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Scritto Mercoledì 13 ottobre 2021 alle 11:37

In viaggio a tempo indeterminato/200: i castelli della Slovenia

Ieri pioveva, forte, da ore.
Eravamo seduti sul divano dentro il Biagino.
Una tazza di tè caldo alla menta in una mano e un biscotto al cioccolato nell'altra.
Ci siamo messi a parlare e come spesso accade, siamo finiti a ricordare dei Paesi in cui siamo stati finora.
Sarà stato perchè ormai eravamo vicini al confine o forse per la pioggia incessante che ci ha riportato per un attimo in Guatemala.
Non so se capita anche a voi ma a me succede spesso di fare delle connessioni mentali strane che mi portano da un pensiero all'altro.
Come se un attimo prima stessi parlando di un panino e quello dopo chiedessi "quanta acqua ci sta nel tubo che abbiamo sul portapacchi?"
Il percorso che ha fatto la mia mente per arrivare da quel panino al tubo non lo saprò mai nemmeno io.
Ecco, credo di aver appena fatto la stessa cosa scrivendo questo articolo. Mi sono persa nei meandri dei pensieri.
Tornando però alla chiacchierata davanti al tè, ne è venuto fuori che si può facilmente associare un "oggetto" a ogni Paese in cui siamo stati.
Cappello a cono per il Vietnam.
Bicchierino di vetro del chai (té) in India.
Bacchette d'acciaio per mangiare in Malesia.
Fiore di ibiscus per le Hawaii.
Fazzoletto di stoffa colorato per le tortillas in Messico.
Tutti questi oggetti, per quei giri strani della mente di cui parlavo prima, diventano per me il simbolo del Paese.
Da quando siamo ripartiti con Biagio ancora non abbiamo avuto modo di poter fare queste associazioni.
Con l'Italia sarebbe troppo complicato, troppi ricordi, troppi eventi, troppi "oggetti" simbolo.
Diverso è, invece, con la Slovenia.
Siamo stati qualche giorno ma l'oggetto a cui l'associerò nella mia mente già c'è.
Castello.
Ecco, Slovenia per me è diventata sinonimo di castelli.
Il castello di Lubiana, la capitale, se ne sta su una roccia e imponente osserva il via vai delle vie del centro e il brulicare di persone nei ristoranti lungo il fiume.



Poi ci sono tutti quei castelli che intravedi lungo la strada.
Sono vere e proprie regge da cui ti aspetti di veder uscire da un momento all'altro una carrozza trainata dai cavalli.
Di quei castelli mi piace osservare le finestre.
Resterei ore a guardare se ci sono movimenti dietro le tende bianche chiuse, se una luce si accende, se qualcuno le sposta per guardare fuori.
Non lo faccio perché mi aspetto di assistere a chissà quale spettacolo paranormale e nemmeno per curiosare in casa altrui
Mi affascina solo l'idea che lì, sotto quegli alti soffitti, possa viverci qualcuno anche nel 2021.



In Slovenia, poi, si trova anche il più grande castello di grotta del mondo.
Il castello di Predjama, incastonato talmente bene nella parete della montagna da fare pensare che sia stata la roccia ad  adattarsi alle sue mura e non viceversa.
Prima di venire in questo Paese non avevo mai sentito parlare di "castelli di grotta", ma devo ammettere che ne sono rimasta molto affascinata.
Ho anche pensato che non deve essere semplice vivere lì dentro.
Metti che stendi i panni e ti cade un calzino?
Voglio vederti ad andare a riprenderlo nel  profondo canyon.
E poi vogliamo parlare dell'umidità che si sente a vivere in una grotta?!?
Ok, lo so, sono considerazioni un po' troppo terra terra che tolgono forse un po' di magia a quel castello.
Castello che tra l'altro ha moltissime storie e leggende da raccontare.
Come quella di Erasmo, un Robin Hood sloveno che rubava ai ricchi per dare ai poveri.
Dopo aver fatto arrabbiare il re austriaco, Erasmo è stato costretto a rinchiudersi nel castello per ben un anno.
E sarebbe rimasto molto di più se un suo servitore non l'avesse tradito dando il segnale all'esercito austriaco di attaccare proprio mentre lui era più vulnerabile, cioè quando era in bagno!

VIDEO


Castelli abitati, castelli di grotta, castelli in rovina... La Slovenia ne è davvero piena.
E devo ammettere che non è stato affatto male parcheggiarci nel giardino di un castello e addormentarci dopo aver guardato un immenso e luminoso cielo stellato fare da sfondo a quelle nobili mura.
Angela e Paolo
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