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Scritto Martedì 06 luglio 2021 alle 10:40

I Promessi Sposi... a Monte Marenzo: la novità letteraria di Tiziana Benedetti

I Promessi Sposi non finiscono proprio mai. Il grande romanzo di Alessandro Manzoni presenta in questi giorni una nuova edizione ridotta a cura di Tiziana Benedetti, lecchese di nascita, ma dall’età di cinque anni residente a Torino. La pubblicazione è stata resa nota sul mercato librario da Angelo Fontana, presidente della Polisportiva (Area Sociale) di Monte Marenzo: è stato infatti diffuso l’invito “ad una passeggiata nella zona di Valcava di Torre Busi, accompagnata dalla lettura dei Promessi Sposi, il volumetto di Tiziana Benedetti, docente in pensione, che vive a Torino, e che è stato edito da Fides”. Il testo include un finale a sorpresa, immaginando Renzo e Lucia che avrebbero, dopo il matrimonio, dimorato a Monte Marenzo, Comune di 1.900 abitanti in Valle San Martino, a 440 metri di quota.


La copertina della pubblicazione

Tiziana Benedetti, raggiunta telefonicamente a Torino, conferma le sue origini lecchesi: “Sono nata in via Aquileia e con la famiglia andavo a Messa alla domenica nella chiesa dei Cappuccini, in fondo a viale Turati. Mi sono poi trasferita in Piemonte, ma conservo Lecco nel cuore per parenti, amici, conoscenti che ancora vi abitano e, soprattutto, per le tante volte che ho accompagnato in visita ai luoghi dei Promessi Sposi i miei amati studenti”.
L'ex docente ricorda subito che ha dedicato questa nuova sintesi del romanzo ai ragazzi che si apprestano ad affrontarlo a scuola, a coloro che non lo hanno letto integralmente e allo stupendo paese di Monte Marenzo. E’ la stessa Benedetti che nella prefazione sottolinea: “Paese mio che stai sulla collina… Così iniziava una vecchia canzone. Per me quel paese stupendo ha sempre avuto un solo nome, Monte Marenzo...”. Tiziana scrive ancora: “Dopo qualche mese avviene l’ultimo definitivo trasferimento dei giovani sposi, con Agnese, a Monte Marenzo, dove trascorrono tanti e tanti anni serenamente”. I requisiti ci sono: il borgo si trovava sino al 1992 in provincia di Bergamo; nel Seicento era sotto la Repubblica di Venezia ed è famoso per l’antica arte della filanda della seta, il lavoro che svolgeva Renzo.


Panorama di Monte Marenzo

Nella parte finale della pubblicazione, nel capitolo “Il sugo della storia”, Tiziana Benedetti precisa: “A meno di un anno dal matrimonio nasce la prima figlia Maria, poi altri maschi e femmine, e Renzo vuole che tutti imparino a leggere e scrivere. Agnese, nonna felice ed affaccendata, li chiama cattivoni ed intanto stampa loro baci che per un po’ lasciano il segno”.
Il volumetto è corredato dalle illustrazioni originali del torinese Francesco Gonin, le uniche volute dal Manzoni nelle edizioni definitive del romanzo. Le fotografie di Monte Marenzo sono di Angelo Fontana. L’autrice ringrazia, in particolare, per il contributo di cultura generale il dottor Gianluigi Daccò, per decenni conservatore dei civici musei di Lecco, nonchè coordinatore di Villa Manzoni al Caleotto, “che – sottolinea – mi ha onorata rispondendo in modo esaustivo ed approfondito alle mie domande”.


Nonna Agnese con i nipoti (corteo manzoniano ELMA del 1965)

Articolato in capitoli brevi e “leggeri”, i Promessi Sposi in edizione ridotta di Tiziana Benedetti si presentano come una comoda e facile lettura per i giovanissimi. L’affetto conservato dall’autrice per la città di Lecco si può cogliere nel capitolo “La notte degli imbrogli” quando, dopo il tentato e fallito matrimonio notturno presso la canonica di don Abbondio, “Renzo e le donne vanno al convento di Pescarenico dove il buon frate ha già preparato la loro fuga da Lecco. C’è già la barca pronta, li porterà sulla sponda opposta dell’Adda, quindi un convento ospiterà Renzo a Milano, le donne a Monza. Durante la traversata ognuno è immerso nei suoi pensieri”. Sarà così anche per i lettori di questa singolare edizione ridotta per ragazzi di Tiziana Benedetti, che nell’intervista dichiara di voler tornare presto ancora una volta a Lecco, respirando aria di casa, vedendo nel panorama tutto l’ambiente che circonda il romanzo.
C’è forse da sottolineare un’aggiunta: il paesaggio dell’Addio Monti è superato in Tiziana Benedetti nella nostalgia, nei pensieri, nei ricordi da quello della Valle San Martino. La piccola località della vecchia canzone “che sta sulla collina” per lei ha sempre avuto un solo nome: Monte Marenzo. Una volta era in provincia di Bergamo, ma adesso è in quella di Lecco. Solo scherzi della storia?
A.B.
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