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Scritto Martedì 20 settembre 2022 alle 15:41

Lega: Arrigoni e Giorgetti dialogano con i cittadini e gli imprenditori del territorio

“Sfrondando tutti gli slogan, l’ultimo ragionamento che rimane è questo: voi credete che la crescita e lo sviluppo passi attraverso l’iniziativa dei singoli aiutati dallo Stato oppure passa tutto totalmente dallo Stato?”. Questo è il quesito che Giancarlo Giorgetti ha posto alla platea di imprenditori e amministratori locali accorsi a Palazzo Falck questa mattina per ascoltare il suo intervento. Poco prima, il vicesegretario della Lega si era recato al mercato di Calolziocorte e poi al monastero del Lavello, per un incontro con i cittadini.

Il presidente della Fondazione Santa Maria del Lavello Roberto Monteleone con il Ministro

Giorgetti al mercato a Calolzio con Arrigoni e gli esponenti della Lega locale

 

 “La realtà, la gestione del territorio si scontra con una visione ideologica secondo cui non si può fare praticamente niente, secondo cui sei tu che non capisci” ha proseguito l’attuale Ministro dello Sviluppo Economico. “Noi abbiamo fiducia negli imprenditori, nella loro capacità di creare ricchezza per sé e per gli altri. Questo è un valore sempre più spesso messo in discussione. Per alcuni politici la ricchezza si può creare dal nulla attraverso una legge”.

Giancarlo Giorgetti

L'arrivo a Palazzo Falck con Peppino Ciresa e sotto con Stefano Parolari

Al fianco dell’onorevole Giorgetti erano seduti Paolo Arrigoni e Giuseppe Valditara senatori uscenti e ricandidati al Senato nel plurinominale. “Sulla transizione ecologica c’è qualcuno in Europa che vuole imporre una visione ideologica. È stato messo al bando il motore a combustione interna. Questo però significa che finiremo per dipendere dalla tecnologia cinese dell’auto elettrica” ha spiegato il Ministro, che poi ha aggiunto “Questa transizione ecologica porterà a perdere circa i 2/3 della manodopera attualmente impiegata nel automotive. Siamo pronti ad affrontare questa situazione o la soluzione è reddito di cittadinanza per tutti?”. La crisi energetica in corso, secondo i relatori, è collegata non solo alla guerra ma anche a questo approccio alle politiche ambientali. “Pagheremo il prezzo di questa transizione ambientale, lo stiamo facendo ora con l’energia e lo faremo in futuro sul piano industriale” ha ribadito Giancarlo Giorgetti. La soluzione proposta dalla Lega è nota a tutti: lo scostamento di bilancio. “Se l’Unione Europea avesse implementato per tempo il tetto al prezzo del gas, proposta che l’Italia ha fatto mesi fa, lo scostamento di bilancio non servirebbe” ha spiegato il vicesegretario della Lega. “Oggi lo scostamento di bilancio serve perché altrimenti ne servirà uno tre volte più grande tra pochi mesi. Bisogna intervenire radicalmente sul prezzo dell’energia per spegnere l’incendio dell’inflazione che rischia di contagiare tutti i settori, compreso l’alimentare, e far saltare i bilanci famigliari”. Infine, la chiosa accolta dagli applausi dei presenti. “Per via del mio ruolo istituzionale ho incontrato più volte grandi operatori finanziari internazionali, come per esempio BlackRock o Goldman Sachs. A tutti ho ribadito più volte che non è lo Stato ma la forza dei nostri imprenditori la migliore garanzia a sostegno del nostro debito. Se fosse forte anche lo stato, l’Italia oggi sarebbe davanti alla Germania”.

Il senatore Paolo Arrigoni

La parola è quindi passata al senatore Arrigoni, responsabile del dipartimento Energia della Lega, il quale si è concentrato sulle proposte del partito guidato da Matteo Salvini contro il caro bollette. “Il caro energia che sta minando i bilanci e di famiglie e imprese non è nato con la guerra tra Russia e Ucraina ma è nato nella seconda metà dello scorso anno. Lo considero un effetto collaterale di un green new deal figlio di un ideologismo ambientalista basato sui troppi no” ha ribadito il senatore, il quale poi ha evidenziato che “L’Europa sta latitando a livello di risposte alla crisi energetica. Tutto quello che arriva per ora da Bruxelles sono per ora misure inefficaci o provvedimento che il nostro governo ha già preso”. “Oltre all’obbiettivo della decarbonizzazione, oggi ci si vuole liberare dalla dipendenza dal gas russo. Questo per l’Italia implica rinunciare al 40% delle forniture di gas. La lega da almeno due anni evidenzia la necessità di ridurre i costi dell’energia, nonché di risolvere le vulnerabilità del nostro sistema energetico, vittima di scelte ideologiche. Dobbiamo rendere più sicuro e autonomo tale sistema” ha proseguito il senatore, prima di entrare nel dettaglio sulle proposte della Lega per risolvere questi problemi. “La Lega propone di raccogliere maggiori entrate IVA, extra – profitti, infra – marginalità per fornire dei sussidi volti ad abbassare il costo dell’energia. Queste risorse però non bastano, serve lo scostamento di bilancio per integrarle. Sarebbe debito buono, utile a salvare le imprese” ha sostenuto Paolo Arrigoni. “Accanto a questa misura emergenziale, noi proponiamo misure di efficientamento energetico al di là del superbonus. Proponiamo di investire sulle rinnovabili, compresi geotermia, biomasse e idroelettrico. Dovremmo anche diversificare l’offerta di gas implementando rigassificatori e metanodotti ma anche rincominciando a coltivare i nostri giacimenti.” Infine, uno dei punti più discussi e controversi: “Se vogliamo effettivamente contrastare il riscaldamento globale e rispondere alla domanda crescente di energia elettrica, dobbiamo riaprire un dibattito serio sul nucleare di nuova generazione, pulito e sicuro. C’è un settore manifatturiero che non può essere elettrificato”. L’ultima parte dell’incontro è stata dedicata alle domande degli operatori economici. Tanti i temi toccati, tra cui contrasto al nutriscore, detassazione degli straordinari, modifica del codice degli appalti. L’ultimo intervento è stato quello di un’imprenditrice che ha chiesto al ministro, qualora farà nuovamente parte del governo, di lavorare per implementare rapidamente misure a sostegno delle imprese. “Le settimane dopo le elezioni saranno delicate. Probabilmente ci vorrà un mese prima che si formi il nuovo governo. Faremo il possibile” è stata la risposta di Giorgetti.
Andrea Besati
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