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Scritto Giovedì 19 maggio 2022 alle 10:14

'La salute della donna tra reale e virtuale': a Lecco un importante congresso regionale

Si è svolto ieri, mercoledì 18 maggio, a Lecco l’importante Congresso regionale congiunto AOGOI Lombardia dal titolo “La salute della donna tra reale e virtuale”.
“Il Congresso è stato un momento privilegiato di incontro in cui i professionisti presenti hanno avuto modo di confrontarsi relativamente alle esperienze acquisite e su tematiche all’avanguardia in campo clinico" spiega Antonio Pellegrino, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale “Alessandro Manzoni” di Lecco. "Si è parlato diffusamente di telemedicina che riesce a garantire un’assistenza sanitaria sempre più capillare e tempestiva e della funzione che essa ricopre in ambito ostetrico-ginecologico. La sua percezione è cambiata con l’impatto pandemico; se il 33% dei medici di medicina generale credeva nell’utilità di questi strumenti, la percentuale è ora salita al 95%a. Il 70% degli specialisti percepisce l’urgenza del cambiamento. Abbiamo poi voluto dedicare una sessione alla contraccezione e al delicato periodo della menopausa. La salute e il benessere delle donne produce un impatto importante su tutto il nucleo familiare. Prova ne è che il PNRR riguarda, in modo particolare, questi aspetti oltre a quelli relativi alla sostenibilità e alla cronicità”.


Il dott. Antonio Pellegrino

“I contenuti del Congresso sono maturati dalla riflessione che la recente pandemia ha certamente messo a dura prova il nostro Sistema Sanitario, ma ha rappresentato anche un forte stimolo per l’adozione di nuovi modelli assistenziali, in particolare di quelli che consentono l’accesso ai servizi tramite la telemedicina" precisa Silvia Von Wunster, Direttore dell'Unità Operativa Ginecologia dell'Ospedale “Pesenti Fenaroli” di Alzano Lombardo e segretario regionale di AOGOI Lombardia. "Il ricorso alla telemedicina è risultato associato a un miglioramento degli esiti perinatali, dell'assistenza nelle gravidanze ad alto rischio e dei servizi per l’aborto e per la contraccezione, nonchè all’accesso precoce alle cure mediche. Nel corso del Congresso si è prestata particolare attenzione alle possibili applicazioni di questo nuovo strumento assistenziale, analizzando anche gli aspetti correlati alla comunicazione e alle possibili implicazioni di tipo medico-legale. L’importante aumento della pratica della induzione del travaglio di parto nella nostra Regione ha fatto poi emergere la necessità di una riflessione sulle indicazioni a questa procedura, oltre che un aggiornamento sulle nuove tecniche a diposizione degli operatori. L’assistenza alla donna in perimenopausa è stata oggetto della parte conclusiva della giornata, con particolare attenzione al delicato passaggio dalla vita fertile alla menopausa e alla possibile gestione dei problemi correlati alla carenza ormonale, anche nelle pazienti oncologiche”.


La dott.ssa Tiziana Dell'Anna

“La pandemia da Covid-19 ci ha obbligato a modificare la modalità di interazione con le nostre pazienti" spiega Tiziana Dell’Anna, responsabile dell'Unità Operativa Semplice di Ginecologia e Oncologica dell'Ospedale “Alessandro Manzoni” di Lecco. "È arrivata in supporto, da aprile 2021, la possibilità di utilizzare, con una regolamentazione regionale, le piattaforme della telemedicina, e quella di erogare prestazioni attraverso la televisita. Non senza difficoltà, abbiamo iniziato ad applicare questi servizi per le donne in gravidanza con diabete o ipertensione, per fare degli esempi. Attualmente li abbiamo estesi alle consulenze per la menopausa, per le disfunzioni del ciclo mestruale delle più giovani, per le consulenze sessuologiche delle pazienti oncologiche e per la riabilitazione del pavimento pelvico dopo il parto. Inoltre, abbiamo introdotto il teleconsulto per quelle donne, soprattutto in cura oncologica, che vivono in un’altra regione e chiedono una “seconda opinione” da parte di figure mediche esperte di casi complessi”.

“Abbiamo affrontato, durante i lavori di questo Congresso, il tema riguardante la somministrazione della terapia ormonale sostitutiva anche nelle pazienti oncologiche" conclude Silvia Corso, ginecologa dell'Ospedale “Alessandro Manzoni” di Lecco. "Studi recenti dimostrano che la terapia ormonale sostitutiva non aumenta il rischio di neoplasie, o non ne peggiora la prognosi, ma addirittura è "protettiva" rispetto al rischio di morte per altre cause. Si stima infatti che il 40% delle pazienti con diagnosi di neoplasia ginecologia sia in età perimenopausale, mentre il 15% di quelle con tumore all’endometrio e il 40% delle donne con tumore della cervice uterina hanno indicativamente un’età inferiore ai 40 anni. In questa fascia occorre porre molta attenzione alla mancanza improvvisa degli ormoni endogeni ed è necessario valutare attentamente la possibilità di prescrivere senza timore una terapia che protegga queste donne dagli eventi cardiovascolari, neurologici ed ossei. Laddove il tipo di neoplasia non lo consenta (primo fra tutti il tumore della mammella), dobbiamo proporre loro trattamenti locali, non ormonali, che possono migliorare la qualità di vita sessuale e genitourinaria. A tal proposito abbiamo a disposizione la terapia laser e quella a radiofrequenza”.
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