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Scritto Mercoledì 13 ottobre 2021 alle 17:26

Olginate: aprì le pompe funebri (poi chiuse per mafia) dimenticando i suoi precedenti, a giudizio

L'aula del Tribunale di Lecco dove si sta celebrando il processo
Si è aperto con una battuta d'arresto il procedimento penale intentato in Tribunale a Lecco nei confronti di Gianluca Balestrieri, già balzato agli onori delle cronache nel 2019 quale titolare dell'Agenzia funebre Nuccio Vrenna raggiunta, nel mese di dicembre di quell'anno, da interdittiva antimafia a firma dell'allora Prefetto Michele Formiglio poi reiterata a febbraio 2021 da suo successore, il dr. Castrese De Rosa, a sua volta intervenuto con medesimo provvedimento, per tarpare le ali all'impresa individuale Europa Cofani Funebri di Arcuri Nuccio di Calolzio ritenuta prosecuzione dell'attività precedentemente avviata a Olginate e dunque riconducibile alla famiglia Vrenna, affiliata cosca ‘ndranghetista Vrenna-Corigliano-Bonaventura.
A trascinare a giudizio l'uomo, classe 1970, non nuovo a Palazzo di Giustizia avendo un precedente per traffico di droga, con sentenza di condanna irrogata nel 2017, sulla base di un'indagine sull'importazione di stupefacente della Germania datata 2012, proprio le attestazioni presentate in Comune di Olginate per aprire l'impresa poi bloccata dall'intervento della Prefettura.
All'uomo, quale legale rappresentante dell'Agenzia funebre Nuccio Vrenna, è contestato infatti l'articolo 76 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa. Come meglio emergerà nel corso dell'istruttoria, per la Procura, avrebbe attestato il falso proprio in riferimento alla sua fedina penale e dunque a quelli che sul foglio da lui sottoscritto erano indicati come i "requisiti morali" per l'avvio dell'attività.
L'udienza odierna è durata però soltanto una manciata di minuti. L'avvocato Matteo Basso, difensore del Balestrieri, ha chiesto infatti il differimento dell'udienza, stante l'impossibilità del suo assistito a presenziare alla seduta odierna, comprovata da un certificato medico secondo il quale il 41enne per un problema di salute non sarebbe in grado in questi giorni di affrontare il viaggio verso Lecco dalla Calabria, dove è sottoposto alla misura alternativa dell'affidamento in prova, per altra causa.
Il giudice dr. Paolo Salvatore, non ha potuto far altro che prendere atto del legittimo impedimento, fissando un'altra data, nonostante la presenza in Aula del Comandante della PL di Olginate Matteo Giglio e del suo (ex,essendo ora in servizio altrove) sottoposto Marco Maggio, convocati per quest'oggi per rendere testimonianza.
Si tornerà in Aula, per i medesimi incombenti, il prossimo 16 marzo.

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