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Scritto Lunedì 21 novembre 2022 alle 09:06

Lecco perduta/349: il Napoli al Rigamonti per l'ultima partita in A

C’è anche il Napoli nella storia centenaria del vecchio Cantarelli, oggi stadio "Rigamonti-Ceppi". Domenica 21 maggio 1967 la squadra partenopea, che oggi guida la classifica della serie A con largo margine sulle inseguitrici alla sosta imposta dai Mondiali in Qatar, ha disputato a Lecco l’ultima partita casalinga dei blucelesti nel massimo campionato. La stampa locale sottolineò nei titoli “Un congedo veramente inglorioso per i blucelesti”, sconfitti per 3 reti a 0 e ormai matematicamente condannati alla retrocessione.



Fotocronaca della partita Lecco-Napoli 0-3

C’è da ricordare che è stata l’ultima partita in maglia bluceleste di Sergio Clerici, l’attaccante giunto dal Brasile a Natale 1960, durante il primo campionato in A; venne venduto al Bologna e la domenica successiva, nella trasferta conclusiva del torneo, venne prudentemente tenuto a riposo. Nel 1967, in quella partita di congedo dalla A al Rigamonti nessuno immaginava che, alcuni anni dopo, la “febbre” del Napoli avrebbe contagiato anche Lecco con un club di tifosi fra i più organizzati non solo dell’alta Italia, ma dell’intera penisola. Ciò avvenne con la conquista da parte dei partenopei del primo scudetto 1986/1987, poi della Coppa Italia, della Coppa Uefa e del secondo titolo tricolore 1989/1990 oltre che, nell’anno successivo 1990/1991, della Supercoppa italiana.
Si deve al popolare fiorista Nunzio, napoletano verace, vulcanico tifoso della formazione degli azzurri sotto il Vesuvio, la fondazione del club. La sede venne fissata presso il Bar Nuovo di viale della Costituzione, che divenne una piccola Napoli sulle rive del Lario, baciato da “O sole mio”. Garriva la bandiera con il giglio dell’ex capitale di Franceschiello; c’erano le maglie azzurre come il cielo d’Italia e spiccavano due scudetti tricolori sul vessillo della società.


Il popolare fiorista Nunzio, presidente del Napoli Club

Il primo scudetto tricolore è stato quello della mitica squadra del presidente Corrado Ferlaino e del “pibe de oro”, l’argentino Diego Armando Maradona. Una bandiera azzurra venne issata anche accanto alla poltrona del monumento ad Alessandro Manzoni, e lo scrittore guardava incuriosito e divertito l’antistante passerella di striscioni, palloncini e magliette che si allungava su viale della Costituzione. Nella formazione dello scudetto non può essere dimenticato il brianzolo Massimo Crippa, che giocò nel Napoli dal 1988 al 1993, disputando 150 partite e realizzando 9 reti.
Vi furono poi altre sedi del Club di Lecco negli anni successivi: quella presso il bar San Martino, in zona viale Turati, presso il Circolo Farfallino, a Castello e ultimamente anche a Germanedo. Si impegnarono nella collaborazione al popolare Nunzio Nardelli altri tifosi azzurri come il vice presidente Pietro Aldi, i segretari Pietro e Salvatore Brigli, Franco Mosca, Enzo Madalumu, Claudio De Angelis, Michele Russo e altri.
Ricordiamo il tabellino dell’ultima partita del Lecco in serie A nel maggio 1967. I blucelesti scesero in campo con Balzarini, Tettamanti, Bravi, Schiavo, Malatrasi, Bacher, Incerti, Azzimonti, Clerici, Angelillo, Bonfanti. Il Napoli schierò Bandoni, Nardin, Micelli, Ronzon, Panzanato, Girardo, Canè, Juliano, Altafini, Montefusco, Orlando. Arbitrò Francescon di Padova.
Un settimanale locale sottolineava nella cronaca: “La giornata stupenda con la temperatura salita sin dal mattino di molti gradi, il terreno in perfette condizioni: insomma uno scenario magnifico ha contrastato non poco con le prestazioni del Lecco congedatosi dal suo ormai scarso pubblico in modo dimesso”.


Il lecchese Paolo Dell'Oro, primo premio a Napoli nel prestigioso "Lauro d'Oro"

Particolare curioso: alcuni tifosi si potevano “consolare” della pesante sconfitta e dell’amarezza di una retrocessione leggendo sulla stampa locale che al pittore lecchese Paolo Dell’Oro era stato assegnato a Napoli il primo premio della seconda biennale internazionale del trittico “Il ramoscello di Lauro d’oro”.
A.B.
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