, oppure salire al "Santa Rita" presso il Passo Tre Croci (2.000m slm, 1h da Madonna delle Nevi). Sia dal "Grassi" che dal "Santa Rita", situati sui fianchi opposti della Val Biandino, si può raggiungere la cima del Pizzo Tre Signori (per escursionisti esperti).
Alcuni rifugi mettono a disposizione (previa prenotazione) un servizio di trasporto in jeep da Introbio fino all’imbocco dalla Val Biandino, lungo la strada carrozzabile che scorre parallela al sentiero 40.

Michele Castelnovo
www.trekkinglecco.com
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