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Scritto Venerdì 27 agosto 2021 alle 16:24

Cinghiali: 'sono diventati una piaga. E c'è chi vuole abolire la caccia!'. 30 uscite per la Polizia provinciale e 17 abbattimenti

La Polizia Provincia da inizio stagione ne ha abbattuti 17 dei quali 12 a seguito di cattura tramite gabbia e 5 all'aspetto e dunque dopo appostamento dell'operatore che ha fatto direttamente fuoco all'indirizzo dell'animale. Ma i cinghiali continuano ad essere una vera e propria piaga per il nostro territorio. Ne sanno qualcosa i cittadini che, in alcuni casi, se li sono trovati addirittura a ridosso delle loro abitazioni. Ma ancora di più ne hanno contezza agricoltori e allevatori, con gli ultimi che, durante la monticazione, si vedono i pascoli costantemente ridotti dalle scorribande di questi ungulati che eradicano intere zolle di terreno, rendendo aree sempre più estese inservibili. E, loro malgrado, ne sono ben consapevoli anche i sindaci, "parafulmine" per ogni lamentela e "tramite" con l'amministrazione provinciale per chiedere l'intervento delle divise del Comandante Gerolamo Quadrio, costantemente "sotto pressione" per rispondere celermente a tutte le sollecitazioni che arrivano dai Comuni.

Matteo Manzoni  e un prato danneggiato a ridosso del rifugio San Grato sopra Vendrogno

Così, a marzo ad oggi, 27 agosto, sono state già ben trenta le specifiche richieste di uscita giunte da Ballabio, Bellano, Calolziocorte, Carenno, Civate, Colico, Dorio, Morterone, Oliveto Lario e Valvarrone, per elencarli in ordine alfabetico, in un su o giù per il territorio che accomuna "distretti" diversi alle prese però con lo stesso problema.
"Mi sento di ringraziare il Comandante Quadrio e tutto il personale del Corpo di Polizia Provinciale: nonostante l'organico esiguo, si impegnano costantemente nel controllo del cinghiale ed in generale nel servizio faunistico oltre alle altre funzioni proprie del Comando" afferma Matteo Manzoni, consigliere delegato alla partita e sindaco di Crandola Valsassina, altra municipalità direttamente investita dall'emergenza come dimostrato anche da questo video diffuso tramite i social negli ultimi giorni.
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"Siamo di fronte a una vera e propria piaga. E come amministratore la tocco con mano. Le aziende agricole in alpeggio faticano a lavorare in queste condizioni e la situazione, di anno in anno, non migliora. Ogni volta che passo per le aree interessate dalla monticazione noto centinaia di metri quadrati in più di prati rovinati dai cinghiali. Come Polizia Provinciale ci diamo assolutamente da fare, sia con le trappole sia con la presenza degli agenti sul territorio ma ovviamente non si può essere ovunque nel momento in cui arrivano. Ci sono stati segnalati anche all'interno di zone abitate, come Oro a Bellano. Io invito sempre privati e enti a inviare le segnalazioni per i danni all'UTR, la Regione deve avere chiara la situazione venutasi a creare in alcune zone come la Muggiasca e la Valvarrone ma anche, per esempio, a Carenno, per la presenza soprannumero di una specie che non è nemmeno propria del nostro territorio".
Ed in questo quadro si inserisce anche una riflessione sul Referendum per l'abolizione della caccia. Da non cacciatore, Manzoni si schiera senza giri parole con chi, per passione, imbraccia il fucile. "Non possono essere considerati la panacea per fermare l'invasione di queste bestie ma abolendo una tradizione come la caccia la situazione potrà solo andare peggiorando, venendo meno comunque un valido aiuto per attuare controllo e selezione. Ci ritroveremo a non avere più cacciatori ma a dover pagare, come Regione o come Provincia, soggetti che vadano in giro a... cacciare. Piuttosto bisognerebbe fare un lavoro culturale per far sì che vengano definitivamente abbandonati comportamenti "atavici". Senza però accusare i cacciatori sempre e solo di nefandezze, dimenticando le tante cose utili per il territorio di cui si occupano con le loro associazioni".
A.M.
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