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Scritto Lunedì 13 settembre 2021 alle 10:34

Lecco perduta/287: la Ballabio-Resinelli in moto, la prima nel settembre 1961

Nei giorni dove i guzzisti hanno invaso Mandello Lario, nonostante i festeggiamenti dei cento anni siano saltati, è caro ricordare la classica del motociclismo lecchese, che è stata la Ballabio-Resinelli, con la prima edizione del settembre 1961.
Un settimanale locale scriveva dell’avvenimento “Pieno successo per la prima edizione della Ballabio-Resinelli con in palio anche la coppa del centenario dell’Unità d’Italia. Favorita da una splendida giornata la gara motociclistica di velocità in salita lungo gli aspri tornanti di poco più di sette chilometri, organizzata dal Moto Velo Club Lecco, ha registrato sin dal mattino un folto pubblico che è diventato ancora più numeroso nel pomeriggio … tutti i concorrenti hanno dichiarato il tracciato ricco ed interessante”.

La partenza a Ballabio Superiore, presso la vecchia cantoniera

La prima storica edizione venne vinta dal comasco Angelo Tenconi, su Bianchi, e venne salutato con soddisfazione il terzo posto di Raimondo Riva, su MV, del Moto Velo Club Lecco, titolare di un’officina di riparazioni in città.
Sono state numerose le riunioni del Moto Club Lecco, ancora nella sede del bar Manzoni, per organizzare la Ballabio-Resinelli. Vi erano notevoli problemi organizzativi, burocratici e tecnici. Presidente del Moto Velo Club Lecco era il dott. Giorgio Zoboli, direttore della locale sezione della Camera di Commercio, nativo di Modena, grande appassionato delle due ruote a motore, lui stesso pilota in gara negli anni giovanili, poi in tempo bellico ufficiale della Polizia Stradale. Era affiancato da tanti validi collaboratori ad iniziare dal vice presidente Giovanni Carissimi e da numerosi consiglieri che gli anni trascorsi hanno fatto mancare.

Una delle curve più difficili del tracciato

Nella notte precedente la prima edizione un gruppo di volontari del Moto Velo Club Lecco, con Faustino Pozzi, Antonio e Nicola Pone, Carluccio Sozzi, Riva, Arnaudo, Spandri ed altri, avevano ripetutamente percorso il tracciato di gara, scaricando da autocarri “balle di paglia” nei punti più pericolosi dei numerosi tornanti e delle varie serpentine. Al Moto Velo Club Lecco si affiancò nell’organizzazione la sezione lecchese dei bersaglieri in congedo. C’era il fante piumato Giuseppe Pirovano, concessionario della Moto Guzzi a Lecco, grande appassionato di motori, che abitava in via Ghislanzoni. Il servizio d’ordine venne assicurato dai Carabinieri della compagnia di Lecco, con la stazione cittadina e con militari di sedi “viciniore” come da agenti di Pubblica Sicurezza del commissariato di corso Martiri, che avevano ricevuto rinforzi dalla Questura di Como.
La Ballabio-Resinelli ha accompagnato il periodo più intenso del Moto Velo Club Lecco che, nel 1972, al traguardo del 50°, essendo stato fondato nel 1922, risultava, come tesserati alla Federazione Motociclistica il terzo in assoluto, dopo il Moto Club Bergamo ed il Moto Club Imola.

L'arrivo ai Resinelli

Nel 1992, anno 70° di fondazione del Moto Velo Club Lecco, ebbe svolgimento un revival storico con moto d’epoca. La gara tornò per le ultime volte nei primi anni del Duemila, dopo che l’interruzione era avvenuta a 26 edizioni disputate.
Si è parlato di un rilancio, ma troppe difficoltà organizzative erano da superare, nonostante il grande impegno nella lunga e benemerita presidenza di Giancarlo Colombo. Nella presentazione della Ballabio-Resinelli del 28 giugno 1992, riservata alle moto d’epoca, lo stesso Colombo sottolineava che “Nella scelta dell’organizzazione della prima rievocazione storica della famosa gara in salita lecchese hanno anche influito le insistenti richieste di motociclisti di ripristinare la gara stessa”.

Il lecchese Raimondo Riva, terzo classificato, festeggiato da amici e tifosi

Nell’albo d’oro della Ballabio-Resinelli spicca nel 1963 la vittoria la Giacomo Agostini, su Morini. Agostini vinse a tempo di record ed era uno dei primi successi di un campione che ha conquistato vittorie e primati internazionali su tutti i circuiti del mondo.
A.B.
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