Il rapporto tra carcere e città. Testimonianze per un dialogo. Il 19 "Cerchi di voce"

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Un dialogo tra carcere e città, perché il carcere fa parte della città. È il progetto che in quest’ultimo anno e mezzo ha portato fra le mura della casa circondariale di Pescarenico i temi della giustizia operativa, facendo sedere allo stesso tavolo che nel carcere vive e lavora, i volontari, i cittadini.
DSC_0008.JPG (80 KB)E il prossimo 19 novembre alla Casa dell’economia, saranno presentate le testimonianze di questa esperienza. L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il sindaco Filippo Boscagli, il garante dei detenuti Lucio Farina e, da remoto, per il Tavolo della giustizia riparativa Bruna Dighera.
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«Un progetto importante – ha esordito il sindaco – per un luogo che spesso la città dimentica. Anche noi che ci occupiamo di sicurezza, il recupero di chi entra in carcere per evitare la recidiva, è fondamentale. Un progetto come questo permette alla città di far conoscere il carcere e al carcere di fare parte della comunità.»
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«Un progetto nato lo scorso anno – ha poi spiegato Farina – ma che viene da lontano per dialogare su cosa siano la convivenza, la responsabilità, la recidiva e lo stare insieme. Non è un progetto di giustizia riparativa, ma è strutturato con quello spirito. E il 19 novembre rappresentanti della società racconteranno la loro esperienza. In videocollegamento ci saranno gli ospiti della casa circondariale. È un evento che rientra nelle iniziative per la Settimana internazionale della giustizia riparativa alla quale dobbiamo dire che le istituzioni sono sempre state vicine. Anche il Comune, che patrocina l’incontro, non è mai venuto meno, pur cambiando assessori e amministrazioni.»
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«Questo progetto – ha quindi continuato Dighera – è nato perché l’“Innominato” (così si chiama il Tavolo lecchese per la giustizia riparativa, ndr) è stato chiamato dalla direzione del carcere. E questo è importante: ci ha chiesto di fare qualcosa perché tra carcere e città fosse rinnovato il dialogo. Era l’autunno 2024 quando abbiamo cominciato a pensare a questo progetto molto ambizioso che ha coinvolto tutti gli astanti del pianeta carcere: chi ci vive e chi lo frequenta saltuariamente, i detenuti, gli agenti di custodia, i volontari. Abbiamo coinvolto anche i giovani sotto i 24 anni, i rappresentanti della società civile, i cittadini perché ci fosse anche la voce della gente comune. Una richiesta di dialogo tra carcere e città. Più il carcere è nella comunità e più la comunità è nel carcere, è la maniera per raggiungere l’obiettivo che il carcere sia solo un’esperienza transitoria.»
In questo “dialogo” sono state coinvolte cento persone in 17 incontri effettuati con il metodo dei cosiddetti cerchi di voce: cerchi omogenei composti da persone che rivestono lo stesso ruolo e poi cerchi congiunti in cui le persone si sono mischiate.
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«Tutti – ha proseguito Dighera -avevano le stesse domande, tutti a interrogarsi sugli stessi motivi. Tante riflessioni sul rispetto, su punizione e riabilitazione, sulla questione della recidiva e cioè se ne valga o no la pena. È stato un progetto importante per il processo che ha innescato,»
«E non è stato semplice – ha sottolineato Farina – fare sedere i detenuti accanto ai poliziotti, perché i poliziotti non si siedono accanto ai detenuti. Quello che abbiamo fatto non succede ovunque. E se l’incontro del 19 è un raccontare quanto si è fatto, non vorrei mettere la parola “fine”, mi piacerebbe continuare, lanciare una “versione 2.0” dello stesso progetto.»
La finalità, come viene indicato nella locandina di presentazione – è stata quella di «raccogliere visioni, proposte e sentimenti su come si vorrebbe che fosse il carcere di Lecco, quale il modello di convivenza proposto, promosso e perseguito da parte di chi lo abita ogni giorno dall’interno e di chi lo guarda dall’esterno.»
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E dunque, “Cerchi di voci” – questo il titolo dell’incontro del 19 novembre: l’appuntamento è all’auditorium della Casa dell’economia a San Giovanni alle 18,45 con un rinfresco iniziale e poi alle 20 i saluti istituzionali e dalle 21 il susseguirsi delle testimonianze.
D.C.
Date evento
giovedì, 19 novembre 2026
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