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Scritto Giovedì 21 ottobre 2021 alle 09:06

Mandello, eventi e visite in RSA: due pesi e due misure, qualcuno ci dia spiegazioni

Riteniamo di dover spendere qualche parola su quanto é accaduto sabato 16 ottobre in Casa di Riposo a Mandello in occasione dell’inaugurazione del giardino donato da una generosa coppia di anziani Mandellesi.
Il bellissimo gesto dei due coniugi, ai quali vanno i nostri più sentiti ringraziamenti, ha dato motivo alla direzione di celebrare in pompa magna l’immagine della Casa di riposo riempiendola di invitati nonostante l’emergenza pandemica, quando ancora oggi i parenti devono elemosinare le visite durante le quali gli é preclusa l’entrata nel salone che invece ha accolto gli invitati al festino.
Il nutrito gruppo di personalità presenti tra cui sindaco e personaggi di spicco locali ha potuto accedere alla sala polivalente all’interno della struttura che di fatto è chiusa da 19 mesi ai parenti degli ospiti e in questa occasione anche agli ospiti. Sarebbe stato il caso, per rispetto ai parenti che hanno ancora visite all’interno centellinate, proseguire la cerimonia in altra sede dopo aver benedetto il giardino e comunque circoscriverla a pochi.
Ci chiediamo come mai la zelante direzione sanitaria così severa a concedere le visite ai parenti anche in caso di fine vita, sia stata tollerante nel permettere che all’interno si assembrassero tutte le persone che appaiono nella foto della sala Zelioli, alcune delle quali senza mascherine. Ora qualcuno ci deve spiegare perché vengano usati due pesi e due misure differenti nonostante gli ospiti paganti ed i loro congiunti siano di fatto coloro che riempiono le casse della struttura con le migliaia di euro delle rette e che permettono all’azienda Fondazione di continuare ad esistere. A questo punto ci aspettiamo nell’immediato di poter godere del salone insieme ai nostri congiunti sottoponendoci allo stesso triage messo in pratica per gli ospiti del fastoso evento.
Ricordiamo che la RSA é in ritardo di un mese riguardo alla messa in pratica di ciò che recita la legge 126 del 16 settembre nella quale si evince chiaramente che “nel rispetto delle predette misure e, in ogni  caso, a condizione che siano assicurate idonee misure di protezione individuale, le direzioni sanitarie garantiscono la possibilità di visita da parte di familiari muniti delle suddette certificazioni verdi COVID-19 con cadenza giornaliera, consentendo loro anche di prestare assistenza quotidiana nel caso in cui la persona ospitata sia non autosufficiente".
Con le attuali disposizioni della direzione gli orari dei colloqui non danno spazio a tutti i parenti e di fatto le visite NON POSSONO ESSERE GARANTITE TUTTI I GIORNI; soprattutto la preclusione ai reparti di degenza non da modo di prestare assistenza a chi non é autosufficiente.
Dopo l’evento del 16 di ottobre la direzione sanitaria non ha più scuse per appellarsi al fatto che i metodi severi sono per il benessere degli ospiti perché sabato ha concesso l’ingresso a moltissime persone quando lo nega ai parenti.
La notizia pare comunque non essere stata accolta di buon grado e sono stati tantissimi i commenti negativi raccolti nel blog in cui é apparsa. In particolare vogliamo citarne uno in cui traspare molta amarezza: “Rimango addolorata nel leggere come la seconda ondata sia liquidata con "qualche difficoltà". Per alcune famiglie è stato un vero dramma. Io ho perso mia mamma, contagiata in rsa nonostante il divieto di visite, senza la consolazione di poterle stare accanto negli ultimi. Per guardare al futuro è necessario partire dal passato e riconoscere anche la sofferenza e il dolore che porta con sè. Fare memoria".
Come comitato parenti di persone ancora in vita non possiamo che ritenere estremamente fastidioso e fuori luogo il commento del Presidente che ha appunto liquidato brevemente la seconda ondata come "qualche difficoltà". Quando il COVID é entrato in struttura ha fatto vivere l’inferno agli ospiti ed ai congiunti che aspettavano notizie sempre molto stringate e poco chiare, ma su questa parte della storia non ci si è soffermati molto. Il presidente infatti ha preferito dedicare spazio e spendere parole incensanti sull’eccellenza della RSA in cui ad oggi, la continua emorragia del personale ci fa pensare che l’ambiente e la situazione sia tutt’altro che rosea ed eccellente. Sarebbe il caso davvero di fare memoria come suggerisce il commento; noi aggiungiamo che sarebbe meglio guardare più alla sostanza che alla forma ma pare che i vertici della fondazione siano più propensi per la seconda opzione dove l’immagine ed il prestigio sono prioritari perfino agli ospiti in particolare quelli più fragili e bisognosi di cure ed attenzioni.
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