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Scritto Giovedì 28 maggio 2015 alle 18:15

Vendemmia: il sostituto commissario Nera (Digos) 1° teste al processo sugli appalti pilotati negli ospedali, 'avviato' da Galli

Stefano Galli
In principio vi fu Galli, Stefano Galli, allora consigliere regionale con residenza a Pasturo e il fazzolettino verde nel taschino della giacca. Colui il quale, come ricordato ieri pomeriggio “scherzosamente” in Aula dal Pubblico ministero, in tempi più recenti rispetto a quelli oggetto del procedimento originato da un esposto a sua firma, è finito a sua volta nel mirino della magistratura nell’ambito dell’inchiesta sui rimborsi gonfiati in Regione con tanto di arcinoto pranzo di matrimonio della figlia “gentilmente offerto” dai contribuenti lombardi (spesa poi rimborsata). Lo stesso Stefano Galli che il 16 aprile 2009 alzò il telefono e chiamò il responsabile della Digos di Lecco, il sostituto commissario Domenico Nera, in quel momento in licenza, raccontandogli per sommi capi delle pressioni subite da un proprio collaboratore al Pirellone, il dr. Ennio Castiglioni, da parte del conte Alberto Uva. E’ questo l’incipit dell’indagine che ha portato a giudizio, dinnanzi al collegio giudicante della decima sezione penale del Tribunale di Milano, l'ex assessore regionale alla Famiglia ed ex sindaco di Lecco Giulio Boscagli, i meratesi Cristina Clementi (classe 1966, direttore dell'unità amministrativa dell'Ao di Vimercate) e Luca Stucchi (classe 1965, direttore generale dell'Ao di Mantova) nonché  Maurizio Amigoni (classe 1950, direttore generale dell'AO di Vimercate), Sergio Fienga (classe 1972, avvocato), Carlo Lucchina (classe 1949 direttore generale della Sanità), Franco Paolo Candidi (classe 1953, dipendente dell'ufficio Regione), Emanuele Cordero di Vonzo (classe 1965, direttore generale e legale rappresentante dell'azienda Marsch), Paolo Puccitelli Valentini (classe 1960, capogruppo dei consiglieri del Pdl in Regione Lombardia) e Simone Rasetti (classe 1969, capo della segreteria dell'assessore regionale alla sanità Lombardia).
Hanno invece già definito la loro posizione Andrea Gennari (un anno e 11 mesi) e Stefano Casali di Monticelli D'Ongina (5 mesi e 20 giorni).  Prima di loro la strada del patteggiamento era stata scelta da Bruno Della Negra (un anno e 8 mesi), classe 1962, socio e amministratore unico della società 'Multimedia Hospital' e dal conte Alberto Uva (un anno e 11 mesi), il procacciatore d’affari da cui partì l’intera inchiesta, a seguito proprio di quanto poi messo nero su bianco in Questura da Galli il 18 aprile 2009.
Il sostituto commissario Domenico Nera
“Lo ritenemmo credibile”
ha asserito il sostituto commissario Nera escusso quale primo teste di un processo che solo ieri è riuscito a lasciarsi alle spalle le questioni tecniche e preliminari che hanno monopolizzato le prime udienze, entrando finalmente nel vivo. Guidato dal pubblico ministero Eugenio Fusco, erede del fascicolo aperto a Lecco e passato poi per competenza a Milano, nelle mani della dottoressa Tiziana Siciliano, firmataria delle richieste di rinvio a giudizio, l’operante ha parlato fin da subito di “azioni di ammorbidimento dell’allora consigliere regionale Galli, vicepresidente della commissione III Sanità, da parte di Alberto Uva tramite il dr. Ennio Castiglioni” indicando poi “nell’avere un viatico amministrativo per un progetto di televisioni in ospedale” la ragione dell’insistenza di Uva nei confronti del lecchese Galli.
Ha così sinteticamente introdotto il “primo capitolo” dei due poi emersi nel corso dell’attività investigativa,  quello relativo principalmente all’Azienda Ospedaliera di Vimercate, per cui ora sono a processo, Lucchina, Amigoni, Clementi, Fiega e che vede coinvolti anche i già giudicati Casali di Monticelli, Della Negra e Uva, tutti tacciati, a vario titolo,  in concorso di quanto previsto dall’articolo 353 co. 2 cp  per aver “turbato, con collusione e mezzi fraudolenti, due gare d’appalto, ciascuno svolgendo compiti ben definiti, nell’ideazione, pianificazione, organizzazione e gestione dell’iter amministrativo e procedurale delle stesse, al fine di favorirne l’aggiudicazione alla società Multimedica Hospital”. Nello specifico vengono contestate la “gara aggregata finalizzata all’affidamento dei servizi per la produzione e all’allestimento di un sistema televisivo outdoor nelle aree comuni delle strutture ospedaliere”  indetta dell’Ao di Vimercate quale ente capofila con la delibera 811 del 7 agosto 2009, esperita a mezzo di procedura ristretta con il criterio di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa e revocata poi il 15 ottobre 2009 quando venne emessa una nuova delibera, la 1005, per indire la medesima gara esperita però a mezzo di procedura aperta, poi aggiudicata alla Multimedica Hospital con atto del 30 marzo 2010.
Nello stesso filone sarebbe poi coinvolto, come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, il dr. Rasetti, tacciato di corruzione, perché “quale Capo della segreteria particolare dell’assessore regionale alla Sanità, nonché responsabile della comunicazione e dei rapporti con i media e la stampa, accettava la promessa avanza da Della Negra e Uva, quali soci della Multimedia Hospital, di ricevere somme  di denaro per circa 30.000 euro, ricevendone di fatto in distinte occasioni 13.500 euro quale prezzo per ottenere informazioni ed agevolazioni sulle procedure burocratiche-amministrative, di stretta pertinenza dell’assessorato o degli uffici ad esso collegati”.
Il Tribunale di Milano
Il secondo capitolo, non attinente alla vicenda Teleospedale,  non toccato quest’oggi dal commissario Nera, già “precettato” anche per la prossima udienza fissata per il 2 luglio, verte invece principalmente sull’Azienda ospedaliera di Mantova e sul conferimento del servizio di consulenza e brokeraggio assicurativo con Stucchi, Gennari (già giudicato), Cordero di Vonzo, Candidi,  Lucchina, Boscagli e Valentini Puccitelli (oltre a Uva con atti seperati) accusati di quanto previsto dall’articolo 353 co.2 cp “per aver, con azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in tempi diversi ed in concorso tra loro turbato, con collusione e mezzi fraudolenti, delle gare d’appalto, ciascuno secondo le competenze derivate dalla propria funzione, nelle fasi di ideazione, pianificazione, organizzazione e gestione dell’iter amministrativo e procedurale della gare, al fine di favorire l’aggiudicazione delle stesse alle società assicurative “Marsch spa” e “G.b.s spa””.
Ci vorrà però almeno un’altra udienza per una pennellata completa dell’indagine, con le domande degli agguerriti avvocati delle difese sicuramente volte a togliere lo smalto apportato dal dr. Nera e dagli altri testi della pubblica accusa che si susseguiranno secondo calendario.

Per continuare a leggere la cronaca della giornata in Aula, clicca qui
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A.M.
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