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Scritto Mercoledì 07 settembre 2022 alle 11:33

Anche 3 docenti lecchesi fra le 135 escluse dalla graduatoria per un posto fisso nella scuola


Hanno superato un concorso ordinario selettivo per poter insegnare nella scuola statale, ottenendo l'idoneità. Un traguardo raggiunto con fatica e soddisfazione nella consapevolezza che il ruolo lo avrebbero probabilmente ottenuto solo il prossimo anno, stante la mancanza di posti sufficienti.
E in effetti il loro nome non era incluso nell'avviso pubblicato nel mese di luglio durante la prima fase di assunzioni, attraverso le quali erano stati reclutati circa 2200 insegnanti per la scuola primaria.
Il 30 agosto però, una speranza inattesa: l'ufficio scolastico regionale ha comunicato loro di essere destinatarie di un contratto a tempo indeterminato, in seguito a scorrimento della graduatoria utile per le immissioni in ruolo: oltre 200 candidati in più rispetto alle immissioni di luglio.
"Abbiamo trascorso un intero pomeriggio compilando tutta la documentazione richiesta ed esprimendo la preferenza delle sedi. Anche per noi, come per altri insegnanti della Lombardia, si erano aperte le porte del ruolo. Il sogno si stava avverando. Il 31 agosto abbiamo inviato tutto. Peccato che il giorno successivo vengono rettificati i posti messi a disposizione: 135 persone nella nostra regione sono rimaste escluse, noi comprese'' ci hanno spiegato le tre docenti residenti in provincia di Lecco.
In tre giorni lo scenario è mutato: dalla gioia dell'assunzione, alla richiesta della sede dove insegnare...sino alla notifica dell'errore sul numero dei posti disponibili. Notifica peraltro che non è stata trasmessa loro direttamente, ma che hanno appreso dal sito dell'USR.
Resta forte l'amarezza per sogno soltanto sfiorato di una stabilità nella scuola dopo anni di precariato vissuti nell'incertezza di non avere una sede fissa e quindi una continuità lavorativa. Un danno che le insegnanti reclamano come emotivo morale, ma anche economico.
''Le tempistiche delle nomine per le assegnazioni nelle sedi vacanti o per supplenze sembrano ancora più lunghe degli anni scorsi'' hanno proseguito le insegnanti lecchesi rimaste escluse, che ora tuttavia intendono fare sentire la loro voce. "Non sappiamo se tentare la strada giudiziale lo valuteremo in questi giorni con chi di dovere. Quel che è certo però, è che quello che è successo è grave e non può passare sotto traccia. Vogliamo perlomeno delle garanzie sul futuro dopo quello che è capitato''.
G.C.
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