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Scritto Lunedì 02 agosto 2021 alle 13:10

Lierna: la vita da 'star' dei cani di Simona, tra set fotografici, gare e il divano di casa

A Lierna risiede un campione italiano.  E se presi dalla foga olimpica state pensando ad uno sportivo, state sbagliando. Ad aggiudicarsi recentemente il titolo nazionale è stato Navarre, esemplare di levriero afgano, come “papà”  Ghibly e i fratelli Mistal e Eddy. Tutti e quattro si fanno notare per  il loro passo deciso, la chioma fluente  e il portamento elegante, come modelli in passerella.

Due dei levrieri di Simona sul set

Sul set fotografico sono veri e propri professionisti a quattro zampe. Si perché la loro proprietaria Simona li ha educati sin da piccoli a socializzare con tutti e stare in mezzo alla gente. I levrieri afgani hanno la caratteristica di essere cani di taglia grande, snelli come tutti i levrieri ma con pelo però lungo e struttura fisica leggera. Ed una gran classe. Il cranio è ben proporzionato e sormontato da un lungo ciuffo di peli. Il muso è lungo e appuntito. I colori più diffusi sono il biondo oro, crema o fulvo con maschera scura ed il nero, ma esistono anche altre varietà tigrate. E pensare che anticamente venivano utilizzati per l’attività venatoria. Non è da meno, quando a bellezza, nemmeno Irbis, sempre di proprietà di Simona, appartiene però alla razza dei levrieri russi, nota per il carattere calmo e riflessivo.

Simona mentre si prende cura di uno dei suoi cani

A cos’è dovuta la scelta di allevare proprio cani di questo tipo?
“Da piccola, vicino a casa, a Milano, c’era un cortile con un levriero afgano e da allora l’ho sempre desiderato. Una volta cresciuta ho realizzato questo desiderio e ho preso Ghibly, che ha dieci anni ed è il papà di tutti gli altri, tranne Irbis che appartiene sempre alla razza dei levrieri ma russi”.

Cinque cani in casa non saranno facili da gestire.
“In realtà sono sei, a casa oltre loro c’è anche Emma, di razza Westy, più piccola e l’unica femmina: comanda su tutti loro”

I tuoi cani sono ormai famosi, partecipano a set fotografici e a gare di cuorsing.
“Si, con Gloria, un’amica a Lierna, abbiamo un allevamento di levrieri afgani e russi (Russian Spellbound Kennel), siamo abbastanza conosciute nel settore. Ci chiamano per set fotografici: quelli che trattiamo sono animali molto scenici e dall’espressione quasi umana. In più partecipiamo alle gare. L’ultima che ho fatto con Navarre è stata un successo: è arrivato al primo posto e attualmente è campione italiano. La prossima sarà il campionato internazionale. Partecipiamo poi anche a concorsi di bellezza".

Animali dal pelo lungo hanno bisogno di cure particolari?
“Si,  rispetto ad un cane con pelo corto hanno bisogno di più cure ma con  una spazzolata quotidiana e un bagno ogni due settimane, sono molto gestibili".

Per quanto riguarda gli spazi, stanno sempre all’aperto?
“Ho un giardino di dimensioni normali ma loro stanno prevalentemente in casa. Adorano il divano o il letto”.

E’ molto impegnativo occuparsi di sei cani quotidianamente?
“Per la maggior parte delle persone è normale cenare con amici, uscire la sera o andare in vacanza in posti bellissimi. Ma per quelli come noi, quelli con i cani  - che tanto normali non lo siamo! -  le giornate sono scandite da loro, dai nostri cani, dai loro ritmi e dai loro bisogni. A noi va benissimo così. Perché sicuramente con loro non ti sentirai mai solo. E non potrai mai essere triste, nemmeno piangendo guardando un film: uno dei tuoi cani verrà a consolarti e scoppierai a ridere talmente tanto che non riuscirai nemmeno a vedere la fine. Posso anche capire quelli che i cani non li hanno e che quindi non riescono a comprendere come mai noi rinunciamo a tutto quello che a loro sembra importante, come mai non possiamo uscire per una cena se fuori piove e non possiamo lasciare i cani da soli o come mai non possiamo andare via per un weekend senza cani. Perché si, magari c'è chi te li cura ma non è la stessa cosa e comunque tu non saresti lontana tranquilla. L'importante per noi è che loro siano felici. I nostri cani vengono sempre prima di tutto, anche prima di noi stessi”.
M.A.
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