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Scritto Mercoledì 08 settembre 2021 alle 16:28

Parco Adda: interventi contro le specie invasive nel Lago di Olginate

Prosegue l’impegno del Parco Adda Nord nell’opera di contenimento di specie vegetali aliene invasive presso la ZSC (Zona Speciale di Conservazione) del Lago di Olginate. Regione Lombardia, infatti, ha di recente finanziato con 40mila euro un nuovo progetto operativo che partirà proprio in questi giorni e che interesserà nuovamente Elodea nuttallii ma anche Reynoutria japonica. L'obiettivo generale è quello di limitare ed eradicare la presenza delle specie vegetali aliene invasive che costituiscono una minaccia per la biodiversità delle comunità acquatiche in cui si stabiliscono.



Il progetto propone un duplice intervento sulle due distinte specie esotiche che presentano tipologie di infestazione differenti, in estensione e modalità di diffusione, e che quindi richiedono approcci gestionali diversi. Reynoutria japonica, ad esempio, si concentra sulla sponda orientale del lago, nel Comune di Calolziocorte, in due punti tra le formazioni a canneto e i prati che costeggiano la pista ciclopedonale, mentre Elodea nuttallii ha una diffusione più ampia nelle acque di Olginate (e anche Garlate), già oggetto in passato di ripetuti interventi di sfalcio e contenimento, condotti dalla Provincia di Lecco prima e dall’Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi minori poi. Il Parco Adda Nord è entrato in gioco tra il 2019 e il 2020 su 1.350 mq di fondale nel Lago di Garlate e 3.169 mq in quello di Olginate, nella fascia litorale, entro la profondità di 2.5/3 metri, effettuando interventi differenziati di rimozione meccanica a strappo (rivelatasi la più efficace nel tempo) e a sfalcio, con successivo trattamento differenziale delle parcelle, lasciandone alcune libere, ricoprendone una parte con telo ombreggiante di juta e piantumandone altre con nuclei di macrofite acquatiche autoctone (Ceratophyllum demersum e Potamogeton crispus).


La fase operativa del contenimento di Elodea nuttallii si dipanerà su un periodo di due anni e interesserà un'area di complessivi 4.142 mq partendo dalle zone precedentemente trattate nel 2019 e 2020 e sul substrato di telo in juta precedentemente posato (su 3169 mq complessivi), qualora la pianta infestante fosse ricresciuta e poi in direzione centrifuga, anche in aree nuove a una profondità media di 2.5/3 metri. Il materiale vegetale eradicato verrà stoccato e poi conferito in discarica autorizzata.
L'opera di contenimento di Reynoutria japonica, considerata la vicinanza al corpo idrico, sarà invece effettuata per sola via meccanica, con taglio ripetuto delle porzioni aeree e rimozione delle basi, ricorrendo a intervento manuale e scavo parziale su una superficie di circa 500 mq. Il suolo liberato dagli apparati aerei e ipogei della pianta sarà coperto da un telo nero pacciamante biodegradabile, che non permetta il passaggio di luce e ne impedisca la ricrescita.
Ogni intervento realizzato sarà segnalato da apposito pannello con finalità didattica. Il bando di finanziamento di Regione Lombardia prevede l’obbligo di manutenzione per un periodo minimo di 3 anni (2022-2023-2024) a carico dell'ente Parco.

Il nome italiano di Elodea nuttallii è "peste d’acqua comune", si tratta di una pianta acquatica perenne a riproduzione vegetativa, originaria del Nord America, che nasce con scopi ornamentali per acquari e giardini, introdotta in natura per l’errato smaltimento delle acque. Oggi è diffusa anche in Europa (e nel nord Italia) in laghi e fiumi. È costituita da esili fusti lunghi 3-4 metri, ramosi e fogliosi, predilige acque poco profonde, di massimo 6-8 metri. In estate quando le radici si deteriorano, le piante si staccano dal substrato e formano il tipico tappeto galleggiante che spesso si vede sui nostri laghi. Elodea nuttallii può così dar vita a densi popolamenti monospecifici che ombreggiano e inibiscono la crescita delle macrofite autoctone con gravi conseguenze sull’habitat; inoltre impoverisce d’ossigeno l’acqua con ripercussioni negative sulla fauna ittica.

Il nome comune di Reynoutria japonica è invece "poligono del Giappone". È una pianta erbacea di grandi dimensioni con robusti e profondi rizomi sotterranei e fusti vigorosi, rossastri, simili a canne e piccoli fiori bianco-verdastri o rossastri, organizzati in infiorescenze a spiga. È originaria dell’Asia Orientale (Cina e Giappone), è stata importata in Europa per la coltivazione a scopo ornamentale nel XIX secolo e si insedia soprattutto presso i corsi d’acqua, ma non solo, dove tende a formare densi popolamenti che competono con la vegetazione autoctona.
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