Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 146.465.151
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Sabato 15 gennaio 2022 alle 09:17

Colico: olio e rumori portano a processo un imprenditore

Inquinamento acustico e gestione non autorizzata di rifiuti sono i due capi d'imputazione formulati dalla Procura della Repubblica di Lecco nei confronti di G.A., classe 1977, in qualità di Consigliere e Procuratore di un'attività con sede a Colico.
L'azienda metalmeccanicasarebbe è stata infatti oggetto di verifiche da parte dell'ARPA, dopo che alcuni dei residenti nelle vicinanze hanno presentato un esposto in Comune nel 2018 lamentando disturbo collegato ai rumori provenienti dall'impresa.
Venerdì, davanti al giudice Gianluca Piantadosi, sono state sentite in qualità di testimoni due dei tecnici ARPA che hanno effettuato i controlli del caso nello stabilimento di Colico: 500 litri di olio, scarto della produzione e quindi considerati “materiale pericoloso”, sono stati trovati all'esterno del fabbricato, contenuti in due fusti da 200 litri ciascuno oltre ad altre piccole cisterne. Secondo quanto riferito in aula dalle esperte, l'area presso cui venivano depositati i liquidi non sarebbe stata idonea: la mancanza di sistemi di contenimento intorno alle cisterne, peraltro non protette in caso di eventi atmosferici, avrebbe portato alla possibilità di qualche riversamento nel vicino torrente Perlino.
Ancora, i rilievi fonometrici effettuati in una delle abitazioni più vicine alla fabbrica avrebbero riportato valori ben oltre a quelli consentiti: se di giorno le emissioni acustiche non possono superare i 5 decibel, a marzo 2018 i tecnici per la prevenzione ambientale ne hanno registrati 11, così come hanno visto quasi triplicarsi i livelli di rumore notturno rispetto al consentito. A seguito dell'avvenuta bonifica da parte dell'azienda, una seconda valutazione sarebbe stata richiesta ed eseguita dall'ARPA a luglio 2020: “nell'abitazione abbiamo riscontrato di nuovo un superamento dei limiti” ha spiegato una delle testimoni.
Nella prossima udienza, fissata per il 27 maggio, verrà escusso il consulente nominato dal difensore, l'avvocato Stefano Pelizzari del foro di Lecco.
F.F.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco