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Scritto Martedì 13 dicembre 2022 alle 15:51

Lecco: in centro due nuovi appartamenti per l'autonomia abitativa di persone disabili

Inaugurati questa mattina due nuovi appartamenti che vanno ad arricchire la rete di strutture cresciuta in questi anni per favorire l’autonomia abitativa delle persone disabili. Si tratta di due alloggi situati al secondo e al quarto piano dello stabile di via Cairoli 59 a Lecco e di proprietà della Fondazione Enrico Scola operante in città dal 1939, inizialmente con lo scopo di favorire cure termali e mediche ai cittadini bisognosi, per poi allargare successivamente la propria sfera d’intervento.




Utilizzati ormai già da un anno, i due appartamenti sono stati presentati nel corsa di una visita alla quale sono intervenuti lo stesso presidente della fondazione Pietro Galli, la presidente della cooperativa “La Vecchia Quercia” Ingrid Bonaiti e la responsabile del servizio disabilità dell’impresa “Il Girasole” Roberta Rigamonti, nonchè il primo cittadino Mauro Gattinoni, il presidente del Consiglio di rappresentanza dei sindaci dell’Azienda sanitaria Guido Agostoni e il direttore sociosanitario dell'ATS Antonio Colaianni.


Mauro Gattinoni e Antonio Colaianni

Come altri appartamenti esistenti in provincia, anche questi situati nel centro cittadino ospitano a turno, per periodi di durata variabile anche ripetuti, gruppi di disabili (dalle due alle quattro persone) fra quelli che fanno riferimento ai centro socio-educativi. L’obiettivo è appunto quello di promuovere percorsi di sviluppo dell’autonomia dei singoli, per molti dei quali si tratta della prima esperienza al di fuori della famiglia.


Ingrid Bonaiti e Roberta Rigamonti

Guardando dunque – è stato detto - non solo ai limiti che le persone disabili debbono superare per poter condurre una vita quotidiana indipendente, ma anche alle potenzialità di ciascuno. E del resto, tra gli obiettivi non vi è solo la spinta verso l’autonomia individuale, ma anche la verifica di compatibilità in vista di un’eventuale e possibile coabitazione futura.


Pietro Galli e Guido Agostoni

Gli appartamenti di via Cairoli, come detto, fanno parte di quella rete di abitazioni organizzata in questi anni nell’ambito del progetto “Passo dopo passo” (QUI alcune testimonianze) promosso dalla Federazione di coordinamento Handicap Lecco insieme a cooperativa sociale “La Vecchia Querca”, consorzio Consolida, Associazione “La Goccia”, Associazione delle famiglie di ipovedenti e non vedenti e Anffas, che riunisce le famiglie di disabili. Progetto sostenuto dal Comune di Lecco, dall’Azienda sanitaria territoriale e dal Fondo Falaguerra.


Lo stabile visto dall'esterno


Complessivamente, sono 23 gli alloggi distribuiti nel territorio provinciale, al quale si aggiungono alcune altre strutture attrezzate nell’ambito delle tradizionali comunità. I disabili interessati sono 86, dei quali 48 della città e dell’immediato circondario; 25 quelli coinvolti nell’esperienza di coabitazione in via Cairoli.



Al progetto è stato dato avvio nel 2014. Comprende anche attività di formazione specifica e sperimentazione per operatori, volontari, persone e famiglie, oltre che percorsi per lo sviluppo di autonomie (personali, sociali e abitative), processi di coinvolgimento e animazione della comunità attraverso interventi volti a garantire una risposta ai bisogni delle persone disabili, momenti di sollievo e vacanze estive. I soggiorni per le autonomie si svolgono oggi principalmente su appartamenti siti a Lecco e uno a Ballabio.



Altre esperienze hanno preso il via sul territorio. Dopo quella di “A Un Passo da Casa” attivata a Bevera a giugno 2019 in collaborazione con la Comunità Pastorale e il Comune, oggi il cammino continua con “A Due Passi da Casa”, una nuova casa delle autonomie aperta a Bulciago in collaborazione con l'ente locale e alcuni famigliari dove si va a proseguire con un lavoro di attivazione di legami grazie al quale le iniziative svolte portano beneficio non solo alle persone adulte con disabilità che qui possono sperimentare la vita in autonomia in contesto protetto, ma anche alle realtà che hanno accolto il progetto, che si stanno dimostrando estremamente attente e pronte ad accogliere la sfida di costruire insieme occasioni per condividere luoghi ed esperienze che si trovano, appunto, a pochi passi da casa.
E in questi anni, intanto, hanno potuto essere avviate già due situazioni di coabitazione autonoma in forma “definitiva”, con il coinvolgimento di quattro donne.
D.C.
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