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Scritto Venerdì 17 dicembre 2021 alle 18:31

Margno: 2°album per Simone, 17 anni, nel ricordo dei nonni. Ora il sogno di un 'live'

Secondo album per il giovane Simone Falcetti di Margno. 17enne ancora per pochi mesi, ci ha raccontato come è nata la sua passione per la musica, le sue speranze e i progetti per il futuro. "Studio da quando ho 13 anni, prima la chitarra all'Accademia musicale Valsassina a Barzio, poi canto e piano. In questo periodo la musica è pressoché tutto quello che faccio, anche se direi che la mia passione è l'arte: infatti oltre a suonare scrivo, compongo e sono interessato a molti ambiti" ci ha confidato.


A quali idoli ti ispiri e quale genere?
"Sto crescendo molto e cambio riferimenti in continuazione. Sono spesso ispirato dal rock e dal cantautorato del passato, circa degli anni '70/80, sia italiano che inglese (per esempio i Fleetwood Mac e Stevie Nicks), mentre tra i moderni prendo spunto soprattutto da quelli che non hanno vergogna di fare quello che vogliono senza risultare troppo commerciali, come Lana Del Rey. In particolare per questa canzone ho trovato grande ispirazione in Simon and Garfunkel".

Hai mai cantato ad un live?
"Purtroppo ho avuto poche occasioni quando ho iniziato, e appena mi è sorto il desiderio è arrivato il Covid, che ha reso le cose difficili. Mi piace condividere la mia arte e spero di poter presto iniziare a suonare davanti a un pubblico. Se arriveranno delle occasioni io non dirò di no".


Persimmon tree è il titolo del tuo ultimo lavoro: per la tua famiglia ha un grande significato, ci puoi dire quale?
"Il titolo fa riferimento all'albero di cachi che i miei nonni avevano in giardino. Purtroppo ora loro non ci sono più e ho deciso di rilasciare la canzone nell'anniversario della morte di mia nonna (inoltre la scritta in copertina è stata realizzata prendendo spunto dalla sua scrittura). Nonostante questo il brano non parla di loro, quanto più del crescere e del confrontarsi con chi si era da piccoli".

Il tuo pseudonimo è "Amo", per quale motivo l'hai scelto?
"Era il nome di un personaggio di un romanzo che aveva scritto una mia amica e che avevo letto nel periodo in cui è nata la mia identità artistica. L'ho sentito subito mio perché è una parola orecchiabile, breve e geniale, perciò l'ho rubato. Ha riscosso successo perché sta sulla bocca di tutti e questo mi rende felice".

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Per quanto riguarda i testi, li scrivi tu?
"Ho imparato a fare tutto da me. Tendo a scrivere, comporre, arrangiare e produrre le mie canzoni, anche se ho ancora molto da imparare".

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
"Decisamente molti, che non si limitano solo alla musica. Sto lavorando con il gruppo teatro a scuola (Liceo Manzoni a Lecco) ad un progetto molto interessante. In ogni caso sono all'inizio e non ho intenzione di fermarmi".


Quanti brani hai inciso?
"Molti di più di quelli che ho pubblicato. Sono tantissimi e penso di volerne fare uscire ancora".

Un ragazzo che ha le idee chiare Simone, con tanti progetti che sicuramente realizzerà: la sua carriera è solo all'inizio...
M.A.
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