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Scritto Domenica 06 marzo 2022 alle 18:17

A 18 anni scappa da sola dall'Ucraina e attraversa mezza Europa per tornare a Casargo

Un lungo viaggio, quello che ha dovuto affrontare Lesya per arrivare fino a Casargo. Fuggita in auto da Kiev e dai bombardamenti, di notte, ha percorso 100 chilometri verso sud, per poi spostarsi, insieme ad alcuni conoscenti, fino al confine con la Polonia: salutato il papà, ha proseguito da sola fino a Cracovia dove è stata ospitata da connazionali ucraini. Quest'oggi, domenica, l'approdo nel lecchese.


Lesya a 10 anni sul Grignone

"Lesya aveva 7 anni quando è arrivata da noi per un soggiorno terapeutico - ci ha raccontato Monica Fazzini, figlia della coppia originaria di Premana che ha scelto di accoglierla nuovamente - Attraverso Les Cultures è stata da noi fino ai 14, mentre in seguito ci ha raggiunto tramite l'associazione "Cassago chiama Chernobyl", finché a causa del Covid non è più stato possibile ospitarla".
Nel novembre scorso Lesya ha compiuto 18 anni. A Casargo c'era l'idea di farla tornare in questo 2022, ancora prima che scoppiasse il conflitto bellico, tanto che fino a 10 giorni fa la sua famiglia ospitante si era interessata per un volo dalla capitale.


La 18enne ucraina in una foto più recente

"Allo scoppio della guerra si trovava a Kiev, dove frequentava l'università studiando per diventare hostess, poi è fuggita con il padre: ci siamo sentite al telefono e le abbiamo dato la nostra disponibilità ad accoglierla" ha proseguito Monica, dopo giorni di paura e di ansia per la sorte di questa ragazza appena maggiorenne che si è trovata a dover fuggire dalla sua città e a intraprendere un viaggio a bordo di un'auto di semi sconosciuti per poter arrivare in Italia, lasciando il padre e la madre nella sua terra d'origine. "Una volta giunta a Cracovia ha trovato ospitalità da connazionali residenti in città, e noi siamo riusciti a prenotare un biglietto del bus che oggi l'ha portata fino a Milano, dove ad attenderla c'erano i miei genitori".
Ora Lesya si trova a Casargo, al sicuro: i Fazzini hanno già contattato il Municipio e nei prossimi giorni si recheranno in Questura per i documenti. "Voglio ringraziare tutte le persone che hanno letto il mio appello per un aiuto nelrifare il guardaroba di Lesya, mi hanno letteralmente inondato di tutto quello che serviva. Anche alcuni negozi hanno contribuito. Un grande grazie a tutti" ha concluso Monica.
M.A.
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