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Scritto Domenica 08 giugno 2014 alle 21:00

Olginate: a Capiate il riuscito omaggio alla cultura contadina e alla tradizione paesana

“Da un quai an a sta part, nel mes de masc, a Capiaà nel riun del stal de sott se vivif 'na giurnada in allegrai, de vita paesana: se mett in musta, in la curt tocc i machinari e i udesej di paison d'una volta.
Grazie a la culeziun de tratur vecc e machinari agricul di fradej di Mota se rivif cunt nustalgia 'na giurnada di temp indree di paison che pasaa.
Tonta gent che varda e che cunta so la sua.
Chi pochi paison che restaa, giamò un pò tempaa, cunt'na lacrima ai occ, i regorden i sacrifizi ch'an faa e chi de la meza età i disen: "va 'lme pà, quantu sudur per tiram grand, la sgrundanaa”. Inveci, per i giuven del dè d'incoo ch'han mia prua, e i san mia cus'el vor dè laurà la tera e suda sota 'l rebatun del suu per lu, fruta e verdura l'è 'l supermercaa che ai regaj.
Tocc la gent che l'ha visitaa la curt del "stal de sott" chi cunt indiferenza, chi cunt nostalgia i sen complimentaa cunt i urganizzadur per vecch amò regalaa un bell dè di temp passà”.


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Nelle parole, in dialetto, di un affezionato frequentatore della manifestazione, l’anima della stessa.
La Festa di Capiate, piccolissima frazione di Olginate, sviluppatasi intorno a ciò che resta del “castello”, con la sua grande corta dal sapore agreste, celebrata quest’anno domenica 8 giugno, è infatti un omaggio alla storia “paesana” e a quella cultura contadina che ha accumunato generazioni prima di essere accantonata nel nome del progresso. In mostra quindi, all’aperto, all’interno dell’aia, trattori e macchine agricole d’un tempo, ancora perfettamente funzionanti e messe in moto, quindi, dagli organizzatori per la gioia di tutti i – tanti – visitatori.

In una giornata baciata da sole, con temperatura decisamente agostana, numerosissime sono state infatti le persone che hanno raggiunto Capiate per prendere parte a un evento ormai “rinomato”, essendo giunto alla sua sesta edizione, perfezionato di anno in anno, mantenendo però quella genuinità e quella semplicità insita nel suo dna, improntata dai primissimi “Amici  del Stall de sott” che hanno creduto in questa festa, lavorando poi per affinarla e trovando il sostegno dell’amministrazione comunale e di altri sodalizi.

La festa dell'AgriCultura – questo il nome “ufficiale” della manifestazione – ha visto impegnati infatti oltre ai già citati “Amici” anche il Gruppo Alpini Olginate, gli Amici di Consonno, la Protezione Civile e l'Associazione Nazionale Marinai d'Italia gruppo Beniamino Bonaiti.

Oltre all’esposizione di trattori e utensili di una volta, corredata da foto storiche dei nuclei famigliari della frazione, in cui qualcuno, certamente si è riconosciuto o ha riconosciuto i propri parenti, risalendo l’albero genealogico, è stata offerta la possibilità di partecipare alla santa messa all’aperto, ascoltare della buona musica, lasciarsi stuzzicare da svariate prelibatezze con tanto di aperitivo e merenda nonché, per i più piccini, giocare sui gonfiabili e ridere con “Il mago del sorriso”.

Insomma, una festa proprio per tutti: per gli anziani che hanno avuto la possibilità di tornare ai tempi della fanciullezza ma anche per i bimbi di oggi che hanno toccato con mano il passato. Il tutto, come dicevamo, in ossequio alle radici contadine della nostra gente e con sguardo rivolto, in ogni caso, al presente e al futuro del borgo.

“Un paese – si leggeva infatti su un cartello firmato dagli Amici del Stall de Sot - vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, ne lla terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei... resta ad aspettarti”.
A.M.
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