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Scritto Sabato 26 giugno 2021 alle 15:20

Lecco: calano i soci di AIPA ma non l'impegno dell'associazione e dello staff dei centri TAO

Si è aperta nel ricordo dei soci recentemente scomparsi l'assemblea dell'AIPA - l'Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati - di Lecco e Merate tenutasi nella mattinata odierna nel salone del ristorante Villa dei Pini. Una mattinata per approvare il bilancio, per ascoltare l'intervento del dottor Carlo Alberto Valena sul coronavirus nei pazienti in terapia anticoagulante, ma anche per ritrovarsi e passare un po' di tempo insieme, dopo un anno difficile segnato dalla pandemia.

Il presidente Antonio Alvaro

"È doveroso ricordare la scomparsa dei nostri volontari Mario Abba, Guido Luzzana e del nostro ineguagliabile segretario Antonio Pisapia, tutti e tre deceduti a causa Covid 19. Senz'altro ci rimarrà di loro un bellissimo ricordo" ha affermato il presidente Antonio Alvaro che ha poi tracciato le coordinate di un'annata impegnativa, che ha portato i volontari ad interrompere le loro iniziative programmate per il 2020 tra cui il soggiorno a Milano Marittima, i pranzi nelle occasioni di festa così come gli incontri culturali, i corsi di Burraco e fotografia e i convegni medici.

Decine di occasioni di incontro, confronto e anche supporto che hanno di fatto imposto un fermo all'associazione, ma non alla sua voglia di impegnarsi. "Abbiamo continuato a collaborare con il centro TAO di Lecco e Merate nell'interesse dei pazienti in terapia anticoagulante orale preparando la documentazione che le infermiere consegnano ai nuovi utenti" ha spiegato il numero uno, sottolineando come il consiglio direttivo, nel mese di marzo, ha deliberato una raccolta fondi a favore dell'ospedale per l'acquisto di postazioni di terapia intensiva, "donando la somma di 10.000 euro".

Tante iniziative, tanta buona volontà, che però si scontra con una diminuzione progressiva degli iscritti all'associazione: dai 750 del 2018 ai 630 del 2019 ai 516 del 2020. 230 adesioni in meno in tre anni, una decrescita che l'associazione a livello centrale sta cercando di contrastare, se non altro perché "i pazienti in TAO a livello nazionale sono circa un milione e cinquecentomila". Un ultimo appello è stato lanciato per reclutare nuovi volontari, linfa vitale dell'associazione, attraverso il passaparola: "noi attuali volontari abbiamo fatto quanto potuto in questo periodo bruttissimo e la ripartenza dopo il Covid non la vedo rosea, in quanto abbiamo perso delle pedine importanti, l'età avanza e le forze diminuiscono".

Primo a sinistra il dr.  Carlo Alberto Valena

Quella di oggi è stata anche l'occasione, come anticipato, per poter ascoltare il dottor Carlo Alberto Valena, rappresentante del centro emostasi e trombosi di Lecco. "Colgo l'occasione di questa assemblea per parlare dell'impegno durante l'anno passato e presente per i pazienti anticoagulanti. Sono state messe a dura prova le nostre capacità e quelle dei pazienti" ha raccontato il dottore. In particolare difficoltà diverse si sono presentate a seconda delle varie fasi pandemiche: "Rispetto alla prima ondata siamo stati messi a dura prova per quanto riguarda i prelievi, la difficoltà di recarsi a seguire le determinazioni Nr specie per i pazienti fragili che necessitavano di un accompagnamento. Nella seconda parte con avvento dei vaccini abbiamo dovuto concentrare l'attenzione sulla gestione della terapia anticoagulante e sulle complicanze dei sieri come trombosi e piastrinopenie per i nuovi trattamenti e i vecchi". Nonostante le difficoltà createsi con l'avvento della pandemia e, paradossalmente per questa tipologia di pazienti, anche con i vaccini per evidenti ragioni, guardando al futuro il dottor Valena è piuttosto ottimista: "Rispetto ai pazienti già in terapia anticoagulante si procederà con un'ottimizzazione, valutando caso per caso la possibilità di passare ad una terapia con i nuovi anticoagulanti che permettono un controllo degli esami più dilazionato - si parla di 3/6 mesi - un minore impatto sulla la vita quotidiana perché hanno molte meno interferenze con il cibo e un'estrema gestibilità ad esempio per la sospensione pre-interventi chirurgici". Lo sguardo del dottore e della scienza in questo settore, intanto, è rivolto alla telemedicina: "Approfittando di queste patologie dove non è così fondamentale ad ogni visita la visita diretta del paziente è possibile sfruttare l'ausilio delle tecnologie". Una nuova frontiera, ancora da sperimentare, ma che potrà riservare buone nuove in un futuro si spera non troppo lontano.
A.A.
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