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Scritto Martedì 10 giugno 2014 alle 11:53

Calolzio, Trafilerie: volantinaggio senza tensioni sulla Lc-Bg. Pirelli: caso unico nella nostra provincia, di rottura e di scelta di scontro totale con i sindacati

"Trafilerie Brambilla ha tradito la fiducia dei propri dipendenti! Nel 2013 aveva promesso trasparenza e rispetto degli accordi per mantenere tutti i posti di lavoro. Oggi per evitare il fallimento è disposta a licenziare 23 persone e a dimezzare gli stipendi ai 52 lavoratori che rimarranno in azienda".

Wolfango Pirelli e Diego Riva

Questo il volantino che hanno distribuito le decine di lavoratori delle trafilerie, aiutati anche dai rappresentanti sindacali di altre aziende lecchesi, che questa mattina intorno alle 9.30 hanno "invaso" la Lecco-Bergamo contro il piano di acquisizione della holding turca Celik Halat.
VIDEO


Non si è trattato di un blocco totale del traffico ma tutte le automobili sono state rallentate per consegnare il volantino e per spiegare ai cittadini i motivi della protesta, con conseguenti incolonnamenti che hanno in parte paralizzato la viabilità di Calolziocorte soprattutto all'intersezione tra la provinciale e via Padri Serviti, dove era in corso il mercato settimanale, tanto che sono dovuti intervenire alcuni vigili per regolare il traffico, in parte deviato nelle strade interne del paese.

"Ci scusiamo per i problemi e il fastidio che stiamo creando - ha spiegato il segretario Fiom Diego Riva- ma è necessario che la gente sappia, perché l'azienda ha sempre detto pubblicamente il contrario di quello che sta mettendo in pratica".
Una protesta che i cittadini hanno capito e supportato: molti si sono voluti fermare, magari anche solo un attimo, ad ascoltare le ragioni dei lavoratori e non si sono registrate critiche o polemiche da parte degli automobilisti fermi in coda per qualche minuto. Anche perché a Calolzio le ex trafilerie della famiglia Brambilla in passato sono sempre state una delle aziende cardine del tessuto produttivo e moltissimi sono i residenti che hanno lavorato durante i tempi d'oro dell'azienda.

Proprio per questo tutta la cittadinanza sta osservando con particolare attenzione le sorti delle trafilerie.
"Questa non è un vicenda normale, come tutte le altre, ma è una situazione simbolica e fortemente preoccupante - ha commentato il segretario provinciale Cgil Wolfango Pirelli - Si tratta infatti di un caso unico nella nostra provincia, di rottura e di scelta di scontro totale con i sindacati. Per questo  hanno scelto di appoggiarsi a Confindustria Bergamo e non a Lecco, dove tutto questo non sarebbe mai stato accettato".
L'attenzione è tutta ora rivolta ai lavoratori: a coloro che hanno perso il posto di lavoro cosi come a quanti hanno accettato l'offerta di impiego con stipendi ridotti del 30%.

"La nostra controparte non sono certamente coloro che sono stati portati ad accettare le condizioni poste dalla nuova proprietà ma è anzi proprio l'azienda che ha voluto dividere i lavoratori. Ma a questi diciamo che è sbagliato fare passare il messaggio che il sindacato sia utile, perché è molto rischioso anche per il loro futuro. Non sappiamo cosa possa capitare nei prossimi anni" ha continuato Pirelli.
Il rischio secondo il sindacalista è infatti che si voglia usare le trafilerie Brambilla come cavallo di Troia per conquistare il mercato europeo solo in funzione di un futuro sbarco vero e proprio da parte della produzione turca.

Critiche sono state mosse infine anche all'ex proprietà, la famiglia Brambilla, colpevole secondo Pirelli "di aver fatto, per la fretta di vendere, pesanti promesse ai turchi sulle spalle dei lavoratori".
Il primo luglio la holding dovrebbe comunque far partire la produzione, ma prima - il 17 giugno - c'è la tanto attesa sentenza del giudice in merito all'esposto presentato dai sindacati per "attività antisindacale" che se venisse accolto potrebbe azzerare la compravendita e riaprire da zero il tavolo delle trattative.

A controllare la manifestazione, che come dicevamo non ha fatto registrare particolari tensioni, erano presenti anche alcune volanti della Polizia e alcuni agenti della Digos, ma il loro intervento non è stato necessario.



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P.V.
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