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Scritto Mercoledì 30 giugno 2021 alle 14:57

Olginate: disposta la custodia in carcere per il 36enne che ha 'assaltato' la Caserma

Attenderà in carcere il processo, posticipato al prossimo 12 luglio su richiesta del difensore, Michele Alvaro il 36enne di Olginate tratto in arresto nella notte a cavallo tra lunedì e martedì dopo essersi introdotto nell'area di pertinenza della locale Caserma Carabinieri per poi dare in escandescenze provocando una serie di danneggiamenti e soprattutto arrecando, nell'ambito di una colluttazione, dei traumi a due operanti, entrambi intervenuti quest'oggi in Tribunale, insieme ai colleghi che hanno scortato il fermato, con il polso destro fasciato. Emaciato anche lo stesso arrestato, non propriamente elegante in canotta da basket e pantaloncini, con tanto di spalla - la sinistra questa volta - immobilizzata. Resistenza e lesioni a pubblico ufficiale le ipotesi di reato per le quali è scattato il provvedimento, convalidato dal giudice Giulia Barazzetta, come da richiesta del pubblico ministero d'udienza, il vpo Mattia Mascaro che ha ottenuto poi la custodia cautelare in carcere per il 36enne, assistito d'ufficio dall'avvocato Arianna Imbasciati. La toga a sua volta ha chiesto un termine a difesa per valutare quale strada processuale percorrere. Il giudizio è stato così posticipato di 12 giorni.
Secondo quanto emerso, l'altra sera, l'uomo - in stato di alterazione - si sarebbe portato presso la Stazione Carabinieri a seguito di un'aggressione che a suo dire avrebbe patito sul lungolago di Olginate dove un altro soggetto, anch'egli trentenne, sarebbe stato accoltellato, riuscendo poi, autonomamente, a raggiungere via Mazzini a Calolzio (dove vive) per essere preso in carico dalla guardia medica e instradato infine verso il pronto soccorso per le cure del caso. Pur non "ammesso" alla caserma, avrebbe violato il limite invalicabile dell'area militare, per essere infine - a fatica - placcato e ammanettato dai militari che l'hanno tenuto in custodia fino all'udienza odierna a cui seguirà il trasferimento presso la casa circondariale, in attesa della celebrazione del processo.
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