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Scritto Giovedì 06 gennaio 2022 alle 08:53

Elezioni 2023: il grande ''Risiko''

Tutti gli occhi in Italia sono puntati sulle elezioni del 2023.

Anche se non sembra, anche se sembra che il problema da risolvere sia solo quello di trovare un nuovo Presidente della Repubblica.

Invece quelli che contano hanno ancora in mente le elezioni del 2018 quando - dopo mesi in cui tutti i sondaggi prevedevano PD e M5S alla pari - ci ritrovammo col M5S diventato partito di Maggioranza Relativa e il PD staccato di 10 punti.

E se nel 2023 succedesse una cosa analoga , cosa facciamo?

Anche oggi i sondaggi mi sembrano poco credibili : da mesi ci sono 3 partiti (Lega, PD e Fratelli di Italia) che oscillano di pochissimo intorno al 20 % con un quarto ( M5S) che li insegue ma sempre a debita distanza.

E se i sondaggi "sbagliassero di grosso" come "sbagliarono di grosso" 5 anni fa' ?

Urge dunque prepararsi a "gestire" ancora una volta un parlamento poco "controllabile".

E l'inquilino del Quirinale potrebbe essere decisivo proprio come fu decisivo Mattarella nel 2018.

Ma allora perché non ci lasciamo Mattarella ?

E' già li .

Non deve neanche traslocare e poi è stato molto bravo a gestire prima il Conti1, poi il Conti2 e infine Mario Draghi come preferiva l' Europa .

Per Mattarella non c'è bisogno di sondaggi !! Bastano i 12 minuti di applausi alla Scala di Milano.

E poi la soluzione Mattarella ha anche un Piano B che per molti versi risulta anche più interessante : "Mario Draghi" .

Mario Draghi potrebbe infatti - collocando un proprio uomo di fiducia a Palazzo Chigi - unificare la guida del Quirinale con quella di Palazzo Chigi e portare così di fatto anche in Italia una forma di "presidenzialismo alla francese".

Pensate che bel colpo !

Mentre in Francia per fare il "presidenzialismo " ci volle una guerra ( la guerra d'Algeria) e un quasi colpo di Stato

( quello del Generale De Gaulle ) , in Italia basterebbe l' autorevolezza di Mario Draghi e un' interpretazione un po' più elastica della nostra Costituzione !!

Ma quello di Draghi non è il solo Piano B perché sul tappeto c'è anche un secondo Piano B quello di Silvio Berlusconi.

Silvio Berlusconi - rompendo la tradizionale segretezza e riservatezza di tutto quanto riguarda l'elezione del Presidente della Repubblica - si è pubblicamente proposto come candidato a Presidente della Repubblica.

Quella di Berlusconi non è una provocazione - come molti vogliono far credere - ma piuttosto un forte richiamo a rendere chiaro concreto e trasparente il processo che porta all'individuazione del nuovo Presidente della Repubblica.

Basta manovre sottobanco, basta riunioni segrete , basta franchi tiratori , agguati e imboscate !!!

Si sappia fin dall'inizio chi sono coloro che si candidano a fare il Presidente e si sappia anche quali obiettivi si pongono in modo che le scelte dei parlamentari si facciano sotto gli occhi del paese intero in modo trasparente e comprensibile.

Perché - sembra dire Berlusconi - mai come questa volta le scelte che il paese dovrà fare saranno difficili e forse anche dolorose.

Antonio Conrater
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