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Scritto Mercoledì 20 ottobre 2021 alle 11:37

Il dio ''mercato'' e Draghi

In questi tormentati tempi occorrerebbe riuscire a tener particolarmente attiva la capacità di discernimento e di confronto soprattutto rispetto a quanto veicolato dai media, in particolare su tv e web.
Del resto si era detto in più circostanze e sedi autorevoli che peggio della pandemia ci sarebbe potuto essere il non farne tesoro ai fini di un mutamento dei nostri criteri di vita visto che, a vario titolo, avevano contribuito a produrla.
Quindi un'attenta analisi rispetto a quanto ci circonda sembrerebbe rappresentare un aspetto ineludibile per tutti coloro che, senza sicumera e nel disinteressato confronto con le idee degli altri, fanno del buon senso un fondamento del proprio pensare ed agire.
La mia, pur opinabile, valutazione è che questo sistema, o modello di sviluppo che dir si voglia, abbia ormai ampiamente dimostrato tutte le proprie disumane contraddizioni e che quindi occorra sostituirlo, col concorso di tutti, con un sistema che metta realmente al centro l' Uomo e non solo nei proclami.
Per farmi comprendere meglio ecco qui alcuni esempi. A voi valutarne fondatezza ed oggettività.
Si dice che il Mercato sia uno strumento al servizio dello sviluppo umano e che le sue leggi siano quanto meglio si possa partorire in economia.
E allora perché viene nei fatti anche legalmente giustificata la contraddizione tra il giusto dovere di ognuno di concorrere, in proporzione al proprio reddito, alle spese dello Stato e l'ipocrita esistenza dei Paradisi Fiscali ?
Perché si subordina l'autodeterminazione e la democrazia di interi Popoli alla capacità dei propri Stati di procurarsi su Mercati basati, nei fatti, sulla speculazione finanziaria i finanziamenti necessari ai propri bilanci ?
Perché in nome del dogma di una crescita illimitata, compulsiva e peraltro non ridistributiva si stanno di fatto condizionando, forse in modo definitivo, le sorti di un intero pianeta ?
Perché in nome di un maggior profitto di fatto è "legalizzato" predare interi territori e poi delocalizzare considerando alla stregua di "scarti di produzione" i lavoratori ?
Perché di fatto si premia la finanza speculativa ( far soldi coi soldi) con regimi fiscali ben più favorevoli di quelli a cui sono sottoposte le attività imprenditoriali ?
Perché si consente di costruire la cosiddetta competitività sulla precarizzazione e sull'impoverimento dei rapporti di lavoro ?
Mi fermo qui, ma ci sarebbe ben altro che lascio ad altri eventualmente completare. Come lascio ad altri cercar di smentire con altrettanto oggettive argomentazioni queste contraddizioni del sistema.
Perché poi tiro in ballo su questi argomenti il Presidente Draghi ?
Perché, a detta dei suoi molteplici estimatori, SuperMario avrebbe le competenze, il prestigio e il peso politico-economico per incidere su queste contraddizioni strutturali del sistema e quindi potrebbe ben dimostrare nei fatti quella sensibilità umanistica e sociale che sembrerebbe muoverlo perlomeno nelle intenzioni o quantomeno gli viene attribuita.
Come del resto mi piacerebbe assai che invece di misurarsi sulla lotta al "green pass" o simili "autoavvitamenti" a base solo dei propri diritti (e non anche i propri doveri verso la Collettività) si concretizzassero i giusti sforzi di alcuni che condivisibilmente credono in un mondo migliore di questo.
Del resto, per non essere tacciati di idealismo utopico, converrà anche qui ricordare che esistono tentativi serissimi di perseguire modelli alternativi (qui alcuni spunti):
Il manifesto "USCIRE DALL'ECONOMIA DEL PROFITTO - COSTRUIRE LA SOCIETA' DELLA CURA" già sottoscritto da una miriade di associazioni e realtà di base : https://www.attac-italia.org/mai-piu-come-prima-insieme-per-la-societa-della-cura-aderisci-al-manifesto/

Il sito "THE ECONOMY OF FRANCESCO" : https://francescoeconomy.org/it/

Dal canto mio (ma senza certezze assolute) credo che questo sistema sia strutturalmente irriformabile se non si interviene sui suoi "fondamentali". Affrontare con consapevolezza la "complessità" delle questioni non può essere però un alibi per mascherare la "semplicità" dei contenuti valoriali che le sottendono.

Germano Bosisio
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