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Scritto Domenica 26 settembre 2021 alle 13:30

Si cercano nuove ali per rilanciare il sogno di San Pietro al monte 'patrimonio dell'umanità'

Una domenica importante, quella di oggi, 26 settembre, per la comunità di Civate e, in realtà, per l'intera provincia di Lecco. A fare una "visita" (solo virtuale, date le condizioni meteo) del complesso benedettino di San Pietro al Monte, tra le bellezze storiche del paese, è stato infatti l'Assessore Regionale alla Cultura Stefano Bruno Galli che, insieme a molte altre autorità civili e religiose, ha avuto modo di ammirare, grazie alla ricostruzione digitale del professor Mario Covarrubias Rodriguez, lo splendore dell'abbazia, situata nella Valle dell'Oro, per rilanciarne la candidatura UNESCO.

In piedi don Gianni. Al tavolo il Prefetto Castrese De Rosa, il sindaco Angelo Isella e la
presidente della Fondazione Comunitaria Lecchese Maria Grazia Nasazzi

Un iter lungo, quello per giungere al riconoscimento di sito appartenente al patrimonio dell'umanità, iniziato nel lontano 2013, quando la Fondazione comuntaria del Lecchese, su richiesta del Presidente della Comunità montana Lario Orientale, avvia l'operazione UNESCO, accettando di coordinare il gruppo di soggetti titolari di responsabilità per quanto riguarda il complesso monumentale di San Pietro, impegnandosi a fornire una adeguata copertura finanziaria.
"In un incontro presso la Provincia con i possibili studiosi incaricati, la professoressa Maria Andaloro e il dottor Ruggero Longo, si è preso però atto della difficoltà di perseguire la candidatura del solo monumento civatese e si è concluso di dare vita alla proposta di un sito seriale comprendente, insieme a San Pietro, un numero di monasteri benedettini altomedievali situati in particolari contesti paesaggistici, in quanto emblematici degli eccezionali valori universali espressi del monachesimo benedettino - ha spiegato stamane l’ex presidente della Fondazione comunitaria del Lecchese Mario Romano Negri - E' stato così costituito un comitato scientifico composto, tra gli altri, dai professori Cesare Allzati e Marco Rossi e dell'architetto Carlo Capponi".

San Pietro al Monte

A fornire assistenza e patrocinio al progetto anche l’istituto Treccani, mentre l'Ufficio dell'Unesco del Ministero dei Beni Culturali ha ridotto a otto i monasteri candidabili, distribuiti su sei regioni, tra cui San Pietro al Monte. "Nel 2016 - ha proseguito Negri, affiancato dall'attuale numero uno della Fondazione, Maria Grazia Nasazzi - il progetto preliminare redatto dal comitato scientifico viene presentato dallo Stato Italiano all'UNESCO a Parigi e ottiene l'inserimento nella Tentative List italiana".
Dopodiché, sono iniziate le visite di tutti gli otto monasteri e si è proceduto all'individuazione dei responsabili scientifici degli otto poli. E' stato definito e incrementato il Coordinamento Nazionale, diretto da Ruggero Longo e composto da Francesca Riccio, Cesare Alzati, Carlo Capponi, Giovanni Carbonara e Richard Hodges. "La redazione del dossier di candidatura è stata avviata positivamente per i primi quattro dei sei capitoli previsti dal formato UNESCO, ma nel 2018 il Ministero ha sollevato delle perplessità sulla composizione della lista, segnatamente sulla delimitazione cronologica e di quella geografica degli insediamenti. E' stata offerta la redazione di uno studio tematico che confermasse la validità anche per i due aspetti citati e l'Ufficio UNESCO ha richiesto all'ICOMOS di Parigi un sopralluogo preventivo in Italia che però non è ancora avvenuto, mentre lo studio si è concluso ed è stato oggetto di confronto i plurimi con il Ministero", ha proseguito Negri.

L'assessore regionale Stefano Bruno Galli

Infine, nel 2021 la Fondazione ha cercato di avviare qualche iniziativa necessaria per il proseguo dell'operazione, sottoscrivendo, ad esempio, una convenzione per la collaborazione con l'associazione che promuove l'itinerario culturale della Via Benedicti. Lo stesso sindaco di Civate Aneglo Isella, insieme al suo omologo di Sant'Ambrogio di Torino, ha dato vita ad un raccordo per far nascere un coordinamento dei sindaci dei comuni compresi nel sito seriale. Il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano hanno favorito l'iniziativa della costituzione di un Pool degli atenei afferenti ai siti interessati e la Regione Piemonte ha chiesto al Ministero un aggiornamento sulla pratica.
Oggi, infine, con l'Assessore alla Cultura della Regione Lombardia Galli, Civate spera di accelerare l'iter. "Sono stato informato dello stato di fatto del processo di candidatura e ho prontamente dato il mio sostegno - ha commentato Galli - Confidiamo di poter realizzare quanto è opportuno è necessario per capire meglio i problemi e rivitalizzare il percorso, sapendo che i tempi lunghi sono fisiologici per le candidature UNESCO. Perché non ipotizzare sin da ora, magari per iniziativa della Regione Lombardia, l'avvio del protocollo di Intesa tra gli assessori alla Cultura di tutte le regioni interessate - Lombardia, Piemonte, Lazio, Molise, Campania e Marche - per sostenere l'Italia della candidatura?".

Serafino Castagna, presidente dell'Associazione Amici di San Pietro

Una mattinata di "lavori" sul tema, insomma, a cui hanno preso parte anche il Prefetto di Lecco Castrese De Rosa, parte della giunta comunale di Civate con il vicedinsaco Simone Scola e l'assessore alla Cultura Ilaria Rocco, il presidente dell'Associazione "Amici di San Pietro" Serafino Castagna, il parroco del paese Don Gianni De Micheli, i consiglieri regionali Mauro Piazza e Raffaele Straniero e gli onorevoli Gianmario Fragomeli e Roberto Ferrari.
Soddisfatto il sindaco Angelo Isella: "San Pietro al Monte è espressione di bellezza, condivisione e di un sogno. Siamo felici di poter condividere con la Regione un progetto del genere: il complesso è bello, importante, è un monumento unico ed inimitabile, un bene di inestimabile valore culturale e religioso non solo per Civate ma per tutto il nostro territorio che, speriamo, si renda conto del suo splendore. Il tutto è frutto di un sogno avviato proprio da Mario Romano Negri e dal mio predecessore Rino Mauri, che voglio ricordare. Esprimo la mia soddisfazione e il mio sincero ringraziamento alla Fondazione Comunitaria del Lecchese, in particolare alla Presidente Maria Grazia Nasazzi, all’Assessore Regionale e a tutte le autorità che interverranno. Tutto questo è per me motivo di orgoglio".
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