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Scritto Sabato 25 settembre 2021 alle 17:15

Calolzio: 60 anni per il GEC Genepì, dal 1961 'innamorato' di montagna e natura

Passione per la montagna e amore per la natura: questo il binomio che dal 22 aprile 1961 accompagna il cammino per monti e valli del GEC Genepì, il Gruppo Escursionisti Calolziesi giunto all'importante traguardo del 60° anniversario di fondazione.

Un gruppo di soci riuniti in sede, con al centro il presidente Gianni Marchetti

Un'associazione fortemente radicata sul territorio quella guidata da Gianni Marchetti, nata dal desiderio di una ventina di giovani - sostenuti da don Giulio Gabanelli - di unirsi formalmente in un gruppo per condividere con il maggior numero possibile di persone la passione per la natura, l'escursionismo, lo sci e la speleologia, contribuendo al mantenimento dei sentieri montani e promuovendo attività sportive e culturali.

Foto estratte dall'album dei ricordi del gruppo

"Allora a Calolzio c'era solo il CAI, che si occupava prevalentemente di arrampicata" ha ricordato l'attuale presidente, ripercorrendo le tappe principali della lunga storia del GEC. "Fu don Giulio, arrivato in paese proprio nel 1961, a indirizzare sulla strada giusta l'entusiasmo dei nostri fondatori, che si misero subito al lavoro per progettare una serie di iniziative in grado di avvicinare il gruppo al territorio, e in particolare ai più giovani, e tramandare così lo spirito di un escursionismo capace di andare oltre le ore di marcia e di approfondire i temi proposti dalla natura e dal paesaggio montano".

Già nel periodo immediatamente successivo alla fondazione, con il primo presidente Enrico Bonacina, il Genepì decide dunque di affiliarsi alla Federazione Italiana Escursionismo, permettendo ai propri soci di partecipare alle gare di marcia di regolarità; risale invece al 1° settembre 1963 uno degli eventi più memorabili nella storia del gruppo, ovvero l'inaugurazione della cappella al Passo del Fò in memoria dei Caduti della montagna, fortemente voluta per commemorare la prematura scomparsa dell'amico Sandro Villa, avvenuta l'8 dicembre 1961 sul torrione CAI del Resegone.

Dodici anni dopo, un altro momento significativo: l'acquisto di un terreno boschivo a Carenno e la conseguente ristrutturazione di un'antica cascina, divenuta poi il famoso "Baitello del Genepì" dove tuttora i soci si ritrovano per trascorrere qualche giornata in compagnia immersi nel fresco e ovattato ambiente montano. Una volta consolidata l'attività di sci alpino con uscite e gare sempre molto partecipate, poi, negli anni Settanta le proposte del GEC si arricchiscono di un altro importante tassello, la speleologia, che nel tempo, dopo le prime "avventure" con attrezzature di tipo pionieristico, vedrà i calolziesi esplorare grotte sempre più impegnative e affascinanti in Italia e non solo. Un'esperienza, questa, sempre molto apprezzata dai partecipanti ma divenuta meno frequente negli ultimi anni, con l'associazione concentrata soprattutto sull'escursionismo e lo sci, di cui vengono regolarmente organizzati corsi per bambini, adolescenti e non solo.

"Naturalmente anche noi siamo stati un po' frenati dal Covid, ma da qualche settimana abbiamo riaperto la nostra sede in corso Dante e abbiamo ricominciato a progettare qualche attività, sperando che in inverno avremo la possibilità di tornare sulle piste da sci con i ragazzi" ha concluso Gianni Marchetti. "In questo 2021 abbiamo raggiunto un traguardo importante: la consapevolezza di aver operato bene in questi 60 anni, nonostante qualche naturale difficoltà, ci conforta e ci stimola ogni giorno a continuare sulla via tracciata dai nostri fondatori, per difendere sempre lo spirito che ha dato vita al Genepì".

Per festeggiare la speciale ricorrenza, il GEC ha organizzato una camminata verso il Baitello - con partenza da Erve e tappa intermedia presso la cappella al Passo del Fò - dove sarà possibile pranzare in compagnia: l'appuntamento è per domenica 26 settembre, con il ritrovo previsto alle 7.30 all'inizio del sentiero per Capanna Monza.
B.P.
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