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Scritto Martedì 14 settembre 2021 alle 08:57

I martedì dell'affido/1: genitori per… far volare aquiloni

Entra nel vivo la nostra nuova rubrica del martedì, curata dal Servizio Affido Distrettuale - Ambiti di Bellano, Lecco e Merate. Come anticipato la settimana scorsa, dopo la puntata zero dedicata ad una breve introduzione sull'affido, spazio ora, a quattro uscite dove tale esperienza è narrata in prima persona da chi l'ha vissuta (e la sta ancora vivendo) nella propria quotidianità. Per rompere il ghiaccio, ecco il contributo di Laura e Pier.


“Affidarsi è ancor più che dare fiducia, è il mettersi nelle mani di qualcuno: mani giuste, non mani a caso. Mani che pensano. Pensano a farti stare bene. Si accordano come uno strumento sulla tua mente e sulla tua pelle, armonizzando persino il buio e le paure.”

Siamo Laura e Pier, una coppia con due bambini: Aurora, nostra figlia di 12 anni e Amine, di 10 anni che abbiamo accolto in affido da oltre un quinquennio nella nostra famiglia e nella nostra casa.

Dopo l’arrivo di Amine, tante persone intorno a noi (conoscenti, amici, parenti,….) ci hanno sostenuto, incoraggiato... fatto i 'complimenti' per la 'scelta coraggiosa'... frasi come “meno male che ci sono persone come voi” … “io non potrei... sarebbe troppo doloroso poi staccarsi" ... "state attenti a non affezionarvi troppo..." ci hanno, tra l’altro, suggerito in molti...

L’amore è un sentimento talmente forte che spesso le persone temono e per questo se ne tengono alla larga, limitandosi a rapporti che percepiscono come sicuri... come se avessero paura o di soffrire troppo o che il loro affetto possa essere sprecato. Come se valesse la pena voler bene a qualcuno solo quando si è sicuri che è per sempre... e solo se 'è nostro'...Voler bene è cercare l’appagamento negli altri, nelle loro azioni, nel loro esserci per tanto tempo e in ogni momento? ...forse no... questo snatura la vera essenza dell’amore, nella sua gratuità... Sbaglieremmo se infatti affidassimo aprioristicamente il valore dell’esistenza o delle esperienze alle clessidre: chi vive di più, vive meglio o le relazioni che durano di più sono le più significative. Lo abbiamo sperimentato con la nostra prima figlia, nata piccola e fragile, tanto da tenerla su un palmo di una mano... non sapevamo in quel momento quanto sarebbe stata con noi, quanto avrebbe potuto vivere... ma mai, neanche un attimo abbiamo pensato che la sua esistenza potesse essere inutile per la sua brevità....

L’amore rende prezioso ogni minuto, ogni istante di quel che ci è concesso di vivere. Allora abbiamo recuperato il vero senso del voler bene, che dà senso a tutti quegli attimi di amore quotidiano.... e a questa nostra accoglienza che non sappiamo quanto durerà ma sappiamo che Amine merita tutto l’amore che abbiamo dentro, in ogni attimo che condivide con noi... e cosa ci può essere di più bello di amare con questa libertà?

Iniziare un nuovo cammino spaventa. Ma dopo ogni passo che percorriamo ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi.”

Ha scritto anni fa Benigni... in effetti spesso facciamo fatica a “metterci in movimento”, a fare delle scelte, magari anche migliorative, nella nostra vita proprio per la paura di rinunciare alle nostre sicurezze... magari desideriamo iniziare un nuovo cammino ma spesso non vogliamo metterci nella condizione di poterci sporcare o addirittura ferire i piedi.... Ma quando poi iniziamo il cammino scopriamo sì le fatiche ma anche le meraviglie... E al di là delle nostre paure e fatiche ogni tanto è utile guardare oltre... guardare i bambini che chiedono un luogo, uno spazio, un cuore, un abbraccio in cui essere accolti... piccoli semi che hanno bisogno di cure... grandi cuori che hanno bisogno di essere riscaldati dalla certezza di un abbraccio.

L’affido ci ha messo di fronte quindi a tante emozioni e a tanti pensieri, riflessioni... ci ha interpellato anche come madre e padre... anzi questa prospettiva ha cambiato profondamente la nostra genitorialità.... ci sono tornata alla memoria delle frasi.... “...l’amore vero è guardare l'altro e trattare l'altro col desiderio che si avveri, che si compia il suo destino. Senza amore al destino non c'è amore, senza amore al destino dell'altro non c'è amore all'altro.”
Troppo spesso come genitori siamo tentati di sentire i figli come una nostra creazione... un nostro possesso...

“Non si può stabilire rapporto con niente… se non con un distacco dentro…. se tu fissassi una stella senza un distacco, non capiresti che è una stella dentro l'infinità stellare”

…e questa esperienza di affido ci sta aiutando in questo… grazie Amine che ci dai l’opportunità di richiamare l’essenzialità del nostro essere genitori, e ci hai permesso di essere una madre e un padre diversi, migliori anche per Aurora… perché neanche lei, pur essendo nata dalle nostre ‘cellule’, è nostra. E poi Grazie Aurora perché ci hai insegnato ad accogliere e condividere, a voler bene senza pregiudizi o condizioni.... hai amato da subito (con il disegno preparato per lui ancora prima di conoscerlo... pieno di cuori e di giochi) senza domande o paure condividendo i giochi, i luoghi e un dono prezioso ed esclusivo fino a quel momento: mamma e papà. A volte lo hai fatto condividendo con noi delle storie che incontravi... che hanno aiutato a comunicare cose talvolta difficili da raccontare....

Chiudiamo condividendo questa poesia di E. Bombeck che accomuna il nostro essere genitori naturalie il nostro essere genitori affidatari:

“I figli sono come gli aquiloni passi la vita a cercare di farli alzare da terra. Corri e corri con loro fino a restare tutti e due senza fiato… Come gli aquiloni, essi finiscono a terra… e tu rappezzi e conforti, aggiusti e insegni. Li vedi sollevarsi nel vento e li rassicuri che presto impareranno a volare. Infine sono in aria: gli ci vuole più spago e tu seguiti a darne. E a ogni metro di corda che sfugge dalla tua mano il cuore ti si riempie di gioia e di tristezza insieme. Giorno dopo giorno l’aquilone si allontana sempre più e tu senti che non passerà molto tempo prima che quella bella creatura spezzi il filo che vi unisce e si innalzi, come è giusto che sia, libera e sola. Allora soltanto saprai di avere assolto il tuo compito.”
Laura e Pier
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