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Scritto Martedì 21 settembre 2021 alle 15:32

La Bella Addormentata nel Borgo

Villa Bertarelli in una immagine di repertorio
Ho una domanda da rivolgere ai miei concittadini. Immaginate che nel 2003 abbiate acquistato una bella casa, non sapevate esattamente cosa farne ma avete pensato che fosse un buon investimento, nonostante l'edificio bisognasse di una consistente ristrutturazione. All'inizio l'avete utilizzata per invitare amici, organizzare qualche pranzo e qualche festa, insomma desideravate far conoscere il vostro gioiellino alla stretta cerchia delle vostre amicizie e poco più.

In un secondo momento però vi rendete conto che per la ristrutturazione sono necessarie somme di cui non disponete e soprattutto non sapete quale destinazione dare a questa casa. Non volendola trasformare nella sede della vostra residenza, siete titubanti sul da farsi. Nel frattempo passano alcuni anni e la casa subisce un ulteriore degrado al limite dell' abitabilità. I costi per un'eventuale ristrutturazione lievitano ancora di più e a questo punto vi rendete conto che il tempo diventa sempre più tiranno. Immagino che siate molto preoccupati per gli sviluppi di questa situazione e la domanda che adesso vi pongo è: lasciate che le cose precipitino definitivamente o agite seriamente per trovare una soluzione? Potreste avvalervi di quei soldi per altre necessità familiari, quindi alienate la villa pur rimettendoci parte del patrimonio investito o folgorati avete uno scatto imprenditoriale e decidete per esempio di scovare finanziamenti per riconvertirla in un B&B e trasformare così la vostra attività lavorativa? Suppongo che questo problema sia diventato un'assoluta priorità, qualcosa dovrete pur fare!

Bene, se vi dicessi che questa casa esiste, è stata acquistata con i nostri soldi e giace sepolta dall'incuria, dal degrado, ma soprattutto dalla mancanza di progettualità? Villa Bertarelli è una Bella Addormentata che rischia di non risvegliarsi mai più. Nonostante siano passati molti anni , non si è ancora riusciti a garantire ad una delle più interessanti ville del territorio, dalla cui terrazza si gode uno dei più bei panorami di Lombardia, una destinazione degna di questo nome.

Da opportunità a problema, questo è il risultato ottenuto per una totale assenza di visione da parte degli ultimi Amministratori rimasti con la patata bollente in mano ed incapaci di trovare soluzioni che aderissero all'ambizione iniziale di promuovere Villa Bertarelli come fulcro per la promozione turistica del nostro territorio e a “ nodo di irradiazione culturale” come indicato dall'allora nascente Ecomuseo del Distretto dei Monti e dei Laghi Briantei, progetto anch'esso mai decollato e oggi sepolto in qualche cassetto di quel che è rimasto della Provincia di Lecco.
Non è sufficiente incassare la vittoria nelle urne e limitarsi poi alla semplice manutenzione della quotidianità, bisogna avere il coraggio di affrontare le questioni più spinose e assumersi l'onere delle decisioni, qualunque esse siano. Siamo consapevoli delle difficoltà che soggiacciono a queste scelte, ma nello stesso tempo non possono costituire un alibi sine die.   

Rimangono lontani i ricordi di uno “Studio di fattibilità” finanziato dalla Provincia di Lecco e commissionato all'Università Bocconi di Milano, nel quale si indicarono le linee guida per promuovere Villa Bertarelli come spazio espositivo per l'Arte Contemporanea, abbinato ad una serie di attività legate alla convegnistica, alla ristorazione, etc. Di quello studio si sono perse le tracce e tutto si è fermato alle buone intenzioni. Così come quello di un mancato finanziamento per la ristrutturazione, inserito all'interno dell'AQST(Accordo Quadro Strategico Territoriale) della Regione Lombardia, che apparve più  una velleitaria forzatura che non una concreta possibilità. Infine la bocciatura di un progetto che non superò gli esami di Fondazione Cariplo, che altro non fu che un escamotage per imitare un'altra esperienza come “Città dell'Arte” di Biella, ideata da uno dei più importanti artisti italiani nel mondo: Michelangelo Pistoletto.

 Negli ultimi anni sono evaporati anche questi tentativi e da allora è calato il sipario e con esso la rappresentazione più deludente. Villa Bertarelli è scivolata a poco a poco nell'oblio, diventando un fantasma all'interno del borgo storico del nostro Comune. Lo stato di degrado e di abbandono è visibile fin dalla facciata di accesso. Il tempo è abbondantemente scaduto e credo sia venuto il momento di dare un segnale di discontinuità con le recenti amministrazioni, lasciando alle competenze di nuovi candidati sindaci, l'onere di rispondere nei tempi più certi possibili sul destino di questa villa.  
Giorgio Meregalli, ex assessore alla Cultura - Galbiate
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