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Scritto Venerdì 19 novembre 2021 alle 09:20

Ritorno a Itaca nel presidio Asst di Lecco, presidio di Oggiono

Germano Bosisio
Se qualche tempo fa, in un mio scritto, descrivevo come un'Odissea il "viaggio" all'interno del dell'ASST di Lecco sede di Oggiono oggi, con vera soddisfazione, registro un suo sostanziale positivo cambiamento che mi fa dire un "ben tornati ad Itaca" !
L'idea che gli ambienti preposti all'esercizio dell'assistenza sanitaria in Italia non sempre siano, usando un eufemismo, luoghi di efficienza ed umanità recettiva non è certo patrimonio di pochi, anche se a volte viziato purtroppo da un pregiudizio. Quasi uno di quei classici luoghi comuni che connotano l'eterna italica lamentazione.
Ma tornando alla sede di Oggiono, l'altro giorno ho avuto la netta dimostrazione che il "pubblico", se ben gestito, può essere foriero di un servizio ottimale ! Cosa della quale sono da tempo convinto.
Ho notato subito quello che definisco un orientamento "a misura d'uomo" che canalizzava con tempestività le persone soprattutto più "fragili" ed in "difficoltà" con totem digitali, monitor e quant'altro (anziani e con problemi linguistici), assicurando così un flusso regolare e continuativo alle varie operazioni di front-office e relative destinazioni.
Ma soprattutto come non registrare un atteggiamento non solo d'approccio di quello che potrei definire un "facilitatore" che con prontezza e simpatia, in sincronismo con un'altra signora all'esterno, di fatto accoglieva, supportava, indirizzava i molti utenti evitando ingorghi, lamentazioni, proteste ecc. ecc. che non poche volte caratterizzano le halls dei nostri presidi sanitari.
Ovviamente mi sono avvicinato e, tra una spiegazione e un indirizzamento agli utenti da parte del simpatico ed efficiente "facilitatore", scopro che lui è, non so se questa è la terminologia appropriata, il "responsabile"/capo reparto del Front Office stesso.
Congratulandomi con lui capisco anche che questa scelta qualificante che ho sotto gli occhi è il risultato di una sua iniziativa derivante da una visione che definirei "d'efficienza umanistica" da lui perorata presso i responsabili superiori e da loro avallata.
"Un'intuizione", la sua, forse in qualche modo anche frutto di quell'azione di spinta "miglioratrice" a cui in diversi avevamo contribuito come cittadini/utenti (e sottolineo soprattutto quel "cittadini") qualche tempo fa e che aveva già registrato alcuni miglioramenti arredativi (vedi sempre i link sotto evidenziati). Un' "intuizione" che trovava un evidente riscontro nei volti sereni sia degli utenti che degli operatori/trici del Front Office, ma non solo.
Senza dilungarmi troppo e senza alcuna ottimistica retorica quello che vorrei sottolineare di tutto ciò sono questi 3 salienti aspetti concomitanti :
L'azione costruttivamente "sollecitante" dei cittadini/utenti, il recepimento attento dei preposti e la fantasia organizzatrice degli operativi rende possibile quello che sembrava ormai incancrenito.
Ma soprattutto non posso non confermarmi in un'opinione che spero di condividere con molti : la differenza la fanno certamente i modelli organizzativi o le strutture ma il vero elemento forgiante sono le "Persone" è il loro convergente protagonismo.
E ciò risulta valido specie per quanto riguarda il settore "pubblico" di servizio alla Persona quale quello sanitario e socio-sanitario, pur a volte ingiustamente se non anche strumentalmente bistrattato.
Assolutamente necessaria quindi una rivalorizzazione del settore pubblico, specie in Lombardia, troppo spesso indubbiamente depotenziato a favore di quello privato o privatistico ( ben vengano e anzi sono assai auspicabili quindi azioni programmatiche "riequilibratrici" ) ma il vero discrimine è e rimane il controllo e la partecipazione attiva della Cittadinanza.
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Germano Bosisio
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