Cortenova: il 4 Novembre con i bambini, costruttori di pace
A Cortenova ha celebrato quest'oggi il 4 Novembre. Al termine della funzione religiosa delle 10.30, un corteo ha accompagnato i partecipanti fino al monumento ai Caduti, situato di fronte al cimitero comunale. Ad attendere i presenti c’erano gli alunni della scuola primaria Giovanni Bellomi, che hanno assistito alla deposizione della corona d’alloro e alla lettura dei nomi di chi ha perso la vita per la Patria.

Dopo la benedizione impartita da don Cesare Gerosa, la parola è passata ai bambini della primaria, che hanno letto alcune riflessioni dedicate agli uomini che «hanno vissuto in un tempo difficile, segnato dalla guerra». Uomini che erano «figli, fratelli e amici, che avevano sogni, desideri e persone care che li aspettavano, ma molti non sono più tornati a casa».

I loro compagni hanno poi mostrato alcuni cartelloni con parole chiave come fratellanza, coraggio, dialogo, libertà, pace, speranza e memoria, per ricordare chi non c’è più. «Parole che sono il nostro modo di ricordare. Noi non abbiamo conosciuto la guerra, ma possiamo imparare dalla storia e scegliere di costruire la pace oggi e domani».

Un messaggio importante, quello lanciato dai giovani, che hanno voluto rendere omaggio ai caduti ricordando anche il ruolo delle nuove generazioni: «Siamo il futuro e vogliamo un mondo senza paura, dove nessuno debba lasciare la propria casa e dove le parole vincano sulle armi». Un momento particolarmente significativo, conclusosi con tutti i bambini che, a una sola voce, hanno recitato insieme: «La pace è un impegno da custodire, perché attraverso la vita di ieri noi scegliamo la pace oggi e domani».

Dopo i bambini è intervenuto il sindaco di Cortenova, che ha innanzitutto ringraziato tutti i partecipanti e gli Alpini locali, nell’anno in cui ricorre il centenario del gruppo. Sergio Galperti ha poi richiamato l’attenzione sulle due parole che compongono l’espressione Unità d’Italia. La prima, «Unità», è stata collegata alle riflessioni dei piccoli alunni, sottolineando l’importanza di essere coesi e di stare insieme: «È quello che voi avete portato qui davanti e per questo vi ringrazio. Stare insieme significa essere liberi, dove ognuno deve poter vivere la propria vita con i propri pensieri». La seconda parola è stata invece associata all’alloro della corona deposta ai piedi del monumento: una pianta sempreverde, storicamente sacra, il cui significato richiama la sapienza, la saggezza e l’onore, tanto da essere utilizzata anche nelle celebrazioni di laurea.
Il sindaco ha inoltre ringraziato il collega di Parlasco, presente alla cerimonia in quanto membro del gruppo Alpini che riunisce anche le penne nere del paese. Proprio a Parlasco, domenica 8 novembre, si terrà la commemorazione dedicata al 4 Novembre e ai caduti.

La parola è quindi passata al colonnello Mario Benedetti, che ha espresso la propria emozione nel vedere tanti bambini presenti, con indosso il cappellino del centenario degli Alpini. Ha poi illustrato loro il significato della bandiera dei combattenti e reduci di tutte le guerre, il cui valore, come ha ricordato, è stato spiegato anche dalle insegnanti. Il colonnello ha raccontato dei caduti nei due conflitti mondiali, cercando di rendere comprensibili ai più piccoli le dimensioni della tragedia attraverso un paragone: numeri «cento volte superiori a quando è tutto pieno lo stadio di San Siro». Ha inoltre ricordato come tra le vittime ci fossero spesso padri e figli.
«Da dopo Adamo ed Eva ci sono sempre state, ahimè, le guerre», ha osservato, esprimendo però la speranza che continuino a esserci ragazzi capaci di ricordare chi ha perso la vita per un ideale. «E l’idea è quella che avete detto voi: la pace». Un invito a non dimenticare le persone che ci hanno preceduto e che, con il loro sacrificio, hanno contribuito a preparare una strada migliore anche per le generazioni future.
Alessio Benedetti ha infine dato lettura della lettera del presidente nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero. Al termine della cerimonia i bambini sono rientrati a scuola, mentre per gli adulti l’incontro è proseguito all’esterno della sede delle penne nere, dove è stato offerto un aperitivo a tutti i presenti.

Dopo la benedizione impartita da don Cesare Gerosa, la parola è passata ai bambini della primaria, che hanno letto alcune riflessioni dedicate agli uomini che «hanno vissuto in un tempo difficile, segnato dalla guerra». Uomini che erano «figli, fratelli e amici, che avevano sogni, desideri e persone care che li aspettavano, ma molti non sono più tornati a casa».

I loro compagni hanno poi mostrato alcuni cartelloni con parole chiave come fratellanza, coraggio, dialogo, libertà, pace, speranza e memoria, per ricordare chi non c’è più. «Parole che sono il nostro modo di ricordare. Noi non abbiamo conosciuto la guerra, ma possiamo imparare dalla storia e scegliere di costruire la pace oggi e domani».

Un messaggio importante, quello lanciato dai giovani, che hanno voluto rendere omaggio ai caduti ricordando anche il ruolo delle nuove generazioni: «Siamo il futuro e vogliamo un mondo senza paura, dove nessuno debba lasciare la propria casa e dove le parole vincano sulle armi». Un momento particolarmente significativo, conclusosi con tutti i bambini che, a una sola voce, hanno recitato insieme: «La pace è un impegno da custodire, perché attraverso la vita di ieri noi scegliamo la pace oggi e domani».

Dopo i bambini è intervenuto il sindaco di Cortenova, che ha innanzitutto ringraziato tutti i partecipanti e gli Alpini locali, nell’anno in cui ricorre il centenario del gruppo. Sergio Galperti ha poi richiamato l’attenzione sulle due parole che compongono l’espressione Unità d’Italia. La prima, «Unità», è stata collegata alle riflessioni dei piccoli alunni, sottolineando l’importanza di essere coesi e di stare insieme: «È quello che voi avete portato qui davanti e per questo vi ringrazio. Stare insieme significa essere liberi, dove ognuno deve poter vivere la propria vita con i propri pensieri». La seconda parola è stata invece associata all’alloro della corona deposta ai piedi del monumento: una pianta sempreverde, storicamente sacra, il cui significato richiama la sapienza, la saggezza e l’onore, tanto da essere utilizzata anche nelle celebrazioni di laurea.

La parola è quindi passata al colonnello Mario Benedetti, che ha espresso la propria emozione nel vedere tanti bambini presenti, con indosso il cappellino del centenario degli Alpini. Ha poi illustrato loro il significato della bandiera dei combattenti e reduci di tutte le guerre, il cui valore, come ha ricordato, è stato spiegato anche dalle insegnanti. Il colonnello ha raccontato dei caduti nei due conflitti mondiali, cercando di rendere comprensibili ai più piccoli le dimensioni della tragedia attraverso un paragone: numeri «cento volte superiori a quando è tutto pieno lo stadio di San Siro». Ha inoltre ricordato come tra le vittime ci fossero spesso padri e figli.
«Da dopo Adamo ed Eva ci sono sempre state, ahimè, le guerre», ha osservato, esprimendo però la speranza che continuino a esserci ragazzi capaci di ricordare chi ha perso la vita per un ideale. «E l’idea è quella che avete detto voi: la pace». Un invito a non dimenticare le persone che ci hanno preceduto e che, con il loro sacrificio, hanno contribuito a preparare una strada migliore anche per le generazioni future.
Alessio Benedetti ha infine dato lettura della lettera del presidente nazionale dell’ANA, Sebastiano Favero. Al termine della cerimonia i bambini sono rientrati a scuola, mentre per gli adulti l’incontro è proseguito all’esterno della sede delle penne nere, dove è stato offerto un aperitivo a tutti i presenti.
M.A.



















