Tumore al pancreas: Regione si muove per il farmaco che potrebbe donare tempo all'olginatese Jessica Scarpa

In oltre 14.000 persone hanno già alimentato la sua raccolta fondi, permettendole di accumulare quasi 450.000 euro in poco meno di un mese. Ora anche Regione Lombardia si muove per Jessica Scarpa, la 36enne olginatese a cui è stato diagnosticato un tumore al pancreas che, nonostante un intervento di duodenocefalopancreasectomia durato oltre 10 ore e nonostante 12 durissimi cicli di chemioterapia si è ripresentato aggredendo anche il fegato e progredendo, pur a cure ancora in corso. 
jessicascarpa.jpg (308 KB)
Jessica Scarpa con i suoi due bimbi

Mamma di due gemellini di appena 3 anni e mezzo, la donna chiede - con il suo appello rilanciato, tra tutti, anche da Matteo Bassetti - di poter accedere, anche a pagamento - da qui la richiesta lanciata sulla piattaforma GoFundMe - ad un farmaco, il Daraxonrasib, che potrebbe donarle del tempo aggiuntivo. "È un farmaco mirato che nei primi studi ha allungato la sopravvivenza e ha ricevuto l'approvazione negli Stati Uniti e il primo via libera in Europa. Per me non è solo un farmaco, è la possibilità di restare ancora mamma, ancora presente" ha spiegato lei stessa. "Ho aperto questa raccolta fondi perché ho capito una cosa: non servono gesti enormi per cambiare le cose, servono tante persone che fanno un piccolo gesto insieme. La tua donazione  - ha scritto ringraziando chi la sta sostenendo - non è un numero su uno schermo. È un minuto in più di vita… soprattutto in supporto per una famiglia che non sa dove sbattere la testa, perché oramai sfinita. È dire a chi lotta: non sei solo, noi ci siamo". 
Ed oggi con lei, in cura presso l'ASST di Lecco, si è schierata, come detto, anche la Regione, impegnata ad individuare un percorso che le consenta di accedere al farmaco di cui necessita.
"Le strutture regionali stanno verificando le possibilità disponibili e le procedure necessarie, nel rispetto delle valutazioni cliniche e delle disposizioni vigenti, con l’obiettivo di offrire una risposta concreta e tempestiva alla paziente e alla sua famiglia, individuando al contempo un percorso che possa essere valutato anche per altri pazienti che dovessero trovarsi nella stessa situazione" si legge in una nota di Palazzo Lombardia. 
"Riteniamo doveroso impegnarci – sottolinea l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – affinché i pazienti possano accedere alle migliori cure che la medicina, grazie anche alle tecnologie più moderne, oggi messe a disposizione. Vogliamo fare tutto il possibile per aiutare questa paziente, ma anche per dare una risposta a chi possa trovarsi nella stessa situazione, di fronte a una malattia terribile come il tumore al pancreas. Per questo caso abbiamo già acquisito la valutazione dell’oncologo di riferimento. Per eventuali altri sarà necessario verificare, sempre attraverso il parere dello specialista, che le condizioni cliniche siano compatibili con le indicazioni previste per l’utilizzo del farmaco, in conformità con quanto oggi autorizzato dalla FDA (Food and Drug Administration), così da valutare la possibilità di presentare un’istanza di autorizzazione straordinaria tramite la struttura che ha in cura il paziente".
"Accolgo con soddisfazione questa notizia e ringrazio l'Assessore Regionale al Welfare Guido Bertolaso per l'attenzione dimostrata verso una vicenda così delicata e per la volontà di trovare una soluzione che possa aiutare anche altre persone nelle stesse condizioni – commenta il Consigliere Regionale FDI Giacomo Zamperini - La priorità è dare una risposta alla paziente e alla sua famiglia nel minor tempo possibile, rispettando tutte le valutazioni cliniche e le procedure previste per garantire la sicurezza delle cure".
Zamperini ha inoltre portato la questione all'attenzione del Consiglio regionale attraverso un'interrogazione dedicata al daraxonrasib, nata anche dalla vicenda della giovane madre di Olginate. Nell'atto aveva chiesto a Regione Lombardia di attivarsi, in raccordo con AIFA, i centri oncologici e l'azienda produttrice, per verificare tutte le possibilità di accesso anticipato alla terapia, comprese le sperimentazioni cliniche e i programmi di uso compassionevole.
"Trovo particolarmente importante – sottolinea Zamperini – che Regione Lombardia stia valutando un percorso utilizzabile anche per altri pazienti, sempre sulla base del parere degli specialisti e delle autorizzazioni necessarie. Di fronte a malattie così gravi, fare tutto il possibile per ridurre i tempi di accesso alle terapie può fare una grande differenza. L'auspicio è che le verifiche in corso possano portare presto a una risposta positiva".
Invia un messaggio alla redazione

Il tuo indirizzo email ed eventuali dati personali non verranno pubblicati.