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Scritto Martedì 10 maggio 2022 alle 13:15

In provincia ospitati 1.102 profughi ucraini, i numeri più consistenti a Lecco e in Brianza

Sono 1.102 i profughi ucraini che si contano attualmente nel lecchese, ospitati in 72 comuni, dove hanno trovato accoglienza presso familiari o in strutture messe a disposizione da enti, associazioni o privati.

Solo nel capoluogo se ne contano 166. Sono invece 63 a Merate; la seconda città della nostra provincia per numero di abitanti si conferma nella stessa posizione anche in questa speciale classifica.
A seguire Olgiate Molgora con 56, Mandello del Lario con 41 e Colico con 40. Comuni come Pescate, Cremella, Crandola Valsassina e Casargo contano (ognuno) un profugo ucraino soltanto. Due invece nei casi di Primaluna, Esino Lario e Carenno. La media è di 15 profughi per comune.
La Brianza e in particolare il circondario meratese non si stanno affatto risparmiando in termini di ospitalità. Scorrendo la tabella infatti, si evince che a Casatenovo ci sono 19 ucraini, a Oggiono due in meno (17) mentre 15 è il numero dei profughi che hanno trovato casa a Valmadrera. Numeri più alti a Paderno (31), Monticello, Nibionno e Montevecchia (con 26 unità per ciascuno), Cernusco (22) e Premana (24).

Nel frattempo la Prefettura ha messo a disposizione online la piattaforma del Dipartimento della Protezione Civile che permette alle persone in fuga dalla guerra in Ucraina di richiedere il contributo di sostentamento per sé, per i propri figli, per i minori di cui si ha tutela legale.
Il contributo - spiegano dagli uffici lecchesi di Corso Promessi Sposi - ha l'obiettivo di offrire un primo sostegno economico in Italia, è destinato a chi ha presentato domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea e ha trovato una sistemazione autonoma anche presso parenti, amici o famiglie ospitanti.
Per richiedere il contributo sul sito (clicca QUI) è necessario avere il codice fiscale (indicato nella ricevuta della domanda di permesso di soggiorno per protezione temporanea), un numero di cellulare e una email. Per conoscere nel dettaglio requisiti e modalità di richiesta del contributo è disponibile un vademecum in italiano, inglese e ucraino.

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