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Scritto Giovedì 13 gennaio 2022 alle 16:53

Lecco: due rapine ai danni della stessa persona (invalida), chiesti 3 anni e mezzo per un 22enne

Avrebbe spillato in due occasioni soldi ad un ragazzo, classe 1985, sotto minaccia, approfittando dei suoi limiti e delle sue insicurezza. All'esito dell'istruttoria dibattimentale – ridotta alla mera audizione della persona offesa su richiesta del Tribunale, stante l'assenso espresso dal difensore all'acquisizione di tutti gli atti d'indagine - il pubblico ministero d'udienza,  il dr. Paolo Pietro Mazza, provvisoriamente applicato a Lecco da altra Procura, ha chiesto per un cittadino egiziano, classe 2000, tre anni e sei mesi di reclusione, oltre a una multa da mille euro.
Due gli episodi di rapina contestati al 22enne, mai comparso in Aula e al momento irreperibile.
Il 24 dicembre 2019 avrebbe avvicinato il 37enne all'interno del fast food del centro commerciale La Meridiana, costringendolo poi a seguirlo oltre la porta d'emergenza dove gli avrebbe sottratto cinque banconote da 10 euro, tentando altresì di portargli via anche il bancomat senza riuscirci. Prima di riaprire la porta, avrebbe intimato alla vittima di sorridere e fingere che nulla fosse successo. “Altrimenti ti uccido di botte”.
Un qualcosa di analogo si sarebbe verificato poi il primo gennaio 2020 in treno. Alla stazione di Costa Masnaga, l'imputato avrebbe raggiunto il denunciante, afferrandolo per un braccio e trascinandolo in fondo alla carrozza dove, sventolandogli davanti agli occhi un “bigliettone” insanguinato, gli avrebbe intimato di consegnargli del contante. “Se non mi dai i soldi fai la fine di questa banconota”.  7.50 euro, il valore di quanto poi arraffato.
Nella propria veloce requisitoria, il PM non ha negato le contraddizioni in cui, nel suo racconto, è caduta più volte la persona offesa – costituitasi parte civile per il tramite dell'avvocato Peter Sironi – fornendo quest'oggi in Aula una versione dell'accaduto con sfumature diverse rispetto a quella resa alla Polfer in fase di denuncia. Gli è stata comunque riconosciuta – alla luce anche delle sue difficoltà espressive e dell'attestazione di invalidità prodotta dal suo legale – coerenza. Tanto da arrivare a chiedere una pesante condanna per l'egiziano, rappresentato in Aula dall'avvocato Ivana Montani. Il 10 marzo la parola passerà alle altre parti, prima della sentenza del collegio (presidente Martina Beggio, a latere Giulia Barazzetta e Gianluca Piantadosi).
A.M.
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