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Scritto Giovedì 30 giugno 2022 alle 09:22

UP–Un Percorso/55: la Via della Ganda per salire in Grignone dal Cainallo

In questa nuova puntata di UP – Un Percorso torniamo in Grigna. Dopo aver visto il sentiero per il Grignone da Balisio (via invernale e via estiva), sul versante valsassinese della montagna, oggi parliamo della Via della Ganda, che sale dall’Alpe Cainallo, a Esino Lario. La Grigna Settentrionale, meglio conosciuta come Grignone, insieme alla vicina Grignetta è una delle montagne lecchesi più belle, più conosciute e più frequentate del territorio. Allo stesso modo, il Rifugio Brioschi che sorge adiacente alla cima (2.410m slm) è uno dei più antichi e dei più rinomati non solo del lecchese, non solo della Lombardia, ma di tutta Italia.



Questo sentiero, dicevamo, è conosciuto anche con il nome di Via della Ganda ed è contraddistinto dal segnavia numero 25. La prima parte di escursione, fino al Rifugio Bogani (tappa intermedia) è di difficoltà modesta: si svolge quasi tutto nel bosco e con un dislivello minimo. Più impegnativa quella seguente, in un ambiente roccioso, che rende necessario l’ausilio di catene e corde di sicurezza, ragion per cui la Via della Ganda è contrassegnata come EE (escursionisti esperti). Non si tratta comunque di un sentiero attrezzato e non è necessario equipaggiamento tecnico: le catene sono solo di supporto e servono a rendere più sicura la progressione in alcuni punti. Nonostante ciò, la salita dal Cainallo è la più breve per durata e con meno dislivello.

Partenza: Vo’ di Moncodeno (1.430m slm)
Tappa intermedia: Rifugio Bogani (1.816m slm)
Arrivo: Grigna Settentrionale (2.410m slm)
Lunghezza: 5,7km
Dislivello: 1000m
Durata: 2 ore 30 minuti
Difficoltà: EE
Adatto ai bambini: 8+
Escursione effettuata il 26 giugno 2022



La partenza è al Vo’ di Moncodeno, località dove è posto il parcheggio e che si raggiunge superando l’Alpe Cainallo, a Esino Lario. Qui, dove c’è l’Albergo Cainallo, è posta la colonnina per pagare il ticket per il posteggio (4 euro per l’intera giornata). In alto alla salita, sulla destra, partono i percorsi e qui troviamo le indicazioni per il sentiero 25 – Rifugio Bogani e Rifugio Brioschi.
Il primo tratto è in comune a quello per la Porta di Prada e per il Rifugio Bietti-Buzzi. Dopo una decina di minuti di cammino in salita, ma con pendenze blande, si arriva a un bel punto panoramico dove si può godere di una fantastica vista sul versante nord del Grignone. Qui il sentiero piega a destra e prosegue con un andamento pianeggiante, al netto dei normali sali-scendi. Dopo circa 25 minuti dalla partenza, si giunge in un punto un po’ esposto: il tracciato, comunque largo, taglia un ripido canale. Il fondo è stato cementato e, a monte, sono state collocate delle catene per agevolare chi dovesse avere problemi di vertigini.
Superato questo tratto, il sentiero torna nel bosco. Intanto, alla nostra sinistra, possiamo scorgere in fondo alla Valle dei Mulini, che si apre ai nostri piedi, il paese di Cortenova, in Valsassina. Arriviamo quindi a un bivio (30 minuti dalla partenza). Dobbiamo svoltare a sinistra, seguendo le indicazioni per il Rifugio Bogani (sentiero n. 25). A destra, invece, si va invece verso il Bietti-Buzzi (sentiero n. 24).



Il nostro percorso prosegue nel bosco. Superato un cancelletto in legno che avvisa della presenza di animali al pascolo, dopo una decina di minuti incrociamo il sentiero 39 che sale dalla Valle dei Mulini. Giriamo a destra per restare sul tracciato per il Grignone e le pendenze iniziano ad aumentare, mentre gli alberi si fanno più radi. Dopo 45 minuti dalla partenza arriviamo all’Alpe Moncodeno (1670m slm) dove ci sono alcune baite private.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

Proseguendo tra pascoli e larici, in circa 20 minuti arriviamo infine al Rifugio Bogani (circa 1 ora e 15 minuti dalla partenza).
Alle spalle troviamo una palina con le indicazioni per diversi sentieri. Ovviamente, bisogna continuare a seguire il numero 25 per il Rifugio Brioschi, che da qui viene indicato come Via della Ganda. Il sentiero ora è in salita costante, anche se non particolarmente dura e, man mano che si sale, gli alberi si diradano e ci si ritrova a camminare tra i prati. Entriamo nella Conca del Moncodeno e in lontananza, sopra le pareti rocciose, intravediamo la vetta della Grigna Settentrionale.



Proseguendo con il cammino (non si trovano deviazioni) sulla Via della Ganda, l’erba lascia gradualmente il posto alla roccia, di natura calcarea, nel cuore del versante nord del Grignone. È interessante notare le doline carsiche, molto evidenti in questa zona (e a cui bisogna prestare attenzione: numerose sono le grotte e i “buchi” fuori dal tracciato). Il sentiero pian piano si avvicina, sul lato destro della conca, alla Cresta di Piancaformia e ne percorre la base.



Qui inizia ora un tratto di sentiero che si svolge sulla roccia nuda e, per rendere più sicura la progressione, sono state collocate alcune corde fisse, a cui si arriva dopo circa 50 minuti dal Rifugio Bogani. Superato il tratto attrezzato, si sale per un ultimo pezzo, abbastanza ripido, su un pendio di sassi, e arriviamo ormai a ridosso della vetta. Troviamo delle catene fissate nella roccia, anche in questo caso utili per risalire i punti più ripidi.
Sbuchiamo infine a ridosso della chiesetta del Grignone. Con pochi passi in piano, su cemento, giungiamo all’adiacente Rifugio Brioschi e, poco oltre, alla croce di vetta della Grigna Settentrionale.
Per tornare al Cainallo possiamo rifare la Via della Ganda in discesa.

Michele Castelnovo
www.trekkinglecco.com
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