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Scritto Martedì 17 maggio 2022 alle 14:22

Olginate: che meraviglia la rotonda 'wildflower', nel rispetto del ciclo delle stagioni

Un angolo di primavera nel cuore dell'area industriale di Olginate. Ruba sicuramente l'occhio, regalando un po' di buonumore ai numerosi automobilisti che vi transitano ogni giorno, la rotonda posta all'incrocio tra via IV Novembre e via Lavello, alle spalle del concessionario affacciato su via Milano.

Un vero e proprio prato fiorito, con tantissimi "puntini" gialli, rossi e viola a fare capolino tra i fili di erba verde che costellano il manufatto stradale. Tanta bellezza è merito della A.A.G. Stucchi, nota azienda con sede a poca distanza, che circa un anno fa ha deciso di farsi carico della cura del rondò insieme all'agronoma Daria Bosio, nell'ottica di un'iniziativa il più possibile sostenibile che non richiedesse l'aggiunta di elementi esterni (nemmeno di un impianto di irrigazione, dato che queste essenze non hanno bisogno di acqua): semplicemente un prato fiorito, "wildflower".

"Si tratta di un progetto che segue il ciclo delle stagioni e prevede una fase di preparazione, con la semina di una miscela di fiori selvatici che con il tempo crescono, sbocciano, appassiscono e si rinnovano spontaneamente con una manutenzione minima" ci hanno spiegato dall'azienda. "Questi prati insegnano ad avere rispetto dei cicli naturali, potendo osservare i periodi di quiescenza e quelli di rinascita con l'esplosione delle fioriture. Per la realizzazione del progetto si sono utilizzati miscugli speciali provenienti dalla Francia, che comprendono un elevato numero di specie tipiche del centro-sud Europa, con una fioritura precoce e di buon impatto visivo, ovviamente con un'altezza moderata per non intralciare la visuale in fase di transito delle vetture".

Diversi i significati racchiusi nell'iniziativa, che mostra come ci si può prendere cura di uno spazio potenziando il valore paesaggistico delle strade, privilegiando un verde a bassa manutenzione, coniugandone gli aspetti estetico-paesaggistici, la conservazione della biodiversità e la valenza didattico-sociale". "Inoltre - hanno precisato ancora dalla A.A.G. Stucchi - seminando una miscela di fiori selvatici si ha il vantaggio che a diffondersi saranno proprio le specie più adatte al suolo e al luogo. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: un tocco di colore che rallegra senza essere invadente e che - perché no - dà un tocco di buonumore a chi passa e a chi entra in azienda".
B.P.
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