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Scritto Venerdì 01 luglio 2022 alle 11:52

Scuole paritarie, Agostoni (Fond. Brandolese): 'Poca apertura al dialogo, il contributo non è migliorativo'

Plinio Agostoni
"Ritengo abbastanza provocatorio proporre questo contributo come migliorativo rispetto al passato: di fatto non lo è. Anzi". A parlare è Plinio Agostoni, Presidente della Fondazione Don Giovanni Brandolese che da diversi anni opera sul territorio in area educativa e culturale. L’oggetto è la proposta di Palazzo Bovara di mantenere a 7 milioni il contributo devoluto alle Scuole dell’Infanzia Paritarie di Lecco per i prossimi cinque anni, riprendendo la convenzione già in essere. "Il discorso non è solo di numeri, è ben più profondo – continua il Presidente -. Però se vogliamo parlare di cifre, è chiaro che l’Associazione Scuole Paritarie ha delle difficoltà ad accettare questo tipo di proposta: se è vero che riprende l’ammontare già definito nella passata convenzione, è però vero che i costi sono saliti. L’aumento più eclatante, come sappiamo tutti, è quello relativo alle bollette, perciò la cifra utile ieri può non essere sufficiente per oggi, tanto più per i cinque anni a venire, se consideriamo anche il tasso di inflazione".
L’idea della convenzione che garantiva il sostegno pubblico alle paritarie nacque diversi anni fa da un’intuizione dell’allora sindaco Giulio Boscagli: "A quel tempo era un’innovazione, tanto che molti Comuni seguirono poi la strada tracciata da Lecco: un ottimo esempio di sussidiarietà, cioè la valorizzazione da parte del pubblico ente di quello che la società civile crea “dal basso”, organizzandosi in nome di un ideale per rispondere ai bisogni di tutti. Questo è il senso profondo della parola".
In nome della sussidiarietà, la società si organizza mossa da un ideale "alto": "Tanto è vero – sottolinea Agostoni – che i gestori di queste scuole spesso e volentieri operano e lavorano a titolo gratuito: per amore, per passione, per senso civico. Si mettono a disposizione dando la vita per mandare avanti un servizio pubblico riconosciuto dalle leggi del nostro Paese e dalla Costituzione: è proprio questo modo di porsi a creare un clima tale per cui gli utenti – che poi sono persone, famiglie, bambini - non restino semplicemente tali, ma vengano coinvolti in una rete di rapporti umani che fa di loro dei protagonisti di questa società civile. La scuola così diventa un centro di socialità nuova, di vita buona".
E soprattutto diventa una risorsa fondamentale, non solo per l’istruzione e le nozioni ma per la formazione e l’educazione alla vita – appunto – "buona". "E guai a non valorizzarla, e incrementarla anche, tanto più in questi tempi in cui c’è una pericolosa tendenza della società a diventare frammentata, atomizzata, liquida, una società che lascia l’individuo sempre più solo. Le scuole sono centri di aggregazione, relazione, di una socialità che viene trascinata dall’ideale. Il discorso non è solo economico: a mio parere c’è un difetto di approccio, e un modo un po’ miope di vedere le cose, che non assegna il giusto valore a queste realtà. Alla fine la spinta data dall’ideale crea impegno, efficienza, rigore gestionale e soprattutto qualità: è proprio questa “mossa” iniziale che fa la differenza, e che rende queste scuole molto preziose".
La preoccupazione, come si può immaginare, è che i contributi insufficienti possano andare a gravare sulle rette, e quindi sulle famiglie: "Io sono convinto che alla fine prevarrà il buonsenso – commenta Agostoni – e si arriverà ad un accordo su valori e relazioni diverse rispetto a quelle che sono in campo ora. Dal momento che ancora non c’è una firma, possiamo dire che le trattative sono ad oggi in corso. A mio giudizio c’è stata poca apertura al dialogo finora, e l’esempio (brutto) è stata la defezione dei consiglieri della maggioranza all’incontro proposto dall’Associazione, che sarebbe servito a proporre i propri punti di vista, ma anche ad accettare domande, suggerimenti e ad approfondire il tema con tutti i componenti del Consiglio. Non è una polemica, questa, ma un dato di fatto".
Agostoni si dice comunque convinto della possibilità di una ripresa del dialogo: "Si tratta dei nostri bambini, e il tema è troppo delicato per essere affrontato muro contro muro. Per salvaguardare questo bene prezioso, occorre un approccio assolutamente cordiale, teso al meglio che si possa fare: ed è questo che io mi auguro, per un'intesa che porti poi a siglare un accordo più accettabile di quello attualmente sul tavolo".
E un appello, infine, al Primo Cittadino, a memoria delle promesse fatte: "Prima delle elezioni con la Fondazione Brandolese avevamo organizzato un incontro con i candidati, durante il quale l’oggi Sindaco Gattinoni si era speso in affermazioni di sicura importanza sulle scuole paritarie: spiace constatare che al momento appaia più rigido e meno incline al dialogo. Certo, non si era parlato di numeri, ma l’atteggiamento, oggi, sembra molto diverso. Quello che dobbiamo scongiurare è che questa mancanza di supporto non porti allo scoraggiamento e al conseguente disimpegno di quanti per questo ideale stanno dando la vita: come faremmo senza scuole paritarie? Andrebbero ricreate dal nuovo e con costi improponibili, senza contare il fatto che in mancanza della “spinta” di cui parlavo prima, sarebbe molto difficile riproporre lo stesso tipo di realtà, agli stessi livelli".
Carte ancora sul tavolo dunque per i 15 asili paritari del territorio, a cui stando all’oggi dovrebbe toccare un milione e 400 mila euro di contributo pubblico annuo per il prossimo lustro: nell’anno appena trascorso i vari plessi hanno ospitato il 70% dei bambini lecchesi in età prescolare.
A.I.
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