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Scritto Domenica 10 ottobre 2021 alle 13:21

Carenno: 'campanari' e palloncini, grande festa per dare il benvenuto a don Marcello

Accoglienza festosa questa mattina per don Marcello Crotti. La comunità di Carenno ha infatti riservato al suo nuovo parroco un benvenuto caloroso ed emozionante, per aiutarlo a sentirsi subito a casa, in famiglia. Il sacerdote, proveniente dalla Parrocchia di Segrate e chiamato al non facile compito di sostituire don Angelo Riva, trasferito a Palazzago, è stato accompagnato fino al sagrato della chiesa dai campanari di Bergamo, i cui allegri rintocchi hanno sancito il suo primo passaggio "ufficiale" lungo le vie centrali del paese, abbellite a festa: ad accoglierlo, sotto un grande arco verde abbellito di splendidi fiori, una grande folla di fedeli, "colorata" dai bimbi della Scuola dell'Infanzia con i loro palloncini; sono stati proprio loro a rivolgergli il primo affettuoso saluto, con una breve canzone di benvenuto. A seguire, ha preso la parola il sindaco Luca Pigazzini.

L'abbraccio tra don Marcello e don Leonardo

"Qui troverai un paese ricco di vitalità" ha assicurato il primo cittadino al nuovo pastore. "Da parte della nostra Amministrazione Comunale posso garantirti la piena disponibilità per lavorare insieme e migliorare la qualità della vita di tutti. Credo che, dopo i nostri primi incontri, abbiamo ricevuto una prima reciproca impressione positiva: mi ha colpito soprattutto il tuo desiderio di conoscere la storia del nostro paese, il nostro passato. Ti preannuncio fin da ora che saranno inevitabili i confronti con chi ti ha preceduto, ma questi non dovranno essere un alibi per tirare i remi in barca. Benvenuto, don Marcello!".
"Il dispiacere che ha accompagnato la partenza di don Angelo è stato compensato dalla lieta notizia dell'arrivo di un sacerdote che si è detto subito entusiasta di venire qui a Carenno" ha poi aggiunto Carlo Rota, a nome del Consiglio Pastorale. "Il sacerdozio è il coraggio di dire sì a un'altra volontà, quindi ti ringraziamo fin da ora, don Marcello, per questo tuo sì. Ti avrà sicuramente colpito la maestosità di questo nostro tempio: ciò che ha unito coloro che hanno lavorato duramente per costruirlo è la preghiera, che ha sempre accompagnato la nostra comunità e che non verrà mai meno. Ti auguriamo un buon cammino insieme a noi".

Al centro il sindaco Luca Pigazzini

Particolarmente intensa e partecipata anche la solenne celebrazione in chiesa, presieduta per la prima parte dal delegato vescovile don Roberto Galizioli affiancato da don Leonardo Zenoni, già Vicario di don Angelo, in partenza proprio per la Parrocchia di Seriate in un ideale "passaggio di consegne" con don Marcello.
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"Nel Vangelo di oggi Gesù parla del Regno di Dio, raccontando di un padrone di casa impegnato a scegliere i lavoratori per la sua vigna" ha affermato don Roberto durante l'omelia. "Questo uomo appare un po' folle, perchè rivolge il suo invito ad ogni ora, senza preoccuparsi che sia l'inizio o la fine della giornata: c'è spazio per tutti, dice, tutti sono utili, al di là delle capacità di ciascuno. E noi non possiamo rimanere oziosi di fronte a lui. L'invito ci viene rivolto in qualsiasi momento della vita, in ogni stagione dell'anno: il punto non è quanto si porta a casa dalla giornata di lavoro, ma il fatto di poter essere impiegati proprio lì, in quella vigna, mettendo a frutto quanto è posto nel nostro cuore. Il "problema", quindi, non sono i conti che non tornano tra le ore dell'uno e dell'altro lavoratore, ma la follia del vignaiolo che continua a chiamarci. Don Marcello, ti auguro di essere come lui, di non aver paura a uscire e invitare, di condividere il tuo cammino con questa comunità, in ogni sua parte, rivolgendo una particolare attenzione ai più poveri e deboli, ai giovani e alle famiglie".

Svolti tutti i riti previsti dal cerimoniale tra cui la firma del verbale per l'ingresso in Parrocchia e la simbolica consegna delle chiavi della chiesa, don Marcello, visibilmente emozionato, ha preso la parola al termine della funzione per il suo primo "discorso" ai fedeli. ""Un mucchio di sassi smette di essere tale nel momento in cui un singolo uomo lo contempla portando con sè l'immagine di una cattedrale". Ho sempre avuto a cuore questa frase di Antoine de Saint Exupéry: mi ha insegnato che tante volte il senso delle cose non sta in quello che accade, ma nel modo in cui le si contempla. Arrivando qui con don Angelo, che mi ha parlato di Carenno come un papà innamorato, ho davvero avvertito il senso di questa citazione: qui ho potuto non solo vedere, ma contemplare a fondo, la bellezza dei luoghi, di questa chiesa, ma soprattutto delle persone, degli sguardi. Non posso che essere grato al Signore e a tutti voi".

Sulla destra don Roberto Galizioli

"Questo non è il momento delle prediche, ma della riconoscenza" ha proseguito don Marcello. "Vi ringrazio per il calore e l'accoglienza che mi avete riservato, questi segni parlano con il cuore, e per l'affetto con cui avete accompagnato don Angelo in questi anni. Ringrazio anche lui per quello che ha seminato e costruito qui e per avermi accompagnato negli ultimi mesi, in un tempo preziosissimo per ridurre le ansie che questi passaggi portano sempre con sè. Ringrazio tutti i sacerdoti passati da qui, il sindaco e le associazioni, presenti non per circostanza ma per testimoniare la voglia di camminare insieme, di costruire il mondo come Dio lo vorrebbe. E infine ringrazio di cuore don Leonardo, il nostro "camerlengo", come io e don Angelo lo abbiamo scherzosamente soprannominato, per l'impegno e la generosità: un filo invisibile ci ha fatti incontrare e ci ha legato, dimostrando che, per quanto possiamo sforzarci di cambiare le cose, è sempre Dio a stabilire il disegno della nostra vita. Voi avete aperto il vostro cuore a me, ora tutti insieme mettiamo il nostro cammino nelle mani del Signore".

La giornata di festa è poi proseguita con un pranzo in compagnia e altri momenti di preghiera comunitaria.

B.P.
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