Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 141.823.935
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Domenica 22 agosto 2021 alle 19:18

Garlate: Marco Radaelli è campione mondiale Juniores di BMX, è il primo titolo per l'Italia

Arriva da Garlate il primo titolo mondiale della storia "moderna" della BMX italiana, per la categoria Juniores. A regalarlo alla Nazionale azzurra nel pomeriggio di oggi, domenica 22 agosto, è stato Marco Radaelli, 18 anni, già campione europeo nelle categorie giovanili, protagonista di una serie di prove eccezionali sulla pista olandese del Centro olimpico di Papendal, culminate in una finale altrettanto straordinaria che lo ha visto conquistare il primo gradino del podio.


Marco Radaelli (foto Federciclismo)

Velocità, tecnica, nervi saldi e determinazione da vendere. Nel momento decisivo non è mancato proprio nulla al giovane garlatese, erede di una "dinastia" con la BMX nel sangue: era stato il nonno Dante, infatti, negli anni Ottanta, a portare la disciplina sportiva sul territorio lecchese, cavalcando l'onda di un successo internazionale e fondando una squadra di piloti che nel giro di poco tempo riuscirono a togliersi non poche soddisfazioni sui circuiti italiani ed esteri; tra di loro anche Maurizio Radaelli, zio di Marco prematuramente scomparso nell'aprile scorso, anch'egli laureatosi campione del mondo nella categoria Juniores in un periodo in cui, però, la BMX faceva capo a due federazioni distinte, poi unificate in quella attuale.


La premiazione

"Siamo tutti emozionatissimi, Marco è stato straordinario" ha commentato il papà (e allenatore) Andrea, a sua volta ciclista e presidente del forte Team Bicimania Quota 20 BMX di Garlate con cui il 18enne - 10° nel ranking mondiale - è cresciuto sportivamente arrivando a conquistare il prestigioso traguardo odierno, frutto di anni di lavoro in pista. "Il livello della competizione era altissimo, in gara c'erano solo i migliori al mondo. In totale Marco ha affrontato sette prove, dalle 9.00 alle 15.00 di oggi, mettendo in campo tutte le sue qualità fin dal primo istante: è stata una giornata davvero pesante a livello emotivo - basti pensare che in ogni "round" tutto si giocava in 35-37 secondi - ma lui non ha mai mollato di un centimetro, dimostrando grande determinazione. Non si è mai accontentato, nemmeno quando per passare il turno avrebbe potuto evitare alcuni sorpassi, risparmiando energie e fermandosi al secondo o al terzo posto. Questo risultato è un'enorme soddisfazione per lui e per tutti noi".



Al seguito della squadra del CT azzurro Tommaso Lupi, Marco Radaelli è volato in Olanda dopo oltre un mese di allenamenti non-stop sulla pista di Garlate. "Era in sella al mattino e al pomeriggio, mentre nel tempo restante stava praticamente chiuso in casa per paura del Covid, che lo aveva già colpito in primavera creandogli anche non poche difficoltà fisiche. Alla fine i suoi sacrifici hanno pagato, questo trionfo resterà nella storia" ha concluso Andrea Radaelli, al fianco del figlio nei Paesi Bassi.



A complimentarsi con l'atleta nell'immediatezza della vittoria anche l'Amministrazione Comunale di Garlate, con l'orgoglio di chi sa di avere "in casa" non una semplice promessa, ma una "stella" di caratura internazionale. "Siamo molto contenti" il commento del sindaco Giuseppe Conti. "Marco è un ragazzo che si allena duramente e insieme studia, con una prospettiva olimpica. È la punta di diamante di un movimento che, nato dalla passione di suo nonno Dante e sviluppatosi in questi anni con suo padre Andrea ma anche con tanti altri apporti e adesioni, è ormai frequentato da quasi cento atleti nelle varie categorie. Il progetto di ampliare il centro di allenamento, già finanziato da Regione e Comune, e che sta muovendo i passi dell'acquisizione dei terreni necessari, è il riconoscimento a tanta professionalità e alle potenzialità di questo sport. Non si diventa campioni del mondo di una specialità olimpica per caso".
B.P.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco