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Scritto Martedì 24 maggio 2022 alle 15:09

Oliveto: accusato di truffa per una vendita online. Ma è la vittima. Il giudice lo assolve

La sua identità rubata e il suo nome utilizzato per aprire un conto corrente presso una banca online e avviare così una serie di truffe tramite un noto sito di vendite.
Imputato e vittima al tempo stesso questa mattina davanti al giudice Giulia Barazzetta L.R., 50 anni agente di commercio, persona molto nota e stimata a Oliveto dove ha anche rivestito il ruolo di amministratore.
L’uomo, infatti, si è trovato a doversi difendere per ben tre volte dall’accusa di truffa per la vendita di un ecoscandaglio che gli acquirenti hanno pagato versando i soldi su un conto a lui intestato ma non ricevendo mai la merce.
Quando l’imputato nel 2020 ha iniziato a ricevere le informative delle denunce a suo carico, ha compreso di essere finito in un girone infernale e si è recato così in caserma carabinieri per fare denuncia di sostituzione di persona con “furto” dell’identità.
Cercando di capire come ciò potesse essere accaduto, si è ricordato dell’avvio di una vendita di una consolle musicale a un soggetto di Napoli che, per ottenere una garanzia sulla sua affidabilità, gli aveva chiesto di poter avere copia dei suoi documenti. Ed era poi sparito. Una “leggerezza” fatta in buona fede che a L.R è costata cara.
Con questi documenti, viene infatti aperto un conto corrente su cui transitano i pagamenti delle corrispettive vendite mentre per i contatti telefonici con i clienti del sito viene deputato un cittadino del Bangladesh residente a Napoli.
Gli interessati all’ecoscandaglio visionano l’articolo, contattano quello che loro ritengono essere il venditore e poi procedono con il bonifico sul conto indicato. E chiaramente non ricevuto nulla.
Le attività poste in essere dalla difesa di L.R. hanno permesso di appurare che per la verifica dell’intestatario del conto corrente la banca non aveva messo in atto alcun espediente e, dunque, erano stati sufficienti con buona probabilità i documenti “trafugati” all’imputato per mettere in atto parte della truffa.
Già assolto dal giudice Salvatore Catalano per un altro caso, quest’oggi per lui il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a sei mesi mentre il giudice Barazzetta ha sentenziato l’assoluzione per non avere commesso il reato.
S.V.
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