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Scritto Mercoledì 22 settembre 2021 alle 12:55

In viaggio a tempo indeterminato/197: straniti dalla bellezza

Siamo entrati nel vivo del viaggio e nemmeno ce ne siamo accorti.
Iniziare dall'Italia è stato bello ma allo stesso tempo complicato.
Ci ha riservato grandi sorprese ma ci anche fatto sentire meno straniti.
Lo so, questa affermazione può sembrare bizzarra.
Perché uno dovrebbe volersi sentire "stranito"?
Ah, meglio specificare, per "stranito" io intendo quella particolare sensazione che si prova quando sembra che tutto attorno sia completamente diverso da quello a cui si era abituati.
È ciò che succede quando si perdono dei punti fissi, delle abitudini, e si capisce che si dovrà imparare tutto dall'inizio, dal cosa mangiare al dove dormire.
Quella sensazione io l'ho provata ogni volta che siamo partiti per una nuova avventura e per me è sempre stata il segnale che stavamo facendo qualcosa di pazzesco e folle che fino a poco prima credevo impensabile.

Partendo a 50 all'ora senza staccarsi da terra, se non per colpa di qualche dosso improvviso, mi ha un po' tolto la magia di quello straniamento.
Quindi i primi giorni sono stati particolari, come se fossimo tornati indietro anziché andare avanti.
Come se stessimo partendo per uno di quei weekend lunghi che facevamo prima del 2018.
Il fatto che tutti parlassero italiano non ha aiutato.
In viaggio eravamo abituati a litigare, scherzare, arrabbiarci senza che nessuno ci capisse.
La lingua era la nostra "bolla" in cui confrontarci prima di uscire ad affrontare il mondo esterno.
Bolla che scoppia se quel mondo esterno ti capisce perfettamente!

VIDEO:  


Ok, quello che ho scritto finora può far pensare a un inizio di viaggio sottotono.
Beh, niente di più sbagliato.
Perché se è vero che noi ci sentivamo più a nostro agio del previsto, è anche vero che le prime giornate sono state pazzesche e sono successe cose che neanche in mesi e mesi di viaggio.
Ho già raccontato del concerto e della canzone con dedica.
Quello era il cosiddetto "buongiorno che si vede dal mattino".
Qualche giorno dopo, infatti, questo viaggio ci ha fatto un enorme inaspettato regalo.
"Ragazzi, se andate a Venezia dovete per forza sentire mio fratello Omar!".
Ci scrive Manu su WhatsApp.
Manu è la metà della coppia Gino-Manu, i due fantastici veneziani sessantenni che dopo un incidente avevano iniziato a girare il mondo con la moto.
Chiamiamo Omar la mattina che arriviamo vicino Venezia.
"Ragazzi purtroppo lavoro oggi...no aspetta scusate vi richiamo!"
Cinque minuti dopo Omar ci richiama "È arrivato il mio socio, passo a prendervi... Andiamo a Venezia in barca!"



Ed è stato l'inizio di una di quelle giornate che non dimenticherò mai e che mi hanno fatto ricordare quanto sia pazzesca la vita che abbiamo.
Ci siamo ritrovati a girare per la laguna di Venezia su una barca tutta per noi, come fossimo star del cinema.
Abbiamo sorseggiato vino e spritz con vista sui canali.
E ci siamo ritrovati a chiacchierare e passeggiare per le vie di una delle città più belle del mondo.
È vero, questo viaggio a bordo di Biagio non è iniziato con la sensazione di straniamento a cui ero abituata.
Ma è stato pieno di bellezza, meraviglia e amore.
Sensazioni diverse ma che mi hanno fatto capire che ancora una volta siamo sulla strada giusta per scrivere un altro emozionante capitolo della nostra vita.
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