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Scritto Venerdì 29 maggio 2015 alle 09:00

Lecco: altro flash mob degli insegnanti, in piazza con un libro

Le proteste degli insegnanti contro il ddl  "Buona scuola" non si placano e così alle ore 19 di ieri, giovedì 28 maggio, i docenti sono scesi nuovamente in piazza per prendere parte all'iniziativa nazionale "Vestiti di rosso con un libro sul cuore". L'idea, esattamente come il mese scorso, prevedeva la partecipazione ad un flash mob: allora i docenti, vestiti di nero, erano rimasti silenziosamente in cerchio con un lumino in mano, in profondo lutto per la lenta agonia della scuola statale. Oggi, invece, il colore prescelto è stato il rosso e i manifestanti, riunitisi in Piazza Cermenati a Lecco, si sono posizionati nuovamente in cerchio ma questa volta per recitare a gran voce, tutti insieme, un pezzo del libro che ognuno di loro aveva con sé e che li ha accompagnati nella loro carriera e nella loro vita.

"Il colore rosso simboleggia l'amore per la nostra scuola, che vediamo oggi devastata da un governo che non sta ascoltando né gli insegnanti, né i dirigenti, né i genitori che sono contrari a questa riforma" ha spiegato a nome dei presenti Davide Trestini, insegnante alla scuola primaria. "Siamo qui per vari motivi: in primis siamo contrari allo strapotere dei dirigenti, che porterà l'insegnante a divenire un servo del dirigente stesso. Non dimentichiamo poi che abbiamo stipendi bloccati dal 2007, così come gli scatti di anzianità, bloccati anche quelli. Anche i TFA abilitativi, per quel che ci riguarda, sono delle truffe, perché non mettono in ruolo gli insegnanti che si sottopongono ad un percorso formativo previsto, per il quale non saremo nemmeno spesati".

Ma le proteste non finiscono qui: "Combattiamo contro il precariato che il governo continua a non ascoltare nonostante i richiami dell'UE: in parlamento rischiano di approvare un decreto legge che non rispetta alcuni punti della costituzione e che è quindi, di fatto, non costituzionale. Siamo anche per l'eliminazione della legge Fornero, che porta ad un'età di pensionamento decisamente troppo alta, ed è poi inammissibile che i fondi vengano sottratti alla scuola pubblica per essere destinati a quella privata. E' chiaro che si vuole ormai tendere ad un modello di college americano, dove la scuola diventa un'azienda nelle mani del preside, ma probabilmente, per come è tipico della cultura italiana, inizieranno a passare le bustarelle, mentre gli organi collegiali non avranno più potere decisionale ma solo consultivo".

Tanti i no, dunque, tante le proteste, ma a questo si aggiunge anche l'amarezza di tutta una categoria che si sente abbandonata a se stessa: "E' una battaglia uno contro uno, non ci sentiamo supportati dai partiti. La nostra speranza è che il governo possa iniziare davvero ad ascoltarci invece che proseguire a porte chiuse". 
Il ddl, tuttavia, è stato presentato alla camera nella giornata di mercoledì 27 marzo dai ministri Giannini, Padoan e Madia e, se dovesse passare, le conseguenze non tarderanno di certo a farsi sentire: "Se dovesse succedere ci sarà un'attivazione da parte dei sindacati con il blocco degli scrutini, e noi insegnanti ci muoveremo sicuramente. Abbiamo il supporto di esponenti del governo contrari alla riforma, che hanno già avanzato la proposta di raccogliere firme per un referendum abrogativo".
Certo è che il disegno di legge proposto dal governo Renzi, in fondo, non può essere valutato in termini unicamente negativi, e anche gli insegnanti sono disposti a riconoscerlo e a salvare quel che di buono c'è: "I bonus per gli insegnanti sono motivo di stimolo, ma il problema è che vengono dati dai dirigenti non si sa con che criterio. Positivo anche l'inserimento di mezzi tecnologici avanzati per l'insegnamento ma, nel complesso, si tratta di poca roba, e chiamare "buona scuola" questo decreto è assurdo" ha così concluso il portavoce dei docenti presenti. Pochi minuti dopo, alle ore 19.20, il flash mob ha preso il via, in concomitanza con le altre piazze nazionali e i passi dei libri sono stati recitati all'unisono con passione. Infine, dalle 19.45 alle 19.50, il silenzio ha avvolto i docenti immobili con il libro sul cuore, a testimoniare il loro profondo amore per la cultura.
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Giulia Achler
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