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Scritto Lunedì 08 giugno 2015 alle 09:20

Lecco: nuova pagina della storia del traghetto leonardesco approdato a Olginate da Imbersago. Ora è 'sotto sequestro'

Il traghetto di Olginate - che in realtà è la copia "datata" di quello di Imbersago - non smette di far parlar di sé. Messo all'asta dall'allora sindaco imbersaghese Giovanni Villa quando, sostenuto dalla Regione, decise di "donare" al suo paese un natante nuovo di zecca in sostituzione di quello precedente, diventato ormai vetusto e - stando al parere emesso nel 1992 dall' ispettorato alla motorizzazione - colpito da indebolimenti strutturali tali da minare la sua capacità di trasportare auto e persone, approdò poi una dozzina di chilometri più a monte rispetto al punto in cui per decenni aveva collegato la sponde meratese con quella bergamasca, per diventare, nelle volontà dell'amministrazione olginatese, richiamo turistico e testimonianza storica. Anche in paese, infatti, narrano gli annali del passato, era presente un traghetto, uno dei quattro in servizio nel braccio lecchese dell'Adda.
La storia più recente dell'imbarcazione porta però al dicembre del 2008 quando ormai completamente "vinto" dal degrado andò a picco, affondando nelle gelide acque del fiume di manzoniana memoria.
Ma perché stiamo ripercorrendo tutte queste tappe?
Un'immagine del traghetto quando ancora era collocato nelle acque del lago, a Olginate
Perché la parola fine dell'epopea del traghetto di ispirazione leonardesca "nativo" di Imbersago e "adottato" da Olginate nelle scorse settimane si è arricchita di un'ulteriore pagina, non certamente l'ultima. Il mezzo infatti è stato posto "sotto sequestro" dai Carabinieri del Comando provinciale di Lecco. Per spiegarci il perché abbiamo interpellato Agostino Agostinelli, presidente del Parco Adda Nord, l'ente che dal 2009 ha preso in carico l'imbarcazione.
"Dopo l'affondamento il comune non sapeva più cosa farsene, anche perché era impensabile sostenere delle spese per risistemarlo. Si era così fatto avanti un privato che voleva forse farlo tornare a galleggiare. Il traghetto, di inizio '900, ha però un valore storico. Non mi sembrava giusto finisse nelle mani di un privato così "incautamente" ci siamo offerti di recuperarlo noi, come Parco. L'amministrazione ci ha ceduto la proprietà e, con la precedente amministrazione provinciale, avevamo avviato un confronto per poterlo collocare all'interno della rotonda prima dell'imbocco della ss36 (a Pescate, al terzo ponte ndr). Poi però per mille ragioni, burocratiche e finanziarie, non è stato possibile farlo. L'idea - ora - è quella di portarlo a Canonica d'Adda, dove c'è un sindaco molto attento a questi aspetti e dove Leonardo soggiornò e realizzò il primo disegno di questi traghetti. Siamo in attesa di un bando regionale per i beni culturali che ci possa sostenere nella scelta di installarlo lì, in un'area verde già utilizzata per altri eventi".
Ma nel frattempo qualcosa si è già mosso... e ha originato il "patatrac": "dopo l'affondamento ci siamo informati sui costi necessari per farlo tornare a galleggiare: cifre insostenibili. Ci siamo così fatti carico del trasporto da Olginate a una ditta a cui abbiamo dato l'incarico di sistemarlo esternamente". Una sorta di "restyling di facciata", dunque. Non funzionale a farlo tornare a "solcare" le acqua ma quantomeno a restituirgli l'aspetto di un tempo per trasformarlo in un "monumento" celebrativo della sua stessa storia e del genio leonardesco. "L'azienda incaricata ha però commesso un pasticcio tecnico - formale posizionando inspiegabilmente l'imbarcazione su un'area pubblica (a Lecco ndr) senza chiedere i necessari permessi o informare chi di dovere. Da qui il provvedimento, a carico chiaramente della ditta. Noi come committenti, non abbiamo alcuna responsabilità. Ora aspettiamo che si chiarisca la questione".
Poi forse finalmente il traghetto riuscirà finalmente a trovare la sua collocazione definitiva. Forse...
A.M.
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