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Scritto Lunedì 19 luglio 2021 alle 13:15

Lecco: da 20 anni l’Ostello langue e si discute a chi intestarlo mentre dilaga il degrado della cosa pubblica e i partiti latitano

In questi giorni sulle pagine dei quotidiani locali e dei network l'attenzione è centrata sull’intestazione del nuovo ostello a Lecco. Sono passati ormai quarant'anni da quando è stato chiuso quello vecchio di Germanedo.
L'Amministrazione precedente di Virginio Brivio si era accordata di intestare l'ostello a Riccardo Cassin. Quando fu presentato per la prima volta nel 2004 in commissione urbanistica, in Consiglio Comunale il progetto architettonico dell'ostello il nome più evocato fu Riccardo Cassin.

L'ostello

Sì, si sta parlando di una decisione che risale all'inizio dell'attuale secolo. E' passata ormai una generazione, sono trascorsi vent'anni e l'ostello è ancora lì, vuoto, in attesa degli arredi, del gestore, come un monumento che guarda le creste del Resegone.
La decisione della nomina apre una questione irrisolta che circola nelle vene da più di vent'anni e inevitabilmente evoca le opere interminabili della cosa pubblica: ex mutua, tribunale, vigili del Fuoco, ex Ipab, scuole Tommaso Grossi, teatro Sociale, nuova sede comunale, viabilità, Lecco-Bergamo, ciclo pedonale. L'elenco potrebbe continuare. E, ci si sofferma a cercare un nome alternativo a Riccardo Cassin!
E' come se Lecco non avesse una storia.
Il nuovo pensa di essere il presente, il passato e il futuro. E’ come se la storia della città inizi nel momento in cui si sale le scale del Municipio: tutto quello che c’è stato non fa parte dell'attuale. Basta guardare le imposte, le persiane scrostate e mal tenute della facciata di Palazzo Bovara; quelle increspature segnalano la poca attenzione della cosa pubblica: l'immagine della casa comune è deprimente.

L'impalcatura di via Volta

La stessa vicenda riguarda il palazzo della Provincia. Da anni un ponteggio, riguardante l'instabilità di un balcone, blocca il passaggio pedonale in via Alessandro Volta. Il tempo passa e l'incuria continua. I pedoni devono scendere dal marciapiede, i disabili non possono transitare, eppure lì accanto ci sono delle scuole. Tutti tacciono: è la sede della Provincia.
Il nuovo si chiama fuori dal passato.
Eppure, anche le simpatiche manifestazioni estive, di sapore oratoriano, richiamano un dejà vu. Si è passati dallo stile bavarese della Lega a quello essenziale, minimalista e un po' global di Brivio a quello delle corti: a ognuno il suo.
Quello che lascia un po' spiazzati di questo ciclo amministrativo è la mancanza di un'opposizione in grado di porsi dialetticamente in contrasto con l'attuale maggioranza. Non c'è una leadership che organizzi, coordini la minoranza del centrodestra.

Peppino Ciresa, candidato sindaco non eletto

Ciresa ha perso per soli trentatré voti. E' ora che riprenda le redini del gioco. Peppino Ciresa deve uscire dall'angolo e riprendere a fare politica con il suo gruppo. E' indispensabile che il candidato sindaco del centrodestra proponga soluzioni e strategie.
La città ha bisogno di un dibattito politico sulle cose da farsi.
E' ora di mettere da parte le magliette, i lustrini, le forbici d’inaugurazione di cose vacue e di poca sostanza.
Il candidato della lista civica non basta. Le prese di posizioni di un consigliere o dell'altro sono solo menatine da raccontarsi a cena tra amici. Dov'è finita la Lega?
E' scomparsa dal quadrante politico a Lecco. E’ completamente assopita. La politica di Salvini è ipnotizzante, è autocentrata. La Lega rischia di perdere i territori. E' la stessa cosa che è successa al Pd che è assente nelle questioni della città.
I partiti nell'arco di qualche anno rischiano di scomparire dai territori. Basta veder quello che sta accadendo per le attuali elezioni locali di ottobre, si fatica a trovare dei candidati sindaci.
La politica si fa nei luoghi, nei territori non con la televisione o sul social network. Anche i partiti minori sono assenti, a parte qualche presa di posizione, eppure avrebbero davanti una prateria.
E' un errore politico delegare il governo della città solo all'amministrazione in carica.
Dove sono i parlamentari lecchesi?
Nebbia in via Mascari, forse sono sotto il portone della chiesa di Santa Marta a fare un voto per essere ricandidati e rieletti nelle prossime elezioni nazionali.
Dr. Enrico Magni
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