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Scritto Mercoledì 13 ottobre 2021 alle 16:39

Mette in vendita il Piaggio di un altro, intasca i soldi e sparisce: condannato per truffa

L'aveva pensata bene, facendo proprio un annuncio (reale) pubblicato sul medesimo sito da un giovanotto ligure, integrato con informazioni aggiuntive, carpite proprio dal legittimo proprietario del mezzo che, con cortesia, gli aveva fornito anche una copia del libretto, pensando di interloquire con un potenziale acquirente dello stesso. Ed invece, stando alla tesi della Procura della Repubblica di Lecco, quei dettagli sarebbero serviti a Gaspare Montaperto, 65enne nativo di Palermo ma residente a Torino, per confezionare "una sola" da rifilare a ignari internauti.
A cascarsi, nel 2019, è stato un uomo residente nella provincia di Sondrio, poi mancato ad agosto dell'anno successivo. Come raccontato quest'oggi in Tribunale dal maresciallo Raffaele Barutta della stazione carabinieri di Novate Mezzola, il malcapitato si era presentato in caserma per denunciare di essere stato truffato da un soggetto con il quale - tramite chat - si era accordato per la compravendita di un Piaggio Porter a buon prezzo. Versati sulla PostePay dello sconosciuto un acconto da 2.300 euro (con operazione eseguita presso un tabaccaio di Ballabio, motivo per il quale il processo è stato poi incardinato a Lecco) e un successivo saldo da 450 euro comprensivo di spese per il trapasso. Ma a Bergamo, luogo indicato per il ritiro del mini-furgoncino, dei due coinvolti si sarebbe presentata solo la vittima la cui querela ha poi fatto scattare tutti i necessari accertamenti relativi sia all'utenza telefonica sia all'intestatario della carta conta.
Se la sim è risultata riconducibile a persona inesistente, la PostePay ha portato invece dritto dritto all'imputato, riferendo anche di ingenti movimentazioni di denaro in un arco temporale ridotto, con prelievi effettuati presso sportelli situati nelle immediate vicinanze dell'abitazione di Montaperto, trovatosi così a processo.
All'esito della veloce istruttoria, il vpo Caterina Scarselli, rappresentante della pubblica accusa ha chiesto un anno e cinque mesi di condanna ed una multa da 600 euro. L'avvocato Flavio Natali, difensore d'ufficio del torinese ha evidenziato come a suo avviso non sia contestata in casi di truffa online come quella oggetto del procedimento la minorata difesa della vittima, rimettendosi poi al giudice. Il dr. Paolo Salvatore, al termine di una veloce camera di consiglio, ha rincarato da dose, irrogando a carico del 65enne una pena pari a un anno, sei mesi e 800 euro di multa.
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