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Scritto Venerdì 10 settembre 2021 alle 12:17

Lecco: grande inizio per il Dante Festival, ospite Franco Nembrini

Inaugurazione scoppiettante per il Dante Festival Lecco ieri sera al Teatro Cenacolo Francescano, a partire dal discorso di apertura della direttrice artistica Ancilla Oggioni e dall’intervento del sindaco Mauro Gattinoni.
Nessuna retorica, alcun formalismo e visibile emozione, a raccontare una manifestazione che, “nata in un momento in cui avrebbe potuto restare solo un sogno”, ha di contro raccolto via via adesioni di ospiti e ha creato una rete tra pubblico e privato che ne ha permesso la nascita.



Gattinoni ha parlato del "giovane di 700 anni” che si sta celebrando esprimendo con forza la scelta dell’amministrazione di puntare sui nuovi talenti. “Abbiamo il pallino dei giovani - ha affermato - e questo festival made in Lecco dimostra che fare cultura è ben altro che acquistare cultura”. E ancora: “essere giovani significa essere in ricerca e noi vogliamo esserlo”.
Inaspettati, e naturalmente graditissimi, i lunghi messaggi di augurio pervenuti dal Ministro Franceschini e dal Prof. Andrea Riccardi, Presidente della Dante Alighieri. L’ospite Franco Nembrini, protagonista e istrionico, ha catalizzato e affascinato la platea raccontando a ruota libera un Dante incontrato durante i suoi continui viaggi nel mondo.
Passando senza soluzione di continuità dalla madre di Caracas al giovane universitario ucraino, di aneddoto in aneddoto, ha comunicato la sua immensa passione per il Poeta e per la letteratura. E ha parlato tanto dei giovani, di come “l’educazione sia la Cenerentola della politica” e “se si rinuncia a educare si rinuncia a tutto”. “I ragazzi hanno desideri alti e noi adulti dobbiamo offrire proposte adeguate, invece tendiamo ad abbassare i loro obbiettivi”.
Dai giovani all’Inferno dantesco “che è la nostra vita quando voliamo troppo basso” al Paradiso “che dimostra che la promessa di felicità è indubitabile”, è stato un fiume di parole, immagini evocative, coinvolgimento. Nembrini ha invitato i lecchesi a farsi testimoni del Manzoni e dei Promessi Sposi, grande storia d’amore. Non è mancato il riferimento agli esuli, riportato con forza nell’attualità della tragedia afghana.
Applausi a scena aperta durante la conferenza e al termine della serata, da parte di un pubblico che sarebbe stato molto più folto senza le pesanti restrizioni Covid.
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