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Scritto Martedì 29 giugno 2021 alle 13:12

Olginate, omicidio De Fazio: chiesti vent'anni per Valsecchi. Tensione palpabile in Tribunale, la sentenza attesa per le 18

Stefano Valsecchi
Il pubblico ministero Paolo Del Grosso, senza considerare le aggravanti contestate all'imputato e al netto dello sconto di pena di un terzo garantito dal rito, ha chiesto la condanna di Stefano Valsecchi a vent'anni di reclusione. Si chiuderà già quest'oggi, il processo a carico dell'assassino, reo confesso, di Salvatore De Fazio, l'olginatese con origini calabresi freddato nel primo pomeriggio di domenica 13 settembre 2020 a poca distanza dalla sua abitazione, all'incrocio tra via Albegno e via Santa Maria La Vite. L'udienza al cospetto del GUP Salvatore Catalano, iniziata dopo dopo le 11 si e protratta fino alle 14.30, con la lettura del dispositivo della sentenza ora prevista non prima delle 18 di questa sera.
Omicidio volontario, tentato omicidio (per il colpo di pistola esploso all'indirizzo di Alfredo De Fazio, fratello della vittima, colpito a una mascella) e porto illegale in luogo pubblico di arma da fuoco le accuse mosse nei confronti del 54enne con casa a Calolzio, difeso dall'avvocato Marcello Perillo. Proprio la toga lecchese, alla notifica del giudizio immedicato chiesto nel maggio scorso dal PM al termine dell'attività investigativa, aveva optato per adire al rito abbreviato, riportando di fatto a Lecco un fascicolo di competenza della Corte d'Assise di Como, per la gravità delle ipotesi di reato ascritte all'imputato. Fissata dunque l'udienza odierna alla quale Valsecchi, tradotto dal carcere di Varese dove si trova da qualche settimana dopo essere stato associato, dal momento della sua costituzione, una settimana dopo l'assassinio, presso la casa circondariale di Pescarenico, ha partecipato personalmente. Palpabile la tensione al suo arrivo presso il Palazzo di Giustizia di Corso Promessi Sposi, con la richiesta, per ragioni di sicurezza, della presenza di un "picchetto" di forze dell'ordine, tra carabinieri e poliziotti, per evitare anche solo incroci di sguardi con i famigliari di De Fazio. Presenti per l'udienza, infatti, le sorelle della vittima Anna, Nerina, Ornella, Palma e Rosina rappresentate così come la madre Rosina Aloe dall'avvocato Luciano Bova, nonchè lo stesso Alfredo assistito dall'avvocato Nadia Invernizzi, legale di parte civile anche per la moglie e i figli di Salvatore.

L'articolo completo dopo la sentenza.
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